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Proiezione “Cielito Rebelde – Voci dal Messico resistente” Venerdì 19 Novembre

“Un viaggio nel Messico che resiste al neoliberismo. Voci da una terra in cui non ci si rassegna, dove immaginare un mondo che include altri mondi non è un semplice slogan ma una reale e costante pratica quotidiana”
Venerdì 19 Novembre in Polveriera:
• ore 17,30: Proiezione e presentazione di “CIELITO REBELDE Voci dal Messico Resistente” 
• dalle ore 20 aperitivo&musica a cura del Collettivo Ska Galileo

Seconda assemblea delle realtà antagoniste toscane

Cogliendo l’invito della Casa Rossa Occupata, occupazione presente a Massa da 4 anni (link), ci siamo resi disponibili ad organizzare a Firenze il secondo appuntamento della cosiddetta “assemblea antagonista toscana”, ovvero un’assemblea composta da tutte quelle realtà toscane che hanno aderito all’appello della CRO (qui link) e che si pone l’ambizione di rispondere ad una necessità oggettiva per chi oggi lotta contro le avversità del sistema (povertà, disuguaglianza, razzismo…) e la repressione padronale (licenziamenti, denunce, squadrismo fascista…), ovvero quella di coordinarsi e supportarsi.

L’appello insisteva molto sulla necessità di ripartire collegando chi nei territori lotta in maniera autorganizzata, riconoscendo le difficoltà storiche di perseguire esperienze ricompositive andando oltre le differenze di “area” di appartenenza. Proprio per questo il livello della partecipazione alla prima assemblea è stato più che positivo: più che la volontà di unirsi a prescindere c’è stata una disponibilità all’ascolto reciproco ed il riferimento ad una fase drammatica per milioni di persone.
Il neoliberismo oggi non è solo dominante, ma è teoria del pensiero unico. Il capitale finanziario, “i mercati” da rassicurare, rappresenta quella mano invisibile che governa l’economia. Ma questa mano invisibile ha nomi e cognomi, e sedi fiscali in paradisi del fisco.
Oggi nel nostro territorio, la Toscana, questo modello di sviluppo dominato dalla ricerca del profitto ad ogni costo è organizzato nel Partito Democratico, che ben prima dell’approdo di Renzi alla Presidenza del Consiglio -ma che con lui ha subito un’accelerazione in tal senso- ha stabilito un laboratorio sperimentale nella nostra Regione e nella vicina Emilia Romagna.
Un laboratorio di governo in primo luogo di gestione delle risorse, in senso corporativista ed aziendalista. Sanità, scuole, asili, casa, spazi e beni pubblici, ma anche ambiente e lavoro, sono i terreni di scontro più acre fra i diritti delle persone e gli interessi del capitale.
Ma anche un governo del consenso, mostrando un partito che si fa burocrazia europea e che declina capillarmente la narrazione neoliberista della necessità di certe politiche di sacrifici ed austerità, affidando app.
Ecco, noi a partire dall’opposizione a tutto questo rilanciamo il secondo appuntamento toscano, affinché si costituisca una rete resistente, solidale e conflittuale che a partire dai ragionamenti e dalle pratiche condivise sappia darsi una strategia oltre al livello immediatamente locale, colpendo il PD e gli interessi padronali dove più lo riterremo efficace.
Abbiamo parlato di istruzione, casa, sanità, diritto agli spazi, ma anche di lavoro e delle politiche guerrafondaie dell’Unione Europea nello scacchiere imperialista internazionale, che oggi ci colpiscono solo indirettamente, ma che portano nelle nostre città centinaia di migranti, gestiti dallo Stato e dalla UE come merci sulle quali far profitto o utilizzati come merci di scambio, appunto, per altri fini, durante le trattative europee.
Anche a partire dalle nostre pratiche quotidiane, sul territorio toscano esistono invece esempi concreti e radicalmente alternativi di affrontare l’aumento di immigrazione, spesso transitoria, sui nostri territori.
Ognuna delle realtà intervenute ha descritto le proprie lotte, auspicando una maggiore comunicazione fra realtà territorialmente così vicine, sia dal punto di vista pratico (reciproco sostegno in caso di bisogno), sia da quello teorico (maggiore condivisione di idee, di approfondimenti, di conoscenze e di pratiche), insistendo comunque sull’eterogeneità come valore e non come ostacolo.
Con questo appello vogliamo quindi rilanciare le proposte emerse fin’ora:
  • individuare già nel terreno del referendum un primo banco di prova per approfondire un discorso comune
  • organizzare incontri seminariali e di reciproca conoscenza nelle città che hanno una particolare esperienza su un tema
  • realizzare strumenti di comunicazione virtuale e di raccordo fra le varie realtà. Il gruppo e la mailing list sono già in creazione quindi chiediamo ad ogni realtà di lasciarci contatti fb o indirizzi mail.

Report e conclusioni dell’assemblea toscana delle realtà antagoniste

REALTA’ INTERVENUTE: 

– Sars Viareggio 
– USB Toscana 
– Eurostop Toscana 
– Polveriera Firenze 
– Rete dei Comunisti Toscana 
– Brigata sociale antisfratto Viareggio 
– Area Globale Massa 
– Giovani Comunisti Siena 
– Torpedo Lucca 
– (ex) Occupazione di Via Toselli Firenze 
– Cantiere Sociale Viareggio 
– Collettivo SUM Firenze
 – Centro di Documentazione Gino Menconi Massa 
– Collettivo Bujanov Valdarno 
– Collettivo Autonomo Studenti Lucchesi 
– Prato (realtà in formazione) 
– Rep. Viareggina 
 – Circolo Partigiani Sempre Viareggio 
– USB Pisa 
– Casa Rossa Occupata Massa

REALTA’ CHE HAN DATO L’ADESIONE MA NON INTERVENUTE: 
– Collettivo Scienze Politiche Firenze 
– Rete dei collettivi Fiorentini 
– Collettivo K1 Macchiavelli-Capponi Firenze 
– Biblioteca Archivio Germinal Carrara 
– Cip S.Concordio Lucca 
– CSOA Macello Pistoia 

PREMESSE: Dalle varie realtà organizzate è arrivato in generale un apprezzamento per l’idea, sintomo di una necessità: quella di approfondire le relazioni e di ragionare collettivamente, provando perché no a costruire attraverso passaggi intermedi un qualcosa di più formale e di più duraturo nel tempo. Che cosa costruire, sarà il tempo a dirlo e la capacità collettiva di andare oltre le proprie aree di appartenenza. Da parte di molti, tuttavia, si è sottolineata la difficoltà storica di provare esperienze ricompositive, segno della consapevolezza comune che un percorso di questo genere può esistere solo a partire dal pieno rispetto delle singole realtà, delle loro appartenenze, delle loro pratiche. Il termine chiave sottolineato in molti interventi è “umiltà”. L’umiltà di provare ad abbandonare steccati divisori e di non imporre nulla se non il proprio odio per il Capitalismo e per lo stato di cose presenti. 
TEMI AFFRONTATI: Il ragionamento politico di fondo, condiviso in vari interventi, è partito da un’analisi della situazione italiana, all’interno dello scenario dell’Unione Europea e nello scacchiere imperialista internazionale, per approdare alle specificità della regione Toscana, vista come laboratorio di sperimentazione di politiche poi adottate dal governo centrale. Sulla questione Ue in particolare sono emerse due posizioni distinte: da una parte chi la vede come nemico centrale e cornice entro la quale avvengono le politiche di austerity; dall’altra chi non la nomina e, pur considerandola ovviamente parte del problema, la considera parte del contesto imperialista internazionale. Nei temi chiave come lavoro, casa, Istruzione, Sanità e diritto agli spazi, si è individuato nel Pd il principale nemico, e attualmente l’attuatore delle politiche di lacrime e sangue che ci aggrediscono. Ognuna delle realtà intervenute ha descritto le proprie lotte, auspicando una maggiore comunicazione fra realtà territorialmente così vicine, sia dal punto di vista pratico (reciproco sostegno in caso di bisogno), sia da quello teorico (maggiore condivisione di idee, di approfondimenti, di conoscenze e di pratiche), insistendo comunque sull’eterogeneità come valore e non come ostacolo. Un tema su tutti ha avuto una particolare centralità nei vari interventi, quello del referendum costituzionale. Molti degli intervenuti hanno sottolineato l’importanza di questo appuntamento: per alcuni non tanto per il tema in sé, quanto piuttosto perché visto come banco di prova dell’attuale governabilità e terreno proficuo in cui costruire un blocco sociale di opposizione; per altri anche il tema in sé è fondamentale perché potenziale causa di ulteriori e ben più pervasive limitazioni di libertà e di spazi di agibilità per noi. Un discorso a parte merita un altro dei temi emersi, l’Antifascismo. Su questo terreno molti degli intervenuti hanno trovato già in passato momenti collettivi di condivisione e rimane un ambito centrale. Tuttavia si è anche sottolineato il fatto che quello è un po’ un “sovra-tema” e che fermo restando il terreno dell’Antifascismo militante, l’Antifascismo politico lo si persegue nell’attività quotidiana nei terreni sociali e delle contraddizioni della società. Un tema che non è stato affrontato, ci auguriamo per semplice dimenticanza, è quello dell’immigrazione, e si auspica fin da subito di inserirlo in una prossima eventuale occasione. 
PROPOSTE EMERSE: Innanzitutto, come già detto in precedenza, la necessità di approfondire i rapporti: guardarsi in faccia, conoscersi, scambiarsi esperienze di lotte e di vita è vista come condizione imprescindibile anche solo per iniziare un percorso del genere. Più nel concreto le proposte sono state queste: – organizzare incontri seminariali e di reciproca conoscenza nelle città che hanno una particolare esperienza su un tema – realizzare un gruppo virtuale su fb (e una mailing list) di raccordo fra le varie realtà. Il gruppo e la mailing list sono già in creazione quindi chiediamo ad ogni realtà di lasciarci contatti fb o indirizzi mail. – individuare già nel terreno del referendum un primo banco di prova per approfondire un discorso comune – proporre una prossima assemblea più operativa per il mese prossimo, che sia primo appuntamento in cui verificare le possibilità di questo percorso. Come Casa Rossa proponiamo come data domenica 10 ottobre e come luogo Lucca o Firenze – come Casa Rossa ci proponiamo di realizzare una sorta di tour nelle varie città e presso le varie realtà intervenute (e non solo) per confrontarci meglio su quanto emerso
CONCLUSIONI: La controparte è forte, organizzata e dispone della forza della repressione, dell’arroganza dei governanti e della servitù dei fascisti. Tuttavia, nonostante i rapporti di forza davvero sfavorevoli, i compagni sono tanti, anche se spesso disgregati, qualche volta sfiduciati, molto spesso divisi. Le differenze, che nessuno ovviamente si sogna di appiattire, non sono così grandi da impedirci di essere dalla stessa parte della barricata. Partire da questo presupposto può essere il primo passo per iniziare un percorso comune