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Sabato 11 settembre alle 18:30 Edoardo Olmi presenta la raccolta di poesie

STAGIONI SCALENE (Ensemble, 2021)

Introduce Marco Tangocci.

Nel chiostro di Sant’Apollonia, presso “LaPolveriera – SpazioComune” di
via Santa Reparata 12/r.

Dalle 18:00 inaugurazione di una spazio espositivo con opere di artisti
e artiste visivi/e ispirate al libro.

A seguire aperitivo.

 

Qualche info sul libro:

“Stagioni scalene, queste nuove poesie di Edoardo Olmi, simili e al
tempo stesso diverse dalle precedenti, ci investono e avviluppano
proprio come le stagioni.  Stagioni intese in ogni loro possibile
accezione (come stagioni dell’anno solare, ma anche come stagioni della vita, ovvero come stagioni di ricerca poetica, esistenziale, mentale, politica, emotiva e sessuale), all’interno del libro e delle sue sezioni le stagioni sono infatti volutamente al plurale (“Primavere”, “Estati”, “Autunni”, “Inverni”) e volutamente “scalene”: irregolari e imperfette, pur sincroniche.”

(Dalla prefazione di Antonella Sarti Evans)

 

E sull’autore:

EDOARDO OLMI è co-conduttore di “Poiuyt”, la trasmissione di letteraturadi Radio Wombat. Suoi testi sono apparsi – fra gli altri – sui blog di “Imperfetta Ellisse”, “La macchina sognante” e “Poesia del nostro tempo”. Sono stati tradotti in inglese per due antologie internazionali delle Revolutionary Poets Brigade.                                  Oltre che per la rivista americana “Solstice” e per “Neke, The New Zealand Journal of Translation Studies” della Victoria University di Wellington in Nuova Zelanda.  Attualmente è curatore, assieme a Marco Incardona, della collana editoriale di Affluenti per Edizioni Ensemble.

 

La presentazione sarà registrata e trasmessa il 12 settembre alle 15:30 su Radio Wombat. 

https://radiowombat.net

 

Una riflessione collettiva riguardo alle accuse di sessismo che ci hanno rivolto

Questo comunicato vuole essere una prima risposta a seguito delle gravi vicende che ci hanno visto coinvolt*, vicende che hanno avuto una risonanza cittadina e nazionale. Esce dopo due settimane dalla fine del Festival di Letteratura Sociale perché abbiamo sentito l’esigenza di un confronto profondo che rompesse le dinamiche da social network, ed è un documento scritto a più mani perché frutto di un’assemblea composita, caratteristica essenziale della Polveriera Spazio Comune.
 
La mattina del 27 maggio, data di apertura del 6° Festival della Letteratura Sociale organizzato negli spazi della Polveriera Spazio Comune, il collettivo NUDM Firenze pubblica un comunicato su Facebook in cui ci accusa di esserci rifiutat*  “di gestire un pesantissimo episodio di violenza machista avvenuto per mano di un così detto compagno della sua assemblea” e di voler nascondere sotto il tappeto, minimizzare o silenziare la vicenda. 
Il giorno stesso decidiamo così di annullare parte del programma e di indire un’assemblea aperta al fine di promuovere un dibattito pubblico il più inclusivo possibile. Il confronto con NUDM Firenze, e la Magnifica che si associa alle sue posizioni, è aspro e le accuse diventano ben più gravi di quelle scritte nel post. Per completare il quadro, nei giorni successivi riceviamo diverse rinunce da parte di espositrici, case editrici e relatrici; alcune affermano apertamente di essere state intimate a disdire la propria presenza.
Nonostante questo, lo spazio viene attraversato da molt* compagn*, realtà e individualità che vengono a portarci aiuto e solidarietà: ciò permette al festival di andare avanti, ospitando importanti momenti di discussione e approfondimento anche sul tema della violenza di genere.
 
All’origine dell’attacco c’è una vicenda che, per sommi capi, può essere così riassunta. Circa un anno fa una persona che a fasi alterne ha fatto parte dell‘assemblea Polveriera viene accusata dalla sua ex partner di aver tenuto, al di fuori dello spazio comune, comportamenti violenti. In un primo momento alcune individualità intervengono per allontanare la persona che ha agito violenza e per impedire che avvenga da lì in poi ogni tipo di contatto tra i due. Per qualche giorno ci sono rapporti diretti fra le persone loro vicine. Presto si palesa l’impossibilità di gestire una problematica che coinvolge dinamiche di movimento attraverso singoli, e viene così convocata un’assemblea tra varie realtà a livello cittadino, tra le quali NUDM Firenze e la Magnifica. Dopodiché, nonostante laccordo di rincontrarsi a settembre per continuare la discussione, non vengono rinnovati gli intenti.
 
Al di là dei vari passaggi, la nostra posizione è sempre stata questa: a partire dalla condanna senza sfumature della violenza, mettere in sicurezza chi la subisce e non limitarsi alle condanne senza appello per chi la agisce.
Proviamo ad approfondire… Crediamo che affrontare la questione di genere senza prendere in considerazione a monte la questione del ruolo significhi avere una visione parziale e miope dell’intero dibattito. Il ruolo del dominante, del prevaricatore, perfino del carnefice è, nel corso della Storia, giustamente e inconfutabilmente attribuibile alle individualità maschili (la costituzione stessa del concetto di patriarcato, la sua riproduzione e messa in atto societaria in qualsiasi luogo e momento). Così come è chiaro che le individualità femminili siano state relegate automaticamente nel ruolo della vittima, essendolo di fatto. Con questo presente però, la presa di coscienza e quindi lo sviluppo del dibattito stesso dovrebbe andare nella direzione del riconoscimento di quei meccanismi di natura patriarcale da noi tutt* più o meno introiettati allinterno della famiglia e della società e che dovremmo puntare a disinnescare attraverso lacquisizione di nuovi strumenti. Questi meccanismi hanno varia natura e forma, ma tutti fanno leva sul concetto di ruolo e del potere che da esso deriva. Se si nasce in un genere individuato come femminile e lo si accetta, allora si crescerà  assumendo dalla società una serie di stimoli che tenderanno a determinare il ruolo; stessa cosa per il maschile. Come sappiamo, chi non si riconosce poi in questo binarismo subirà su di sé una serie ancora più grande e violenta di imposizioni. 
Acquisire gli strumenti per liberarsi dal ruolo che la società più o meno direttamente ci impone è un lavoro difficile e continuo che dovrebbe mettere in discussione le fondamenta stesse del genere attribuito. Anche il non binario, la donna, o qualsiasi altra individualità lgbtq+ può assumere il ruolo del prevaricatore e non solo quello della vittima, perché nel farlo sta riproducendo nient’altro che un esercizio di potere insito in quei meccanismi introiettati e non ancora consapevolmente eliminati. Se si parte dallassunto che la donna o lindividualità lgbtq+ non possa esercitare nessun altro ruolo che quello della vittima e sia incapace per sua stessa natura di riprodurre invece ruolo di prevaricazione o dominanza (ruoli “maschili”), si limita enormemente la possibilità di riconoscere e scavalcare il problema alla base, cioè quello del ruolo e del potere. Non solo, ma si resta attaccati, paradossalmente, al concetto di genere in maniera estremamente patriarcale ed eteronormata.
Pare un concetto semplice ma la sua messa in discussione è fondamentale e nel farlo non si toglie NULLA alla realtà della condizione femminile delle lotte affrontate nei secoli, anzi se ne rafforza la sua natura intersezionale
Quindi bisogna affrontare la questione di genere assieme alla questione di ruolo utilizzando il concetto centrale del potere come chiave di lettura.
NUDM Firenze e la Magnifica negano la capacità di certe categorie di essere prevaricatric* o violent* se non per legittima difesa o per quella che chiamano violenza giustificata. Mettendo davanti la questione di genere e non di ruolo, e la sacralità inconfutabile e strumentalizzata del sorellaticredo, rendono  impossibile ogni altra forma di approccio alla questione, ricattando così chiunque ci provi con lo stigma del maschilista, di matrice patriarcale o addirittura di complice e occultatore di stupri. Questo anche se a farlo sono individualità attive nel dibattito e nella realtà della lotta transfemminista, ma che non assumendo le loro stesse pratiche non esercitano a parer loro un transfemminismo giusto o etichettabile come tale, e si arrogano il diritto di giudicare in maniera esterna e superficiale se i percorsi e le pratiche intraprese da altre individualità o realtà sono corrette o efficaci, basando le valutazioni su quelli che secondo loro dovrebbero essere criteri universali, nei tempi e nei modi che loro ritengono sufficienti.
Nel caso in questione, NUDM Firenze ha utilizzato e strumentalizzato il solo metro di misura dellincolumità della vittima che, se in un primo momento è sicuramente funzionale (e fondamentale), almeno in questo caso è divenuto nel tempo un parametro labile e arbitrario in mano a chi si voleva e vuole tuttora legittimare politicamente attraverso questa vicenda.
In questo modo non ha fatto che riprodurre le dinamiche di potere che dichiara di voler combattere.
Sulla base di questa sintesi, che noi riteniamo fondante, stiamo costruendo le nostre pratiche.
In quanto comunità e non tribunale, non ci sentiamo chiamate a giudicare o valutare ma ad intervenire per cercare di ricucire le ferite inferte al nostro tessuto sociale. Ne consegue che, sospendendo il giudizio, quella che si apre è la ricerca delle cause e di una via percorribile che possa risolvere il conflitto alla radice.
Ora, quando come spazio si è cercato di individuare alla radice le cause di un atto violento, abbiamo capito che non basta imputarle totalmente a un capro espiatorio liberandosi di ogni responsabilità, ed è per questo che abbiamo sentito il bisogno di confrontarci su due piani paralleli, che comprendono la critica a quanto agito dal singolo e l’autocritica di quanto fatto da noi stesse. Ovvio, non pensiamo di rappresentare l’intera realtà e conosciamo molto bene le strutture di oppressione violenta su cui si fondano i dispositivi che governano il mondo. Quello che sappiamo, però, è che la nostra comunità, autogovernata, è l’unica realtà su cui possiamo realmente agire.
Mantenere questo principio di autocritica non è semplicemente una questione etica ma anche un principio vitale nel senso stretto del termine. 
Un principio per il quale solo chi è in grado di raccogliere i feedback dall’esterno può ricercare nuovi equilibri, adattarsi e divenire altro da sé.
Ovvio che un’identità in mutamento non sia efficace nei meccanismi di brandizzazione ideologica, nella fidelizzazione sindacal-corporativa, nella narrazione bidimensionale e fulminea dei social media, ma a noi questo non interessa perché non ci siamo lanciate in una guerra di conquista, non abbiamo intenzioni egemoniche e soprattutto perché i meccanismi competitivi sono quanto di più lontano dai nostri principi.
Alla nostra comunità non servono i cori di una tifoseria o la visibilità passeggera. Servono compagne e compagni di cammino. Per questo la nostra identità è cangiante e fluida, per questo vogliamo mantenerla tale, perché rimanga transitabile, accogliente e plasmabile da tutt*.
Insomma, la nostra comunità non è una bandiera. Non basta sventolarla, bisogna viverla per comprenderne i processi in atto. Perciò scusateci se la nostra autonarrazione è carente.
Noi non siamo un museo. Siamo una comunità che si è fatta laboratorio di pratiche collettive, che produce cultura intesa come modi di vita, e dunque convivenza. 
Proprio per questa identità costitutiva siamo esposte all’errore e alla critica. Perché non si può imparare senza provare o provare senza sbagliare. Questo lo accettiamo da sempre, cercando di affinare i nostri strumenti con gli errori che disseminiamo.
Per questo abbiamo adottato un approccio inedito nei confronti di una tematica che nel tempo ha toccato tutti gli spazi e le cui manifestazioni finora non sono state in genere sanzionate né tantomeno discusse (se non negli ambienti contro-esclusivi del femminismo), anzi semmai ignorate in quanto spesso ritenute attinenti alla sfera privata. E’ andata in questa direzione la decisione di continuare ad approfondire questi temi dedicando un giorno alla settimana per incontrarci, leggere e ripubblicare testi, discuterne insieme e modificare, sulla base di ciò, le nostre stesse pratiche assembleari; come quella di avviare un percorso di confronto e dibattito assieme ad un’altra realtà del territorio, aperto comunque a tutt*, sempre sulle tematiche di sessismo e decostruzione del patriarcato. L’idea di fondo è quella di muoversi su due linee di percorso: una che fa capo ad una diffusa riflessione critica e autocritica per quanto riguarda la violenza di genere e le sue manifestazioni anche in (o a lato di) contesti antagonisti; l’altra che, coinvolgendo le persone interessate, prova ad innescare dei processi di crescita.
Ci è infatti chiaro che limitarsi alla condanna e a un’eventuale sanzione più o meno drastica, di per sé non interdice la riproduzione del fenomeno e ci appare un intervento, oggi come allora, del tutto inadeguato. Per non parlare dell’evidenza che si tratta di una prassi meramente repressiva e in quanto tale appartenente alla cultura politica di quel potere che si afferma di voler contrastare. 
Riteniamo che sia proprio questo il punto di rottura che ha portato al boicottaggio del festival.
Quell’azione va infatti in tutt’altra direzione, richiamando una cultura politica che è quella della riproduzione di una prassi che più tradizionalista e maschilista non si può, basata sull’ideologia identitaria e sullo schieramento di sigla, sui processi sommari e sugli autodafé, sull’utilizzo privilegiato di canali pseudo-comunicativi come quelli social, utili soltanto alla polarizzazione delle posizioni e alla loro semplificazione. A nostro parere, dalla pratica di NUDM Firenze e Magnifica emerge una concezione del ruolo e degli obiettivi di un’organizzazione politica che privilegia aspetti sindacal-corporativi e che si traduce nell’auto-conferimento della rappresentanza di una certa categoria sociale e dei suoi interessi. Con la paradossale conseguenza che diviene essenziale la competizione con coloro che nel panorama politico appaiono meno distanti in termini di valori e di finalità, proprio perché insistono sullo stesso “bacino d’utenza” politico-culturale, costituendo in tal modo i concorrenti più diretti. 
Si capisce, allora, perché si preferisca contestare il festival ospitato dalla Polveriera, mentre si siano ignorati i precedenti sforzi e proposte sul tema da parte di questa realtà. Così come si capisce perché si siano lasciati cadere gli inviti a costruire percorsi e modalità in grado di affrontare il problema delle violenze di genere, al di là delle mere condanne e dei semplici ostracismi.
Tuttavia, la vera ragione che ci porta a mettere in risalto quelli che si confermano i limiti patriarcali di un certo femminismo non risiede nella volontà di stabilire graduatorie di merito antagonista tra un “noi” e un “loro”. Semmai in quella di definire meglio la diversità di approccio al ruolo e all’intervento politico che marca le rispettive esperienze.
In quest’ottica, ribadiamo la traccia che Polveriera intende continuare a seguire in occasione di episodi di violenza (non solo) di genere. Traccia che trova la sua origine in numerosi passaggi nel corso degli anni, tra i quali dare spazio a collettivi ed esperienze transfemministe e alle loro iniziative tra cui proprio NUDM Firenze così come altre. 
A questo proposito, siamo favorevoli a un confronto tra le varie realtà, il cui obiettivo sia quello di far progredire il dibattito su questi temi e di sperimentare pratiche che superino le soluzioni semplificatrici della mera solidarietà da una parte e dello stigma sociale dall’altra.

Sulla questione del sessismo in Polveriera

Siamo dispiaciutx di leggere la vostra denuncia a mezzo Facebook,
compagne di NUDM Firenze, in cui si afferma che ci siamo “di fatto
rifiutatx di gestire un pesantissimo episodio di violenza machista avvenuto per mano di un così detto “compagno” della sua assemblea”.

Saremo brevi perché non pensiamo che a suon di comunicati si possano risolvere problemi che da anni (da sempre?) asfissiano ciò che molti chiamano movimento, e cioè l’insieme di gruppi e spazi anticapitalisti che sempre meno agitano le nostre città.

Eppure l’episodio in questione è stato sviscerato, discusso e affrontato non appena ci ha raggiuntx, sia all’interno della nostra assemblea, sia con altre realtà con le quali abbiamo relazioni politiche e sociali più o meno stabili. È passato un anno dal primo e ultimo incontro che abbiamo avuto con voi riguardo a questo episodio.
In quell’incontro era emersa chiaramente la volontà nostra di tutelare le persone coinvolte e affrontare la questione anche
e soprattutto oltre all’evento singolo. Da allora è su quella linea che stiamo agendo, incontrandoci fra noi compagnx della Polveriera e insieme ad altri spazi e collettivi della città, incontri in cui si è parlato nello specifico di come comportarsi anche con la persona che ha agito violentemente, e prima di come tutelare la persona che questi comportamenti li ha subiti; ma anche come accompagnare
lui in un percorso di autocritica e consapevolezza; come organizzarsi al fine di agire direttamente sulle leve relazionali che rendono le persone “vittima” di questi episodi più sicure nel parlar di quel che capita loro.
La persona in questione è stata infatti da tempo allontanata dall’assemblea e dallo spazio (e non potrà quindi essere presente in queste quattro giornate di festival), ma senza una volontà da parte nostra di un’isolamento sociale, non credendo che vi possa essere una crescita con l’esclusione come unica soluzione messa in atto, ed è su queste basi che da qualche settimana stavamo ragionando su un percorso di riavvicinamento, tutto da costruire e, in quanto tale decostruibile e criticabile, per permettere a tuttx noi di crescere.

Insomma, nessuna cortina di fumo è stata eretta attorno a questo accadimento che da un anno sta occupando uno spazio importante nelle nostre discussioni.

Allora, come mai questa presa di posizione? Come mai quest’accusa?
Non neghiamo il problema, anzi, riteniamo che questo sia uno dei numerosi problemi che riguardano la “comunità terribile” fiorentina, e vogliamo affrontarlo, lo stiamo affrontando.
Compagne, ci dispiace di questo modalità che avete scelto, piuttosto che il dialogo diretto che, da un anno a questa parte, avrebbe potuto esserci, se aveste voluto.

Su queste basi chiamiamo un confronto aperto e pubblico sulla questione, oggi alle 16.00 nel chiostro di Sant’Apollonia, invitiamo tutte e tutti a partecipare e portare la propria riflessione e voglia di dialogo, le proprie domande, i propri dubbi, in particolare chi sente di dover sottolineare le criticità del percorso da noi intrapreso..

 

“NEL FRATTEMPO… UN LIBRO!” IL FESTIVAL DI LETTERATURA SOCIALE ENTRA NELLE CARCERI DI PRATO E SOLLICCIANO CON LA FORZA DEI LIBRI.

“Evado entrando nella copertina di un libro. Ho aperto un libro ed ho chiuso fuori la prigione” scrive un ragazzo dal carcere di Sollicciano.

Come Polveriera Spazio Comune siamo orgogliose ed orgogliosi di aderire e portare al 6° Festival della Letteratura Sociale di Firenze l’iniziativa “Nel Frattempo… un libro!”, nata per creare un ponte fra donne e uomini oltre le mura detentive, ripopolando, con l’aiuto di tutte e tutti, le biblioteche delle carceri di Sollicciano e Prato.

Mai come con una pandemia globale ci sono esplose in faccia le condizioni aberranti delle carceri italiane, e mentre lottiamo contro di esse, verso una totale abbattimento dell’apparato repressivo e detentivo statale, vogliamo contribuire a portare dentro quelle mura finestre sul mondo, storie, saggi, riflessioni e racconti, che, lanciati come sanpietrini, aprano spiragli di libertà ed infinite connessioni.

L’iniziativa è stata promossa dal Polo Universitario Penitenziario (PUP) dell’Università di Firenze, l’Associazione di volontariato Penitenziario e l’Associazione Scioglilibro che hanno coinvolto una trentina di librerie; in questa occasione alcuni detenuti hanno scritto testi sulla lettura che giovanissim* disegnator* hanno illustrato.


Durante tutte le quattro giornate del festival raccoglieremo libri da inviare a detenuti e detenute; sarà possibile portare libri da casa e/o comprarli ai banchini del festival a prezzo agevolato per le biblioteche delle case circondariali.

-Le librerie che hanno aderito:
https://www.polopenitenziario.unifi.it/art-150-nel….

-Testi dei detenuti e immagini de* giovan* artist* sono in mostra
virtualmente:
https://www.behance.net/…/110133579/Nel-frattempo-un-libro
Con questi materiali sono state realizzate delle cartoline per chi partecipa con un dono di libri alla campagna.

“Oggi scelgo un libro. Vado in libreria e lo compro.
No, mi correggo, aspetto che qualcuno me lo spedisca, sperando che sappia leggere bene dentro di me…”

EL PARO NO PARA! #SosColombia

Serata informativa sulle mobilitazioni in Colombia.
In collegamento web testimoni locali da:
Bogotà
Cauca
(in aggiornamento)
dibattito assieme alla comunità colombiana di Firenze
Aperitivo, birrette e musica
BENEFIT AIUTI MEDICI PER I MANIFESTANTI
……………………………………………………
Cosa succede?
Dal 28 Aprile in Colombia è iniziato il Paro Nacional, la mobilitazione generale contro la riforma tributaria e i tagli alla sanità. Il governo di estrema destra, capeggiato da Ivan Duque, pretendeva di imporre pesanti tassazioni su alimenti e generi di prima necessità proprio dopo un anno di pandemia che ha affamato ulteriormente le classi popolari. Milioni di lavoratori informali o precari hanno difficoltà a sostentarsi mentre l’accesso alle cure pubbliche è sempre più difficile.
In questo contesto al posto di reperire risorse dalle multinazionali che saccheggiano il paese o dalle classi benestanti asserragliate nelle proprie ville il governo ha scelto ancora una volta di far pagare al popolo le spese. E il popolo si è rivoltato.
Tutte le città e le regioni sono entrate in stato di agitazione con blocchi stradali e cortei, pretendendo la cancellazione dei provvedimenti. La risposta del governo è stata quella di reprimere nel sangue inviando gli squadroni dell’ESMAD (la celere).
Ad oggi sono 53 le persone assassinate dalla polizia, centinaia i feriti fra cui decine di mutilati agli occhi per i candelotti sparati ad altezza uomo. Migliaia gli arresti formali e altrettanti quelli extragiudiziali, solo a Cali sono 185 i desaparecidos. Diverse decine gli stupri all’interno delle stazioni di polizia.
Intanto davanti al rafforzarsi delle proteste il governo inizia a mostrare alle telecamere la propria natura: una cricca di paramilitari e narcotrafficanti al comando dell’ex presidente Uribe, finanziati da Usa, Ue, multinazionali e dalla passione dei ricchi per coca e smeraldi. Numerosissime testimonianze video mostrano la polizia scortare paramilitari armati pronti a colpire le manifestazioni. Il governo soffia sul fuoco della violenza per provocare una reazione armata e poter dichiarare lo stato d’assedio.
Ma davanti a tutto questo “el paro no para”, la protesta non si ferma.
I quartieri si organizzano per sostenere le manifestazioni e accogliere chi arriva dalle campagne, assistenza medica viene organizzata per i feriti, i media indipendenti aggirano i blocchi della rete e la disinformazione.
Due sono le avanguardie che fronteggiano la sbirraglia: la prima linea e la guardia indigena. La gioventù urbana che si è organizzata per la resistenza e le strutture di autogestione di piazza delle comunità indigene.
Sabato ci faremo raccontare in prima persona ciò che stanno vivendo le compagne e i compagni nelle strade colombiane.
Tutto il ricavato sarà inviato per l’acquisto di protezioni e materiale medico.

VI Festival della Letteratura Sociale di Firenze, 27-30 maggio 2021 – PROGRAMMA

Con grande emozione vi presentiamo la sesta edizione del Festival di Letteratura Sociale di Firenze, che si svolgerà dal 27 al 30 maggio 2021 presso La Polveriera Spazio Comune e nel grande chiostro dell’ex convento di sant’Apollonia (via santa Reparata 12r).

Aiuta il festival sostenendo o diffondendo la campagna di raccolta fondi su Produzionidalbasso.com: https://sostieni.link/28099

Quattro giorni di presentazioni, dibattiti, spettacoli poetici, teatrali e musicali con autori e artisti in rapporto inesausto e conflittuale con la realtà per come ci viene data. Con spazio a case editrici indipendenti e di proposta alternativa, libri e riviste auto-prodotti, librerie autogestite e collettivi artistici, il festival nasce con l’intento di dare voce a una cultura libera, solidale e critica della società affarista e individualistica in cui viviamo attraverso momenti di aperto confronto, condivisione, diffusione e scambio di arti ed esperienze.

Non ci piacciono le vetrine e i saloni del libro canonici, che operano una divisione fra chi produce e chi si nutre di cultura, e fra una cultura “alta” fatta di grandi nomi e grandi investimenti e una “bassa” che crea pochi profitti e
poca pubblicità. 
Noi vogliamo fare ed essere altro: crediamo nel potere della letteratura di cambiare in meglio il mondo;
crediamo nel potere delle persone che lottano per cambiarlo; crediamo che tutto questo debba essere svincolato il più possibile dalle esigenze ristrette del mercato, e liberamente fruibile da chiunque, per il libero e comune progresso dell’umanità.
Come ogni anno, il festival si svolge in modo autogestito: non ci sono organizzatori e fruitori ma solo partecipanti.
A differenza delle passate edizioni, che sono state autofinanziate dalle attività della Polveriera, a questo giro non è stato possibile organizzare eventi di raccolta fondi, per cui abbiamo chiesto aiuto tramite una campagna di crowdfunding, che trovate qua: >>>
Aiutateci sostenendo o diffondendo la campagna!
Oggi più che mai riteniamo importante creare occasioni di incontro e condivisione, di scambio e confronto fra esseri umani.
Oggi più che mai riteniamo importante leggere e a far circolare libri che ci insegnino ad amare e a lottare, che ci aiutino a conoscere e migliorare il mondo in cui viviamo.
Oggi più che mai vogliamo dare spazio e voce – e un sostengo concreto – a chi produce, diffonde e si nutre di cultura.

  • numeros* artist* e gruppi artistici esporranno i propri lavori durante il festival. Alcune presenze (in aggiornamento): Collettivo VHS, Marco Brucio, La Zecca-Tigre, Holly Heuser, MEP, Dimo, Post-hit,  DivaNo.
  • ogni giorno bar e cene sociali a prezzi popolari
  • spazio gratuito per decine di banchini ed espositori di case editrici, riviste, distro, associazioni culturali ecc., fra cui Alegre, Contrabbandiera, D Editore, Cannibali e re, Edizioni dell’Asino, Zapruder, Effequ, Ensemble, Battaglia Edizioni, Redstar Press, Borda!Fest, Threefaces, L’eco del nulla, Fuori binario, Elementi Kairos, IF_DO hacklab, nEXtEmerson distro, IAM/SI Cobas, RF-l’Altra Repubblica, Dea Press, et al.
  • Il festival viene trasmesso in diretta da Radio Wombat Firenze (radiowombat.net)
  • Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito, con la convinzione che la cultura abbia un valore incommensurabile e debba essere liberamente condivisa e sempre accessibile a tutti.

Ecco il programma di questa sesta edizione:

Giovedì 27

  • ore 16 CERIMONIA D’APERTURA
  • ore 16.30 – Panel MANGIA CONSUMA LAVORA: Le prospettive dopo l’anno che ha demolito la vita culturale del paese. Partecipano le riviste L’indiscreto e L’eco del nulla, con i lavoratori e le lavoratrici di cinema e teatro. A cura di FirenzeRiVista.
  • ore 18 – La Zeccatigre presenta il suo libro d’esordio: Ma chi ha detto che non c’è!? (Redstar Press, 2021).
  • ore 19 – Panel DIRITTO ALLA CITTA’: Lorenzo Tripodi di «Tesserae» (Berlino) e membro del collettivo ogino:knauss (Firenze) dialoga con il collettivo Orizzontale (Roma) autore della rivista «VUOTO 1/VERTIGO» e «VUOTO 2/CONTROVERSO», e Francesco Careri (C.I.R.C.O., Casa Irrinunciabile per la Ricreazione Civica e l’Ospitalità) autore di Nomadismo architettura Ospitalità (Bordeaux, 2020).
  • ore 20.30 – Cena di autofinanziamento
  • ore 21 – Presentazione di Waltzing Matilda. È così facile che sembra difficile (Threefaces, 2021) di Gianlunca Bindi, con il reading dinamico a cura di Ottavio Leo, Marco Brucio, GG Motion e Pietro Dinley.

Venerdì 28

  • ore 15 – Presentazione di E allora le foibe (Laterza, 2021) di Eric Gobetti curata dal Collettivo Umanistico SdS.
  • ore 16 – Presentazione di Technosapiens. Come l’essere umano si trasforma in macchina (D Editore, 2021), con l’autore Daniele Signorelli in dialogo con Francesco D’Isa.
  • ore 17 – Panel digitale: INTERNET, ODI ET AMO
    L’hacklab fiorentino IF_DO dialoga intorno a Cyber Bluff (Eris, 2021) con l’autore Ginox e Internet, mon amour (L edizioni, 2019) con l’autrice Agnese Trocchi.
  • ore 18,30 – Dialogo su Rojava ed internazionalismo con Alessandro Orsetti e il libro “Orso, scritti dalla Siria del nord-est (Redstar press 2021) e Sara Montinaro autrice di Daesh. Viaggio nella banalità del male (Meltemi, 2021).
  • ore 20 – Cena di autofinanziamento
  • ore 20,30 – Presentazione e letture di Veniamo dal basso come un pugno sotto il mento (Battaglia, 2020), con l’autrice Alice Diacono.

Sabato 29

  • ore 15 – Presentazione di La sindrome di Peter punk. La storia di Amina e altri racconti illustrati (Elementi Kairos, 2020) di e con Alessandro Meo “Sante”, con interventi di attualità.
  • ore 16 – Panel CURA E BENI COMUNI: Federica Timeto e Andrea Ghelfi della rivista «Effimera. Critica e sovversioni del presente» dialogano con Nicola Capone, autore di Lo spazio e la norma (ombrecorte, 2020) intorno a Il Manifesto della cura. Per una politica dell’interdipendenza (Alegre, 2021) con le curatrici e traduttrici dell’opera Gaia Benzi e Marie Moise.
  • ore 18 – Incontro: UN SORRISO INSANGUINATO. RITSOS E KAZANTZAKIS, POESIA E LOTTA NELLA GRECIA DEL ‘900. L’editore e traduttore Nicola Crocetti (Crocetti editore) dialoga con lo scrittore e critico letterario Edoardo Rialti.
  • ore 19.30 Concerto: ENSEMBLE VOCESONANTIUM, composto da V. Peruzzi, A. Andreani, A. Trifari, Bianca Pedone, L. Lippi, A. Bochicchio, P. Ottanelli, R. Brutti. Esegue:
    – “La baia tranquilla” (L. Donati, G. Pascoli),
    – “O primavera” (L. Donati, G. Carducci), “L’ombra dei boschi d’Aser” (P. Clausetti),
    – “In Pètrina” (M. Sebastianelli, M. Morea)
  • ore 20 Cena di autofinanziamento
  • ore 20.30 – MOSTRE & FIERE, freakshow di monologhi mutanti e canzoni grottesche di Filomena “Filo” Sottile, da cui ha tratto La mostruositrans. Per un’alleanza transfemminista tra le creature mostre (Eris, 2020).

Domenica 30

  • ore 11,30 – Le FAVOLE DAL VIVO! Per bimbe e bimbi di tutte le età e per tutte le loro adulte e adulti
  • ore 13 – Pranzo sociale!
  • ore 13,30 – Presentazione di Diramazioni (Ensemble, 2021) di Bartolomeo Bellanova e reading con alcuni autori e autrici ospiti di Poiuyt – Lettere contrarie (Radio Wombat).
  • ore 15 – Presentazione di Le pieghe del corpo (Mimesis 2019), con i curatori del libro Antonio Donato e Leonardo Tonelli del Collettivo LEIB, a cura della Palestra Popolare Polveriera e della Palestra Popolare SanPietrino del CSA nEXt-Emerson.
  • 16 – Incontro: NUOVI IMMAGINARI NELLA NARRATIVA ITALIANA CONTEMPORANEA. Andrea Cassini autore di Non tutto il male. Cronache della terra inabitabile, e Matteo Grilli autore di Crocevia di punti morti. Quattro anime nel pozzo raccontano i loro romanzi (Effequ). Modera Francesca Corpaci.
  • 17 – Panel distopia: NESSUNDOVE, OGNIDOVE: LE DISTOPIE DEL ‘900 E LA SOCIETà DEL COVID. BRADBURY, ATWOOD, HUXLEY, ORWELL E BURDEKIN. Con Virginia Bardoni, Carla Fronteddu, Ilaria Gaspari e Edoardo Rialti.
  • 18,30 – Presentazione di La scommessa psichedelica (Quodlibet, 2020) con il curatore Federico di Vita e alcuni fra gli autori e le autrici dei saggi. Modera Francesco D’Isa.
  • 20 – Concerto – PROXIMA PARADA – Poesia elettrica. Monologhi poetici di Luca Bernardini e musiche di Daniele Ramisti.

 


Per una cultura libera. Tutto è di tutt*
La Polveriera Spazio Comune

REPORT POLVEROSO 26.04.2021

????REPORT ASSEMBLEA DELLA POLVERIERA 26/04/2021
L’assemblea si svolge ogni lunedì alle 19:00 negli spazi della Polveriera, in via Santa Reparata 12/r. 
ODG: 
-Festival Della Letteratura Sociale
-Lavori
-Libri Biblioteca
-Punti interni.
????Festival Della Letteratura Sociale
Ci prepariamo all’assemblea generale del 28 aprile, per aggiornamenti si rivia al report della plenaria. Per entrare nell’organizzazione del festival scrivete una mail a lapolveriera.spaziocomune@inventati.org
????Lavori
Continua ad esserci tanto da fare per i nuovi lavoretti, si va avanti giovedì e venerdì e poi ancora durante la settimana successiva. Serve tanta mano per rendere lo spazio agibile in vista delle prime iniziative.
????Libri Biblioteca
Ci propongono una donazione di libri da poter inserire nella Biblioteca Polverosa. A breve ci verrà condivisa la lista completa dei testi da poter vagliare.
Ah! Ti sei perso l’ultima puntata di POIUYT – LETTERE CONTRARIE trasmessa su Radio Wombat (in diretta ogni seconda domenica del mese alle 15:30)?
Puoi ascoltare la registrazione da qui: 
????PALESTRA POPOLARE della POLVERIERA  – PPP
I corsi della palestra popolare sono attivi! Per necessità organizzative prima di partecipare a qualsiasi attività passa dall’assemblea, ogni prima domenica del mese alle 19:00 in Polveriera, via Santa Reparata 12/r.
????APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA
-Lo stupro non si assolve #martinarossi! Di NonUnaDiMeno Firenze
Mercoledì 28 ore 10.30 davanti al Tribunale di Firenze, Viale Guidoni
-Reading e apericena in viale Corsica 81, di Occupazione di Viale Corsica
Giovedì 29 ore 17.00, Viale Corsica 81
Tredicesimo incontro del Laboratorio di Autocostruzione, a cura del Collettivo Ark
Giovedì 29 ore 18:00, in Polveriera.
-Presidio sotto il rettorato di QNEU – Questa Non è Università
Venerd’ 30 Aprile ore 15.00 in Piazza San Marco
-SABATO 1 MAGGIO:
    

-PRIMO MAGGIO ALLA TEXPRINT! Di Si Cobas Prato e Firenze e Studenti di Sinistra Ore 10.00 davanti ai cancelli dell’azienda, via Sabadell 109 https://fb.me/e/25oh1FMBt

-1 Maggio al Fondo Comunista! Di Fondo Comunista e Resistenze Firenze, con pranzo sociale, tornei di calcetto, open mic e live painting. Ore 12.30, via Rocca Tedalda 77

-PRIMO MAGGIO ANTICAPITALISTA, musica, discussioni e microfono aperto. P.zza Santissima Annunziata, ore 15.30. https://lapunta.org/event/153

????QUALCHE LINK UTILE
-Canale telegram R/Esistenze
Per essere sempre aggiornati sulle iniziative: https://t.me/joinchat/V9ezOO5ywakiN68u 
-Crowfunding: Il 30 Ottobre c’eravamo tutt_!
-Crowfunding: Sostieni gli operai Texprint in sciopero!

Sostieni il festival! Crowdfunding

https://www.produzionidalbasso.com/project/6deg-festival-della-letteratura-sociale-di-firenze/

[dalla pagina del crowdfunding]
Chi siamo
Siamo studenti, lavoratori, volontari, attiviste e attivisti politici e del mondo della cultura attivi a Firenze che dal 2016 organizzano il Festival di letteratura sociale.
Cosa facciamo
Nel 2014 abbiamo recuperato dall’abbandono un grande spazio nel centro storico di Firenze – a un passo dal Duomo, in via santa Reparata 12r, all’interno dell’ex convento di sant’Apollonia – con l’intento di restituire alla città un luogo di incontro e di condivisione. Questo posto è stato chiamato Polveriera Spazio Comune , e dalla sua apertura vi abbiamo organizzato moltissime iniziative improntate alla solidarietà, al mutuo appoggio, al sostegno delle lotte per la conquista di diritti e per l’autodeterminazione, all’informazione e alla sensibilizzazione su temi politici e sociali, nonché al divertimento e alla socialità. Sul sito https://lapolveriera.noblogs.org si trova tutto quanto è stato fatto o prodotto in questi sei anni di occupazione.
Fra tutte queste cose, una fra le più significative è senz’altro il Festival della letteratura sociale , che quest’anno arriverà alla sua sesta edizione.

Dove e quando
L’evento si svolge a Firenze, nei locali della Polveriera ( Via Santa Reparata 12R ) e nel grande chiostro antistante, ogni anno a fine maggio. Se – come nel 2020 – la situazione sanitaria rendesse impossibile lo svolgersi dell’evento, sposteremo le date a fine settembre/inizio ottobre.

Perché
Non ci piacciono le vetrine e i saloni del libro canonici, che operano una divisione fra chi produce e chi si nutre di cultura, e fra una cultura “alta” fatta di grandi nomi e grandi investimenti e una “bassa” che crea pochi profitti e poca pubblicità.
Noi vogliamo fare ed essere altro: crediamo nel potere della letteratura di cambiare in meglio il mondo ; crediamo nel potere delle persone che lottano per cambiarlo ; crediamo che tutto questo debba essere svincolato il più possibile dalle esigenze ristrette del mercato, e liberamente fruibile da chiunque, per il libero e comune progresso dell’umanità.

Cosa vogliamo fare
Il nostro desiderio anche quest’anno è di organizzare il Festival della Letteratura Sociale, autogestito e autofinanziato nonostante le difficoltà che stiamo vivendo, anzi a maggior ragione: pensiamo che sia quanto mai importante dare voce e spazio a tutte le forme di editoria indipendente , e che sia fondamentale creare continuamente occasioni di condivisione e incontro attorno ai libri per tutte e tutti e come sempre ci teniamo a mantenere la gratuità dell’evento, nella convinzione che la cultura abbia un valore incommensurabile e la sua fruizione non possa essere limitata da biglietti d’ingresso.

Perché ti chiediamo aiuto

A differenza delle passate edizioni, che sono sempre state autofinanziate con le iniziative organizzate nel corso dell’anno dalla Polveriera, quest’anno è stato impossibile organizzare eventi di raccolta fondi per ovvi motivi.
Al contempo, il fondo cassa ereditato dagli anni passati è stato necessario alla sopravvivenza degli altri progetti in corso e al sostegno delle battaglie politiche in cui crediamo e delle persone che le combattono come e insieme a noi. Per questo stiamo chiedendo anche il tuo sostegno, se – e nella misura in cui – puoi darlo. Con pochi euro o diffondendo questa campagna ci aiuterai moltissimo .

Per cosa, nel concreto
Tutte le persone che partecipano e all’organizzazione del Festival di letteratura sociale e all’autogestione della Polveriera Spazio Comune lo fanno a titolo gratuito e volontario.
I fondi che raccoglieremo saranno spesi per:

– i rimborsi viaggio e il pernottamento degli ospiti;
– la diffusione del festival (e quindi la stampa di locandine, volantini, programmi cartacei, ecc.);
– acquisti di cibo e bevande che saranno servite durante l’evento;
– la strumentazione , i materiali e le attrezzature necessarie all’allestimento degli spazi e allo svolgimento degli eventi;
– l’acquisto dei libri presentati durante le giornate, che accresceranno la biblioteca di Polveriera;
– per tutto quanto sarà necessario a garantire la massima igiene e tutelare la salute dei presenti.

La cifra fissata come obbiettivo per coprire le spese necessarie all’avvio del festival è di 1800 euro.

Ogni altra donazione oltre quella cifra sarà unita ai ricavi del bar autogestito e delle cene previste durante l’evento. Tutto il ricavato sarà quindi spartito come sempre tra il fondo cassa per la successiva edizione del festival e la cassa di Polveriera, per le attività dello spazio e i benefit a sostegno delle spese legali di molte e molti di noi o di attiviste/i a noi vicini;

Altre informazioni

Qui [ >>> ] trovate il programma aggiornato della sesta edizione, e tutto quel che c’è da sapere a riguardo.
Ogni giorno presentazioni, tavoli di discussione, letture, spettacoli teatrali e musicali
L’intero festival viene trasmesso in diretta radiofonica da Radio Wombat Firenze (1359AM o in streaming su – radiowombat.net ), come ogni anno (e trovate le registrazioni negli archivi del sito)
Numeros* artist* e gruppi artistici esporranno i propri lavori durante il festival
Ogni giorno bar e cene sociali a prezzi popolari
Spazio gratuito per decine di banchini ed espositori di case editrici, riviste, distro, associazioni culturali ecc.
Ingresso gratuito per tutte le giornate del festival
Evento su Facebook: QUI !