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La Polveriera al tempo del colera (segui il Wombat!)

La Polveriera è chiusa ma non si ferma. Siamo collegati su RadioWombat!

Radio Wombat si riorganizza e allestisce un palinsesto speciale per affrontare insieme questi giorni. Ogni giorno alle 19 in diretta dalle tane dei wombat di tutta Firenze!
(e in replica il giorno dopo alle 7.30 e alle 12.30). E nel resto del giorno i contributi che ci state mandando dalle vostre di tane: informazione, interviste, letture, musica.. Quel che non possiamo fare fisicamente insieme, lo faremo in radio!

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– – – – – – – –  >>  [ PALINSESTO SPECIALE DELLA SETTIMANA ]  <<  – – – – – – –


 

Contro la sorveglianza speciale a EDDI, con chi combatte

Pare che il mondo ci stia tremando sotto i piedi, che “nulla sarà come prima” e che qualcosa di diverso stia smuovendo gli equilibri della pace sociale imposta.
Eppure proprio mentre viviamo tutti rinchiusi e sorvegliati dentro questa gestione distopica dell’emergenza, lo stato tiene a stabilire chi sia il sorvegliato speciale, quello di cui si deve aver paura.
È Maria Edgarda Marcucci, la donna che ha combattuto contro le bande jihadiste e l’esercito turco, con Orso nelle ulivete di Afrin. Il messaggio è chiaro, dopo due decenni di biopolitica costruita interamente attorno al terrorismo islamista lo stato italiano prende posizione. Con al-Qaeda, contro chi la combatte.
Non è un fatto fra gli altri.
Mentre gli jihadisti di Idlib scappano dalla Libia all’Italia il pericolo per il tribunale di Torino è la giovane attivista che li ha combattuti.
Colpevole di niente ma privata delle libertà fondamentali soltanto per aver continuato a denunciare il ruolo italiano nell’armare lo stato turco, per aver manifestato per questo nonostante le minacce della “sezione per le misure di prevenzione”.
Proprio nei giorni in cui le politiche di Erdogan lasciano senza mascherine migliaia di operatori sanitari, in nord Italia arriva la condanna ad Eddi, a riprova di chi sia il pericolo e chi lotti per difendere i popoli dalle grinfie dei tiranni.

Questi giorni di emergenza saranno tornati comodi alle autorità per evitare contestazioni ma al contempo possono mostrare a tutte e tutti sulla propria pelle cosa significhi sorveglianza. Cosa significa non potersi muovere dalla residenza, non poter incontrare persone, dover continuamente rendere conto alle forze dell’ordine, essere costretti a rientrare a un’ora imposta.
Per chi combatte le giuste cause lo #staiacasa è una condanna sempre sospesa sulla testa. Quale è allora l’epidemia che propaga Eddi? La lotta per la libertà delle donne e di tutti i popoli, l’autodifesa dai terroristi e dai tiranni, ma anche le battaglie per l’ambiente, contro le grandi opere e per una vita degna.
Ebbene se lo stato voleva scegliere il suo paziente 0, è stato molto preciso ma anche molto esplicito. Ha messo nero su bianco cosa difende e di chi ha paura: ora sta alla responsabilità di tutti cambiare le cose.

Nella lotta e nella vita il tempo è importante. Hanno deciso la condanna il 17 marzo, mentre ci apprestavamo a ricordare Orso, mentre iniziava il Newroz, il giorno nuovo.
Un anno fa le fiamme della Terra che rinasce illuminavano l’ultima roccaforte di Daesh crollare portando il pensiero di tutti i martiri, i compagni, gli amici caduti per questo.
Oggi di nuovo una luce ritorna a cacciare il buio delle città invase e delle speranze perdute. È la luce di chi combatte, di chi resiste dentro le prigioni, di chi non accetta imposizioni. Una luce che ci chiede di portare avanti la lotta, di non rassegnarci nemmeno quando tutto sembra perduto.

A Eddi e tutti i prigionieri di questa guerra silenziosa va la nostra solidarietà e la promessa di resistenza.

Newroz pîroz be!

Berxwedan jiyane
La resistenza è vita

Eddi libera!

Breve resoconto (27 febbraio)

Ieri si è svolta la prima assemblea per discutere collettivamente il tema dello spaccio e dell’emarginazione nel complesso di Sant’Apollonia, specchio di una situazione diffusa in tutto il quartiere di San Lorenzo.
Eravamo tantissim* e ringraziamo nuovamente tutte e tutti per la partecipazione attiva, convinti ancor di più che momenti come questi, collettivi ed autorganizzati, con chi vive quotidianamente i luoghi e chi lavora sul campo, possano portare a strade realmente efficaci e condivise.

All’ordine del giorno: un confronto sull’incremento della marginalità sociale e le sue cause , indentificando come tali l’impoverimento/assenza di politiche sociali per lavoro, casa ed accoglienza, e politiche cittadine securitarie, la mancanza di spazi di aggregazione extracommerciali, la turistificazione sfrenata e desertificazione dei quartieri con l’allontanamento dei loro abitanti.
L’apertura di un punto di riduzione del danno e sportello di supporto psicologico nel chiostro di Sant’Apollonia, che diventi punto di riferimento nel quartiere per coloro che subiscono le conseguenze dell’emarginazione sociale, spesso legate ad alcolismo e tossicodipendenza in età sempre più precoce. Ancora di più, un luogo che possa fungere da promotore di iniziative di approfondimento sui sistemi politici che prevedono la riduzione del danno, scardinando le politiche proibizioniste.
Proprio quest’ultimo, l’antiproibizionismo è stato il terzo punto discusso, evidenziando la necessità di strappare il commercio di droghe alla mala e prendere atto del fallimento delle politiche repressive proibizioniste, con sempre più controlli nelle scuole e criminalizzazione dell’uso personale, che hanno portato a sovraffollamento carcerario e crescita della domanda.

📖A breve un documento completo dell’incontro e un calendario con i prossimi appuntamenti.
🗣Per saperne di più scrivici
Lapolveriera.spaziocomune@inventati.org

𝓣𝓡𝓐𝓟 – Storie distopiche di un futuro assente – 27 febbraio

➣ presentazione di 𝓣𝓡𝓐𝓟 – Storie distopiche di un futuro assente 𝒃𝒚 𝑼𝑭𝑷𝑻 💸 💸 💸

Il giovane autore del testo – User from PT – traccia il contesto di degrado delle metropoli meridionali degli Usa dove è nata la trap, un viaggio tra le sue manifestazioni più popolari e un’analisi sui perché siamo arrivati in pochi anni all’esplosione di un caso mondiale che ha saputo stravolgere anche la scena italiana.
In 𝓣𝓡𝓐𝓟 – Storie distopiche di un futuro assente viene descritto il percorso di radicamento sia nei grandi snodi urbani sia nelle province, per addentrarsi all’interno di una scena contraddittoria formata da creature misteriose, apparentemente interessate 𝓈𝑜𝓁𝑜 𝒶𝒾 𝓈𝑜𝓁𝒹𝒾 𝑒 𝒶 𝒸𝑜𝓂𝑒 𝒻𝒶𝓇𝓁𝒾, ma che è riuscita finalmente a spodestare la paludosa fase della retromania.

𝒮𝒾𝒶𝓂𝑜 𝒾𝓃 𝒸𝓇𝒾𝓈𝒾: 𝓈𝑒 𝓃𝑜𝓃 𝒶𝓁𝓉𝓇𝑜 𝒶𝒷𝒷𝒾𝒶𝓂𝑜 𝓉𝓇𝑜𝓋𝒶𝓉𝑜 𝓁𝒶 𝒸𝑜𝓁𝑜𝓃𝓃𝒶 𝓈𝑜𝓃𝑜𝓇𝒶 𝓅𝑒𝓇𝒻𝑒𝓉𝓉𝒶.

20:30 – 00:00 | c/o LaPolveriera SpazioComune, Via Santa Reparata, 12, Firenze

➣ ᴄʜᴇᴀᴘ ғᴏᴏᴅ﹠ᴅʀɪɴᴋ + ᴏᴘᴇɴ ﹣ᴛʀᴀᴘ﹣ ᴍɪᴄ

(っ◔◡◔)っ ♥ free entry / free smoke ♥ (っ◔◡◔)っ comprando una copia del libro da User from PT lo supporti direttamente nella sua campagna. Donazioni di trattamenti medici alternativi – sciroppi e erbe – sono ben accette.

Serata Benefit No name kitchen – Beyond the Line (6 marzo)

Venerdì 6 marzo 2020 invitiamo tutt* a LaPolveriera SpazioComune a parteciapre a questo appuntamento di raccolta fondi e materiali, che saranno portati in Serbia dai ragazz* del progetto Beyond The Line a supporto della ONG No Name Kitchen che si dedica al sostegno dei ragazz* in movimento lungo i confini dell’europa.

É quindi il giorno giusto per portare i materiali che potrebbero servire a queste persone in viaggio. Portate scatoloni!
(trovate una lista sotto delle cose necesserie, se ne avete e non le usate portatele! Se non ne avete e vi sentite di fare una donazione portatele!)

Apertura ore 18:30!

Oltre alla raccolta, é una giornata di incontro, d’informazione e per stare insieme. Ci sarà una breve introduzione al progetto, delle proiezioni e dei racconti di viaggio, poi fino a tarda sera avremo con noi Medicamentosa , Cigarilla Disonasty e Tonino3000 (Falafel Fazz Familia 4.0) + Dj set Malloppo

Accorete numerosi !!!!

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Beyond The Line é un Progetto spontaneo ed indipendete, che nasce dalla voglia di oltrepassare le linee dell’indifferenza, agendo in maniera diretta sotto molteplici forme in contesti dove sistematicamente il diritto fondamentale del libero movimento viene negato.
Nel Marzo 2020, un gruppo di 9 volontari BTL andrà a Šid, una cittadina al confine tra Serbia e Croazia, dove molti ragazzi stazionano in attesa di tentare di oltrepassare il confine Serbo – Croato. Il nostro contributo è reso possibile grazie alla presenza constante della Ong Spagnola No Name Kitchen che si occupa di garantire cibo e assistenza basica attualmente nei territori di confine di Serbia, Bosnia e Grecia. Oltre a provvedere per necessità’ immediate, NNK ha uno spettro d’azione più ampio, come spiegato nel loro sito: “Parallelamente alla copertura di bisogni primari, il progetto ha come scopo centrale quello di promuovere la solidarietà tra uguali, attraverso l’integrazione, il rispetto, l’inclusività, e il supporto reciproco. Al tempo stesso, il progetto intende porre le basi per l’empowerment dei migranti – nei limiti delle circostanze – attraverso la loro partecipazione nei compiti quotidiani, e nella loro influenza sulle decisioni prese” [libera traduzione dal sito NKK – www.nonamekitchen.org/en]

OBBIETTIVO BASE DEL PROGETTO
L’obbiettivo attuale è di supportare i migranti in transito verso l’Europa. In quanto individui ci sembra giusto contribuire per dare un aiuto a coloro che, ormai da anni, subiscono continui abusi alla loro dignità e vita, e deliberati attacchi ai loro diritti fondamentali.
I migranti subiscono costantemente la sottrazione dei propri effetti personali durante i Pushback. Spesso le loro tende, vestiti , sacchi a pelo vengono dati alle fiamme durante le operazioni illegali di polizia e squadre di locali ostili.
Con No Name Kitchen , andremo a distribuire questi beni secondo le necessitá, ma anche pasti caldi e docce organizzando i compiti quotidiani cercando il piu possibile di innescare una partecipazione condivisa fra migranti e volontari.

ATTIVITA SVOLTE A ŠID
A Šid 9 volontari supporteranno NNK nello svolgimento delle attività quotidiane, qualora le circostanze lo permetteranno.
Le attività’ includono:
– distribuzione di pasti caldi
– distribuzione di vestiti e beni di prima necessita
– organizzazione di docce 3 volte a settimana
– supporto morale e psicologico attraverso giochi e socialità
– registrazione di ferite e danni fisici, subiti per violenza o incidenti
**I pasti vengono cucinati insieme – quando possibile – dai volontari e i migranti.

Siamo apert@ a qualsiasi forma di supporto possa essere fornita al progetto Beyond The Line, che é in continua evoluzione e sperimentazione, sotto forma di concessione o di collaborazione in uno spazio dove svolgere attività informative, di raccolta fondi e di materiali. Ci auguriamo che l’avviarsi di questo progetto sia il seme per creare nuove collaborazioni e connessioni per contrastare i conflitti sociali e creare nuovi paesaggi umani.

SPACCIO ED EMARGINAZIONE IN SANT’APOLLONIA- Cosa Fare? -26 febbraio-

🔴SPACCIO ED EMARGINAZIONE IN SANT’APOLLONIA- Cosa Fare?🔴

Sant’Apollonia luogo di spaccio, Sant’Apollonia luogo di violenza, di degrado!
Sant’Apollonia luogo insicuro, sporco, tossico, Sant’Apollonia luogo di abbandono!

Questo è il modo in cui viene visto e raccontato il loggiato di Sant’Apollonia, dove si trovano la mensa universitaria ed i locali della Polveriera SpazioComune. Le rare volte in cui le istituzioni hanno risposto a tutto questo, lo hanno fatto invocando peggior securitarismo: retate della polizia, guardie giurate onnipresenti (e nullafacenti), nuove installazioni di telecamere sono i mezzi attraverso
cui fomentano le paure degli abitati del quartiere e della città, degli studenti e dei lavoratori del complesso.

Ma ti vogliamo fare una domanda: che cosa hanno risolto questi provvedimenti?
Ci vogliamo davvero illudere che la soluzione sia la militarizzazione della zona?

La nostra esperienza ci ha fatto toccare con mano che è proprio il contrario: qui, nel loggiato di sant’Apollonia, le grandi retate nel quartiere hanno comportato solo una maggiore emarginazione e l’inasprimento dei problemi, aumentando paura e diffidenza. La Polveriera si è trovata negli anni a convivere con il disagio, lo spaccio, la violenza e la sopraffazione. E la risposta è sempre stata il proporre attività culturali, politiche e sociali, sportive ed artistiche. Soprattutto risponde attraverso un impegno quotidiano e duraturo, che non è guidato da campagne elettorali ma da rapporti umani, dal vivere il quartiere, dal vedere persone e non problemi, dal cercare soluzioni e non applausi.

Invece di telecamere e guardie chiediamo la collaborazione di organizzazioni dotate di personale qualificato e strumenti necessari ad affrontare i drammi che molti giovani, alcuni giovanissimi, vivono nell’emarginazione e nell’abbandono. Vogliamo interventi atti a ridurre le possibili conseguenze dannose del consumo di sostanze, contro l’abbandono scolastico, vogliamo energie e risorse dedicate al territorio, non galera e criminalizzazione.

Abbiamo fiducia che la liberalizzazione e depenalizzazione delle sostanze siano il primo imprescindibile passo in direzione di una società più civile e inclusiva, dove i problemi legati alla marginalizzazione si affrontano insieme e non nascondono sotto il tappeto.

Se vivi questa situazione e vorresti reagire in qualche modo non delegare, non chiedere più controllo, ma vieni a discuterne insieme a noi.

👉Ti invitiamo all’incontro organizzato il 26 febbraio alle ore 18.00 nei locali al primo piano del chiostro di Sant’Apollonia.

🗣Saranno presenti:
– La Polveriera Spazio Comune
– Tommaso Fattori, consigliere regionale – – Giorgio Ridolfi, consigliere di quartiere1
– I responsabili di CAT Cooperativa Sociale – Giulia Morigoni, psicologa
– Diletta Vecchiarelli, operatrice

Verso Lo Sciopero Dei E Dai Generi – 21/02

VERSO L’8/9 MARZO :

H 18.00 APERITIVO (SI TUTTO VEGAN)
Autofinanziamento giornate 8/9 marzo!

h 19.30 :
LA PRIMA VOLTA FU RIVOLTA, MA NON ERA MICA LA PRIMA
Monologo e rabbia Frocia :
QUESTA NON E UNA STORIA D’AMORE.
Il primo pride fu rivolta, lo dicono tuttx, se lo ricordano tuttx, anche 51 anni dopo. Ma fu una rivolta, nel vero senso della parola. Una rivolta, con cassonetti in fiamme, vetrine sfasciate, molotov contro la polizia, i locali gay dati alle fiamme insieme alle botique di lusso.
La prima volta fu rivolta, ma se non fosse stata la prima volta? E neanche l’ultima?
La narrazione della storia della liberazione LGBTQIA+ è troppo condita di amore, arcobaleni, quasi come se quel minimo di libertà fosse cascata dal cielo. Invece quella libertà è stata presa, con le unghie e i tacchi a spillo, con mattoni sulla polizia.
La damnatio memoriae della storia eteropatriarcale ci ha relegato al ruolo di silenziose vittime, lasciandoci qualche giorno di giugno dove potersi riprendere un minimo di spazio, un’ora d’aria che non duri neanche troppo, o non viene più permesso.
Eppure la fuxia primavera è iniziata ben prima del ‘69, ed è andata ben oltre quei giorni.

Non è un racconto di amore, né di matrimonio, ma di rabbia, di gioia sulle barricate, di rapine e di sassaiole.
Questa è un’altra idea di narrazione della rabbia queer, espressa in tutte le sue forme, senza esaltazione di idoli o romanticismo, di pari passo con la violenza e l’attacco quotidiano che subiamo dall’alba della storia.

Essere frocx e violare la legge è sempre stata una necessità. Persone da sempre illegalx non possono che abbracciare l’illegalità di massa per sopravvivere, ma anche per attaccare un regime dopo l’altro, nel corso del tempo.

Cos’è il queer? E’ una vetrina sfondata, è una diserzione durante la leva, un buco col trapano in un bagno pubblico.
Queer è una rapina in banca, è un esplosione negli archivi dei nazisti, una resistenza quotidiana.

Queer è rabbia, è resistenza.

Queer è rabbia gioiosa di chi ha gridato basta al ruolo di vittima impassibile, ma anche di chi non è riuscitx a farlo. Di chi ha deciso di attaccare, e non solo difendersi, un mondo che mai ci ha voluto e mai ci vorrà!

La rivolta Queer non è una storia d’amore, ma di sesso sfrenato su una camionetta incendiata!
Questa non è una storia d’amore, ma una storia di delinquenza!

A seguire dj set con ****MODER*** !

RICAVATO DELLA SERATA BENEFIT SPESE LEGALI DELL* COLPIT* DAI FOGLI DI VIA!

NO MOLESTI, NO AMICI DELLE GUARDIE, NO SESSISTI, NO OMOTRANSLESBOBITUTTOFOBICI!

Palestra Popolare della Polveriera- Presentazione CORSI

Giornata di presentazione delle attività sportive della Palestra della Polveriera- corpi resistenti-.
Una giornata tutta dedicata allo sport, fra allenamenti collettivi e dimostrazioni le attività sportive della palestra si presentano: Capoeira,danza contemporanea, tessuti aerei ed il neonato corso di prepugilistica!

👉PROGRAMMA:

14.30-17.00 Roda di Capoeira-
Roda de fevereiro, dedicata a Magò, ballerina, capoerista ed amica, violentata ed uccisa in Brasile la settimana scorsa. Magò presente!

15.30-16.30 Lezione aperta di Danza Contemporanea

17.00-18.00 Lezione aperta di Prepugilistica

18.00-19.00 Allenamento collettivo e dimostrazione di Tessuti Aerei

👉A SEGUIRE
Apericena a prezzi popolari
👉Ore 21.00
Sketch circensi e balli folli con Kontraband in concerto!

🗣La Palestra Popolare de la Polveriera
-corpi resistenti-

La palestra popolare, legata alla riappropriazione degli spazi e all’autogestione, è un luogo in cui, a partire dai corpi, da “corpi resistenti”, si sviluppano nuove forme di resistenza alla diseguaglianza, alla discriminazione, all’oppressione e all’esclusione sociale.
Questo spazio condiviso, di trasformazione e crescita personale, promuove un modello alternativo di sport, lontano da logiche di competizione, machismo e prevaricazione, ripensando le attività sportive come mezzo per fare politica a partire dal corpo.
-Sport popolare- la nostra idea
Lo sport popolare è accessibile, liberamente praticabile da tutte e tutti; al contrario del modello imperante che impone a tutte le cose un costo, è basato sulla gratuità. Non si arricchisce l’individuo, ma si arricchisce la comunità.
Lo sport popolare è inclusivo perché abbatte barriere economiche, sociali e razziali, creando l’opportunità ai corpi diversi per genere, cultura, esperienza, storia di vita e abilità, di condividere pratiche sportive e imparare attraverso le differenze.
La sfida dell’inclusività si gioca sull’incontro e sulla partecipazione attiva come strumenti di emancipazione e creazione di relazioni.
Lo sport popolare è diritto alla salute fisica e mentale, intesi non come benessere singolo e individuale, ma comune, misurato e conquistato in rapporto con gli altri.
Lo sport popolare promuove la libertà abbracciando i valori dell’Antifascismo, Antirazzismo e Antisessismo.

🎶 KONTRABAND🎶

L’unione di più elementi e di più esperienze porta ad una fusione musicale che da vita al gruppo Kontraband.
Sei musicanti, gente di poco conto, qualcuno criminale morale, cosa possono fare se riuniti insieme?
Creare musicalità proprie dove il ritmo in levare unisce ogni elemento del gruppo.

Voce: Giorgio Indraccolo aka Supa Gee
Voce: Costanza Del Bianco aka Calypso
Chitarra: Giovanni Guidotti aka Gandi
Tastiera & Percussioni: Diego Iacopini aka Jeko
Basso: Riccardo Faggian aka Faggino
Batteria: Filippo Giusti aka Iuston

NO SBIRRI
NO FASCI
NO RAZZISTI E SESSISTI
NO PROFITTO