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IN PRESIDIO SOTTO IL CONSIGLIO REGIONALE! PER L’IMMEDIATA RIAPERTURA DEL CHIOSTRO DELLA BADESSA! PER SPAZI VERDI PUBBLICI IN CENTRO!

La storia fino a qui è nota, ed è questa: 

Prima c’era: chiostro di Sant’Apollonia aperto, chiostro di Sant’Apollonia vissuto, chiostro di Sant’Apollonia spazio pubblico.

Poi la Regione Toscana è entrata in possesso del posto (che le è stato passato dal demanio) e ha fatto due cose: 1) piazzare un insensato cancello all’ingresso del chiostro pubblico e 2) promuovere (su nostro impulso, perché sennò col cazzo) ben due processi partecipati su San Lorenzo e Sant’Apollonia che nelle conclusioni hanno entrambi dato indicazione per una pronta riapertura del cortile.

Da allora nulla è successo tranne tante sollecitazioni da parte nostra e di molti altri, tante mail, tante richieste di incontro. A cui però nulla è stato risposto, solo silenzio.

Tutto come se i processi partecipati non ci fossero stati.

 

Per questo ieri, martedì 30 giugno, abbiamo fatto un presidio sotto la Regione Toscana, in via Cavour.

Ci siamo radunati davanti a Palazzo Panciatichi alle 13.30, perché alle 14 sarebbe iniziato il consiglio regionale. Eravamo in tanti a testimonianza delle molte attività sociali, culturali e sportive che si svolgono nel quartiere.

Ci siamo radunati ieri, in occasione del Consiglio regionale, perché in quella seduta sono state presentate dai consiglieri di opposizione Tommaso Fattori e Paolo Sarti una mozione e un’interrogazione su perché il chiostro della Badessa, cioè il chiostro del plesso di Sant’Apollonia, non è ancora stato riaperto. 

A questa interrogazione avrebbe dovuto rispondere Monica Barni (Assessora alla Cultura e vicepresidente), che tuttavia si è presentata in Consiglio solo dopo le 18.30 (e di poco si è quindi persa la nostra accoglienza), dando prova, o di aver avuto paura di un confronto diretto con tutte e tutti noi che l’avrebbe costretta ad un’assunzione di responsabilità, oppure che i 130 mila euro che annualmente spendiamo per il suo stipendio sono soldi decisamente mal spesi.

Ma lasciamo stare i dettagli e vediamo come la risposta che ha dato, scritta, all’interrogazione sul Chiostro della Badessa, contenga alcune cose strane, del tipo che la riapertura del chiostro è effettivamente uno degli obiettivi emersi dal processo partecipato e perciò la Regione darà indicazione al progettista incaricato della ristrutturazione, che prima o poi avverrà…

Ma qui davvero non si capisce perché un chiostro già perfettamente agibile non possa essere immediatamente riaperto, in attesa che i lavori nel plesso prendano avvio.

La risposta prosegue chiarendo il fatto che la Regione sia disponibile a valutare proposte che prevedano l’uso temporaneo per finalità di interesse pubblico del chiostro.

Bene, il quartiere di San Lorenzo ha bisogno di un  luogo dove ci si possa incontrare in sicurezza, di uno spazio per studiare all’aperto, per svolgere le attività di Sostegno Alimentare portate avanti da noi ed altre realtà di quartiere, di un angolo di prato in cui fare gli allenamenti della Palestra Popolare, di un posto per realizzare, certe sere, un cinema all’aperto. Tutto come sempre gratuito, aperto a tutti e tutte, nel segno della solidarietà.

Ieri abbiamo aperto il chiostro, a dimostrazione che non possiamo più aspettare.

Tutte e tutti insieme abbiamo ripulito il prato dai vetri, calpestato finalmente quell’erba ormai quasi secca, raccolto le susine mature degli alberi piantati qualche anno fa, abbiamo fatto assemblea, e tutt* insieme ci siamo allenat*.

E sì, su quel prato, fra quelle colonne, si sta benissimo!

Ora annunciamo alla Regione e soprattutto a chi ci legge che, a partire da questa settimana, apriremo il chiostro alla cittadinanza. Per ora saranno due giorni alla settimana, il martedì e il giovedì. E vi aspettiamo.

 

RIAPRIRE IL CHIOSTRO DELLA BADESSA SUBITO! -ABBIAMO BISOGNO DI SPAZI VERDI PUBBLICI E FRUIBILI IN CENTRO-

Come membri dei processi partecipativi riguardanti il Rione di San Lorenzo e il complesso di Sant’Apollonia, ed alla luce della pandemia Covid-19 che ha evidenziato ancor di più la necessità di spazi verdi fruibili ed attraversabili nel centro storico, abbiamo inviato questa mail alla Regione Toscana, nella figura dell’Assessora Monica Barni, rimarcando la necessità di dar seguito SUBITO ad uno dei punti di chiusura dei percorsi di collaborazione avviati: L’apertura del Chiostro della Badessa.

IL CHIOSTRO è UN BENE COMUNE, ED è DI TUTTE E TUTTI!

UNISCITI ALLA LOTTA!

INVIACI LA TUA SOTTOSCRIZIONE COMMENTANDO IL POST, O CON UNA MAIL A lapolveriera.spaziocomune@inventati.org

“Gentilissimi,

Sono passati ormai sei mesi dalla conclusione del processo partecipativo “Laboratorio Sant’Apollonia”, avvenuta il 20 Novembre 2019. Il percorso in questione ha messo chiaramente in luce la volontà di una gestione collettiva e partecipata degli spazi del plesso, in un rione come San Lorenzo in cui convivono la vecchia residenza “autoctona” e la “nuova popolazione” – ovvero le centinaia di studenti fuori sede, i giovani lavoratori, spesso precari, ed i tanti cittadini extracomunitari.

Questo percorso di confronto ha evidenziato, fra le altre cose, un’esigenza comune: l’apertura del cancello e la rinnovata fruibilità del Chiostro della Badessa, un punto, fra l’altro, già emerso in un altro processo partecipativo, “Laboratorio San Lorenzo”, che ha visto anch’esso coinvolte associazioni, studenti ed abitanti del quartiere.

Il chiostro dell’ex-convento di Sant’Apollonia, anche detto “della Badessa”, è uno dei chiostri più grandi a Firenze. Inserito in un contesto cittadino il cui centro storico è sempre più privo di spazi verdi accessibili e di punti di riferimento per gli abitanti, il chiostro diventa una necessità collettiva, ancor di più alla luce dell’emergenza causata dalla pandemia di Covid19.

Il percorso del Laboratorio Sant’Apollonia è avvenuto in parallelo a quello del Laboratorio San Lorenzo, promosso dal Coordinamento Sant’Orsola Project insieme al DIDA dell’Università di Firenze e all’Ordine degli Architetti di Firenze, che ha evidenziato attraverso una approfondita analisi del contesto, la grave carenza di spazi pubblici e le potenzialità costituite a questo scopo dai chiostri, come emerso con chiarezza dal processo partecipativo anche riguardo la riapertura del chiostro di Sant’Apollonia. Vorremmo anche sottolineare che la carenza di spazi pubblici potrebbe aggravarsi co la ulteriore occupazione di suolo che avverrebbe grazie all’allargamento dei dehors concesso alla categoria dei ristoratori per non perdere coperti nei locali con l’applicazione delle misure di distanziamento sociale.

Per noi abitanti del quartiere di San Lorenzo e dintorni infatti, il lockdown ha messo a dura prova il diritto alla salute ed all’attività fisica, e ha evidenziato ancor di più la necessità di spazi di ritrovo attraversabili ed all’aria aperta in cui ridisegnare nuove forme di

socialità responsabile. Inoltre, grazie all’iniziativa di Sostegno Alimentare, messa in campo dopo l’inizio della pandemia per rispondere alla crisi economico-sociale in atto, insieme all’associazione Anelli Mancanti, Fuori Binario, al sindacato COBAS e a decine di ragazzi e ragazze del quartiere, abbiamo avuto la possibilità di entrare in contatto con una componente importante della popolazione del centro, rinnovando e confermando le necessità riscontrate in termini di spazi di prossimità, di mancanza di verde accessibile alle famiglie, di spazi di gioco fruibili per i bambini e le bambine del quartiere e di iniziative di sport popolare.

In qualità di abitanti del quartiere ci siamo confrontati sulle possibili attività che l’accessibilità al chiostro consentirebbe di mettere in pratica fin da subito: corsi sportivi gratuiti di cardio-fitness e yoga per grandi e piccini, facilmente realizzabili in uno spazio aperto e verde rispettando le basilari norme igieniche vigenti; un’attività di sostegno allo studio e recupero scolastico con docenti volontari e giovani utenti del quartiere (ragazze e ragazzi incontrati nell’attività di Sostegno Alimentare) che, grazie al distanziamento dei banchi e a poche determinanti accortezze può essere svolto in totale sicurezza; un nuovo spazio di riferimento per la consegna dei pacchi dell’iniziativa “Sostegno Alimentare del Centro”, cominciata in piena emergenza con la piccola rete di solidarietà in precedenza descritta, che si trova in questo momento a doversi spostare dalla sede attuale; un piccolo calendario di attività culturali come la proiezione di film o la lettura di favole per bambini, all’aperto, con sedute distanziate e basilare punto triage d’ingresso. Si tratta di Iniziative contraddistinte da gratuità e fruibilità, oltre che dall’organizzazione collettiva e partecipata; attività di cui, in molti, sentono la mancanza in questo quartiere.

In un periodo così complesso, crediamo che siano una risposta importante alle necessità degli abitanti, ancor di più per chi si trova in difficoltà economica. L’accessibilità al Chiostro rappresenta, in questo frangente, la possibilità di fare tutto ciò, nel rispetto delle norme di sicurezza sanitaria vigenti.

Pertanto, nel quadro della ripresa di molte attività, chiediamo la riapertura immediata del Chiostro della Badessa a fruizione di tutte e tutti, nella speranza che anche l’Amministrazione Regionale sia disponibile, insieme a noi abitanti, ad assumersi la responsabilità di trovare una soluzione concreta e immediata alle necessità di salute del quartiere.”

LaPolveriera SpazioComune

Studenti di Sinistra

Santorsolaproject

Sostegno Alimentare del Centro

 

 

🔴COSTRUIAMO UNA FIRENZE SOLIDALE🔴

A pochi giorni dall’inizio della distribuzione dei pacchi alimentari, nei quartieri del centro “Diquaddarno” la solidarietà si mostra più contagiosa del virus!

👥Grazie al supporto degli abitanti, alle reti di commercianti, alle donazioni di tutte e tutti voi, stiamo riuscendo ad accrescere la rete solidale, fatta di chi dona e chi riceve, ognuno secondo le proprie possibilità, ad ognuno secondo i propri bisogni.

🤝 Ad oggi insieme ad Anelli Mancanti e gli abitanti del quartiere, abbiamo consegnato più di venti pacchi, raggiungendo circa 70 persone, e decine si sono attivate per partecipare alle consegne, donare alimenti e contribuire economicamente.

📉Purtroppo, l’emergenza sanitaria porta con sé una profonda crisi sociale, economica e lavorativa che non accenna a finire, e che si prolungherà ben oltre la fine dell’isolamento. Abbiamo bisogno pertanto di tutte e tutti per allargare la rete, per costruire nel nostro quartiere un esempio di comunità e mutualismo, insieme, perché solo insieme si esce dalle crisi.

Se hai bisogno CHIAMACI ! ! !
📞chiama Cecilia 3319216166 o Francesca 3290463214

Se puoi, AIUTACI ! !

👉 con una donazione economica
IBAN: IT55R0359901899050188540404
intestatario: PerUn’AltraCittà
causale: “sostegno alimentare centro”

👉 con una donazione alimentare
chiama Cecilia 3319216166 o Francesca 3290463214
Per passare in sede e donare

SOSTEGNO ALIMENTARE- San Lorenzo, Sant’Ambrogio, Ognissanti

In basso, traduzione in inglese, francese, spagnolo, arabo, albanese e bengalese.
—————————————————————————————-
La Polveriera SpazioComune si coordina con le realtà e gli abitanti del quartiere per il sostegno reciproco, per una società basata su mutualismo e comunitarismo, organizzando insieme il sostegno alimentare per coloro che ne hanno bisogno.
Se hai difficoltà ad uscire di casa o ti trovi in difficoltà economica non sentirti sola/o! 
Come abitanti del Quartiere ci stiamo organizzando per supportarci a vicenda e sostenere chi sta soffrendo di più questa crisi.
Ci mettiamo a disposizione per fare spesa e commissioni per coloro che hanno difficoltà a muoversi ed abbiamo attivato un sostegno alimentare gratuito tramite la consegna di generi alimentari di base, tutto garantendo stringenti misure igieniche.
Cecilia: 3319216166 h: 11.00-18.00
Francesca: 3290463214 h 11.00-18.00
Sostienici: serve l’aiuto di tutte e tutti. Contattaci al centralino per unirti alle consegne o per donare prodotti. 
Supportaci economicamente con una donazione:
IBAN: IT55R0359901899050188540404
Intestatario: PerUnAltraCittà
causale: “sostegno alimentare centro”
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ENG: If you are struggling to get out of home to find essential food, or you need money support, don’t be ashamed, you’ re not alone
 We are available to do your grocery or errandsFree food support throught home delivery of basic food product. 
 
FR : Si vous avez des difficultés à quitter votre maison pour acheter des nourritoure ou si vous n’avez pas assez d’argent pour le faire.. N’aiez pas honte! Vous n’etes pas seul! On est disponibles pour les achat et les commissionsSouitien alimentare gratuit par livraison à domicilie. 
 
Es: Si tienes dificultad en salir de casa o tienes dificultades económicas…¡no te sientas solo/a! 
    Estamos disponibles para compras y mandadosAyuda alimentaria gratuita a través de entrega a domicilio.
    
إذا كنت لا تستطيع مغادرة منزلك أو إذا كان لديك مشاكل مالية ، فأنت لست وحدك.  يمكننا مساعدتك في توصيل البقالة ومتطلبات أخرى.  لقد قمنا بتفعيل شبكة دعم للتوصيل المجاني لمنزلك من الطعام الأساسي مع احترام التدابير الصحية. 
    
ALB: “Nëse nuk mund të dalësh nga shtëpia ose gjendesh në vështirësi ekonomike mos u ndje vetëm! Vihemi në dispozicion për të bërë pazare ose komisione të ndryshme dhe kemi aktivizuar një mbështetje ushqimore falas në shtëpi për lloje ushqimore bazë, në respekt të masave shëndetësore.”
BNG: আসসালামু আলাইকুম 
বিভিন্ন সংঘের সাথে একত্রিত হয়ে মুদি মাল সপিং শুরু করেছি।
* আপনি যদি বাসা থেকে বের হতে অসুবিধে হয়/ আর্থিক সমস্যার জন্য বের হন না?
নিজেকে একা ভাববেন না।
আমরা আপনার কষ্ট টা উপলব্ধি করতে পারি
আমরা বিনামূল্যে সাস্থসম্মত খাদ্য সরবরাহ করবো।
ধন্যবাদ
 

SPACCIO ED EMARGINAZIONE IN SANT’APOLLONIA- Cosa Fare? -26 febbraio-

🔴SPACCIO ED EMARGINAZIONE IN SANT’APOLLONIA- Cosa Fare?🔴

Sant’Apollonia luogo di spaccio, Sant’Apollonia luogo di violenza, di degrado!
Sant’Apollonia luogo insicuro, sporco, tossico, Sant’Apollonia luogo di abbandono!

Questo è il modo in cui viene visto e raccontato il loggiato di Sant’Apollonia, dove si trovano la mensa universitaria ed i locali della Polveriera SpazioComune. Le rare volte in cui le istituzioni hanno risposto a tutto questo, lo hanno fatto invocando peggior securitarismo: retate della polizia, guardie giurate onnipresenti (e nullafacenti), nuove installazioni di telecamere sono i mezzi attraverso
cui fomentano le paure degli abitati del quartiere e della città, degli studenti e dei lavoratori del complesso.

Ma ti vogliamo fare una domanda: che cosa hanno risolto questi provvedimenti?
Ci vogliamo davvero illudere che la soluzione sia la militarizzazione della zona?

La nostra esperienza ci ha fatto toccare con mano che è proprio il contrario: qui, nel loggiato di sant’Apollonia, le grandi retate nel quartiere hanno comportato solo una maggiore emarginazione e l’inasprimento dei problemi, aumentando paura e diffidenza. La Polveriera si è trovata negli anni a convivere con il disagio, lo spaccio, la violenza e la sopraffazione. E la risposta è sempre stata il proporre attività culturali, politiche e sociali, sportive ed artistiche. Soprattutto risponde attraverso un impegno quotidiano e duraturo, che non è guidato da campagne elettorali ma da rapporti umani, dal vivere il quartiere, dal vedere persone e non problemi, dal cercare soluzioni e non applausi.

Invece di telecamere e guardie chiediamo la collaborazione di organizzazioni dotate di personale qualificato e strumenti necessari ad affrontare i drammi che molti giovani, alcuni giovanissimi, vivono nell’emarginazione e nell’abbandono. Vogliamo interventi atti a ridurre le possibili conseguenze dannose del consumo di sostanze, contro l’abbandono scolastico, vogliamo energie e risorse dedicate al territorio, non galera e criminalizzazione.

Abbiamo fiducia che la liberalizzazione e depenalizzazione delle sostanze siano il primo imprescindibile passo in direzione di una società più civile e inclusiva, dove i problemi legati alla marginalizzazione si affrontano insieme e non nascondono sotto il tappeto.

Se vivi questa situazione e vorresti reagire in qualche modo non delegare, non chiedere più controllo, ma vieni a discuterne insieme a noi.

👉Ti invitiamo all’incontro organizzato il 26 febbraio alle ore 18.00 nei locali al primo piano del chiostro di Sant’Apollonia.

🗣Saranno presenti:
– La Polveriera Spazio Comune
– Tommaso Fattori, consigliere regionale – – Giorgio Ridolfi, consigliere di quartiere1
– I responsabili di CAT Cooperativa Sociale – Giulia Morigoni, psicologa
– Diletta Vecchiarelli, operatrice

SANT’APOLLONIA UN ANNO DOPO

Era il 20 Novembre dell’anno scorso quando il CDA dell’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio ha approvato, senza alcun preavviso e con il solo voto contrario delle rappresentanze studentesche, lo sgombero degli spazi comuni della Polveriera come condizione per l’avvio dei lavori di riqualificazione di SantApollonia.
Ne è seguita una forte mobilitazione, iniziata con la partecipatissima assemblea del 17 dicembre, che ha visto l’appoggio del mondo culturale, studentesco e militante fiorentino ma non solo e che ha costretto la Regione, nella persona dell’assessora alla cultura Monica Barni, a fare un grosso passo indietro e ad avviare un tavolo di trattativa con noi e con le altre realtà che vivono il complesso di Sant’Apollonia.
Da qui è partito il famoso Laboratorio Sant’Apollonia, un processo partecipato della durata di due mesi che si è concluso proprio un anno dopo l’approvazione dello sgombero, il 20 novembre 2019, con tante promesse e poche certezze, molto lavoro da fare e la voglia di chi vi ha preso parte di non smettere di ragionare collettivamente sulle questioni che riguardano il plesso.
Il Laboratorio Sant’Apollonia può quindi essere considerato come l’inizio di un dialogo da parte degli enti regionali, ma non come atto primo della partecipazione a SantApollonia. Un processo di coinvolgimento cittadino nella ridefinizione del complesso è infatti già presente dal 2014 con la nascita della Polveriera Spazio Comune e del comitato SantApollonia Bene Comune, Testimoniato anche da documenti allegati al progetto di valorizzazione approvato nel 2015.
È impensabile che una tale ricchezza e e una così grande attenzione vengano cancellate da interventi invasivi, tutt’al più sono questi interventi a dover essere armonizzati con ciò che esiste e funziona già, nel rispetto di quanto emerso durante il processo partecipato e degli atti approvati presso la Regione Toscana stessa.
Ciò considerato, è necessaria l’approvazione di interventi urgenti affinché l’abitare quotidiano del complesso e le attività genuine che si svolgono al suo interno non vengano mortificate ma che proliferino in un ambiente consono e positivo.
Come Polveriera Spazio Comune crediamo sia importante dare priorità ad alcuni degli elementi, per quanto banali, che negli anni sono stati riferiti agli enti gestori senza ottenere effetto. Nel processo del Laboratorio SantApollonia abbiamo visto come questi hanno trovato ulteriore legittimità, ed è perciò impontante che vengano affrontati prontamente.
La messa in campo delle seguenti azioni risulta fondamentale per poter creare un ambiente adatto al successivo sviluppo del percorso.
1. Pulizia
– Istituire un turno di pulizie quotidiano di tutti gli spazi aperti del complesso in carico agli enti gestori, cosa che dovrebbe essere scontata ma di fatto sono circa due anni che non avviene; la pulizia è effettuata esclusivamente da noi della Polveriera ed essendo noi persone che donano il proprio tempo volontariamente non può essere svolta con cadenza giornaliera.
– Collocare in tutti gli spazi aperti contenitori di rifiuti adatti alla raccolta differenziata e provvedere allo smaltimento dei rifiuti stessi.
– Definizione di un riferimento per i rapporti con Alia a carico di DSU (o altro ente regionale) per lo smaltimento dei rifiuti ingombranti.
2. Manutenzione urgente
In particolare si tiene a elencare le seguenti urgenze:
Messa in sicurezza della scala daccesso con interventi per favorire lo smaltimento delle acque meteoriche (garantire un accesso sicuro da ora a prescindere dai progetti realizzabili fra anni).
Regolazione dellilluminazione negli spazi aperti per garantirne la presenza costante durante lorario di apertura.
Messa in sicurezza (sigillandone provvisoriamente lapertura) della cappa in amianto esposta lungo il loggiato dal danneggiamento della controparete.
Riparazione del giunto fra gronda e tubature lungo il loggiato nord onde evitare ulteriori allagamenti e danni alle strutture (interventi sul degrado delle finiture provocato dellincuria potranno essere demandati alle fasi successive).
3. Apertura
– Apertura immediata del cancello e rinnovata fruibilità degli spazi aperti a piano terreno, sia per quanto riguarda il chiostro della Badessa che il cortile sud e chiostro delle Novizie.
4. Gestione dei conflitti e marginalità
– Avvio immediato di un progetto sperimentale in collaborazione con la cooperativa sociale CAT (ed in particolare con i progetti centro Java, Outsiders, Extreme e Firenze vivibile) per la realizzazione di un punto di ascolto e coprogettazione negli spazi del loggiato. L’intervento deve essere volto a garantire una presenza quotidiana (pomeridiana e/o serale) degli operatori e indirizzato verso lallestimento temporaneo di uno spazio chill-out dove possano essere messe in campo le competenze della cooperativa nelle aree di riduzione del danno, prevenzione e mediazione artistica. Dalla fase di ascolto il percorso dovrebbe tendere verso una progettualità condivisa con gli utenti negli ambiti emersi; deve essere favorito laccesso di tali progetti ai servizi forniti dagli enti regionali entro il complesso. Per garantire l’integrazione dell’intervento con il quartiere gli operatori, quando ne valutino la necessità, devono essere liberi e sostenuti nel portare azioni anche nel rione e nel reindirizzare gli utenti verso ulteriori progetti attivi della cooperativa. Tale intervento deve essere dotato di un presupposto economico non inferiore a quello destinato alla vigilanza privata.
Avvio di un tavolo sulle marginalità giovanili e la riduzione del danno con il coinvolgimento di abitanti, enti regionali e enti specializzati (CAT, marginalità toscana, ASL, servizi territoriali, ecc).
Tali richieste sono state più volte espresse agli organi competenti e inviate circa un mese fa all’assessora Monica Barni in persona senza ricevere alcuna risposta. Ci chiediamo cosa possa voler dire un tale silenzio verso un problema che è percepito da tutte le persone che frequentano lo spazio di Sant’Apollonia. La risposta che pare più plausibile è che tale situazione è intenzionalmente mantenuta per fornire evidenze a favore di una privatizzazione del chiostro. Tesi peraltro dimostrata dalle interviste svolte durante il Laboratorio Sant’Apollonia dove molti rappresentanti di enti istituzionali hanno proposto la chiusura del loggiato mediante vetrature.
Inutile dire che ci troviamo fortemente in disaccordo con tali scelte che non mirano alla risoluzione dei problemi bensì allo spostamento di essi in zone meno visibili della città, esponendo ad un maggiore rischio persone che vivono situazioni di marginalità sociale e che per tale motivo andrebbero tutelate e aiutate.
La politica ci insegna che ciò che porta alla risoluzione di questo tipo di problemi è la volontà delle persone coinvolte nei processi decisionali che evidentemente però hanno altri obiettivi che nulla hanno a che fare col creare un luogo di accoglienza, integrazione e mutuo aiuto.

Basta retate, la repressione è un circolo vizioso

Oggi, martedì 14 gennaio, è avvenuta l’ennesima retata della polizia municipale nel loggiato di Sant’Apollonia, con cani antidroga, sequestri e “arresti”, ennesima azione repressiva che conferma, ancora una volta, la natura politica del partito che occupa le istituzioni pubbliche della nostra città. Sembra che non conoscano altro linguaggio che quello della forza, della repressione dell’emarginazione, del controllo securitario e sbirresco del territorio. Indifferenti verso le morti che quel disagio e quell’essere messi ai margini ha già causato e continua a causare giocano a rilanciare da destra su temi quali la sicurezza e il decoro.
Non ci stancheremo mai di ripeterlo: l’emarginazione sociale, lo spaccio delle droghe, la microcriminalità che tanto ossessiona e preoccupa il partito del potere è il frutto amaro della repressione, del proibizionismo, del saccheggio delle risorse comuni per il beneficio di pochi, dello sfruttamento sempre più bieco del lavoro.

Chi sono i giovani che si ritrovano nel loggiato di Sant’Apollonia? Che storia hanno?
Le istituzioni e le destre di questa città hanno preferito invece cercare nella Polveriera un capro espiatorio, in modo tale da reprimere anche l’unica risposta sociale positiva sul territorio.
La Polveriera contende il territorio al disagio, allo spaccio, alla violenza e alla sopraffazione. Lo abbiamo fatto difendendo i nostri spazi, lo abbiamo fatto mettendo in campo attività culturali, politiche, sociali, sportive ed artistiche. Questa è la nostra strada: azione diretta, autogestione!

CONTRO LE POLITICHE DELLA REPRESSIONE, VOGLIAMO INTERVENTI SOCIALI PER LA RIDUZIONE DEL DANNO!

CONTRO IL PROIBIZIONISMO, VOGLIAMO LA LIBERALIZZAZIONE DELLE DROGHE!

CONTRO LA SOCIETA’ DEL CONTROLLO, VOGLIAMO CHE LA CITTA’ TORNI AI SUOI ABITANTI!

Cara Repubblica,

È il 15 di agosto, ora di pranzo, e probabilmente Andrea Bulleri (Repubblica) sta godendosi il rituale pranzo.
Purtroppo pare che quest’anno abbia deciso di farne pagare il conto a chi – oltre che passare questo bel momento a rispondere alla sequenza di falsità superficiali da lui diffuse – da anni impiega ogni istante di tempo libero per prendersi cura di ciò su cui, per due spiccioli di De Benedetti, da due giorni getta discredito.

È scontato, come dimostrano le tempistiche da calcio mercato della crisi di governo, che l’ozio delle ferie estive riservi particolare successo a qualsiasi polemica che possa accendere le tavolate afose degli italiani.
E dunque in questi giorni ogni buona fonte commerciale di informazione tenta il successo sguinzagliando i suoi precari alla ricerca di scoop.
È così che il giornalismo può occuparsi di “denuncia”, come vanta Bulleri nei suoi articoli.
Si presume che, in una società progredita, chi lavora con le parole ne conosca a fondo il significato, dunque il prode informatore non deve aver scelto a caso un termine indicante il riferire ad autorità competenti fatti che possano essere perseguiti.
Ora, vivendo la contemporaneità, possiamo immaginare che l’autorità competente cui il giornalista si appella altro non sia che la tavolata del suo Ferragosto; altrimenti non si spiegherebbe come mai, per parlare di un processo che si perdura da cinque anni, abbia scelto l’unico momento in cui sia le istituzioni che gli abitanti del luogo sono assenti.

In effetti a noi studenti insegnavano come il giornalismo di qualità si occupasse di inchiesta, ovvero del tentativo di determinare in modo oggettivo lo stato dei fatti ed informarne i lettori.
Ma non è certo questo il termine che si possa apporre all’accozzaglia di parole uscita in due puntate fra ieri e oggi su “la Repubblica Firenze”, giustamente catalogata come cronaca.
Non dovremmo, forse, biasimare il povero cronista che, recatosi sul luogo ne ha raccontato il poco che potesse trovarvi in una giornata centrale di Agosto. È evidente d’altra parte che in quanto persona poco informata sui fatti sarebbe stato più corretto da parte sua occuparsi di raccontare solo ciò che aveva potuto incontrare nel breve sopralluogo di ieri e non esporsi a voler riportare all’intera città processi di lunga durata, con una quantità impressionante di imprecisioni ed errori spesso verificabili con una semplice ricerca via Google.

Non saremo noi, proprio oggi e con un post sui social, a mettere le pezze allo stato in cui versa il giornalismo italiano e nemmeno possiamo permetterci di semplificare la realtà in quattro parole come fanno gli articoli di Repubblica.
La realtà, per quanto lo si possa negare, è un fenomeno estremamente complesso e chi vi agisce concretamente sa come, per descrivere fenomeni sociali, sia necessario un imponente lavoro di analisi delle dinamiche e della loro interazione con il contesto.
Occuparci di rendere disponibile una documentazione accurata di ciò (in aggiunta a quella già disponibile a chiunque nella sezione “documenti” di questo sito) sarà un ulteriore impegno, come sempre volontario e gratuito, che ci assumeremo per poter rendere leggibile quanto accade anche a chi non abbia voglia o tempo di conoscere direttamente l’argomento attraverso la presenza e l’attività dentro e fuori le mura di Sant’Apollonia.

Basti far notare ai lettori una serie indefinita di imprecisioni a cui qui si può fare solo breve cenno.
Ad esempio: la Polveriera nasce nel 2014, come scritto sul blog e sugli altri media disponibili, dunque salvo stranezze matematiche esiste da cinque anni e non due come si legge nell’articolo.
La fonte utilizzata dal reporter dovrebbe ben ricordare tale tempistica, se non altro perché da quella data l’intero DSU ha abdicato ai compiti per cui viene finanziato, come quello di mantenere pulito lo spazio. È abbastanza riprovevole, dopo cinque anni in cui studenti e lavoratori, finiti i propri doveri quotidiani, si occupano di pulire un loggiato cosparso di sporcizia, che siano gli stessi “lavativi” pagati per farlo a denunciarne l’inefficienza. Allo stesso modo verrebbe da chiedersi come mai il loggiato sia stato lasciato nell’oscurità più totale, tanto da spingerci a installare una nostra illuminazione esterna, proprio mentre nel Paese infuria il securitarismo.

Non è nemmeno necessario riferirsi a un tecnico specializzato per immaginare che i contatori di tale illuminazione siano gestiti, anche in questo caso, dalle autorità di cui quei dipendenti fanno parte.
Ad un professionista non dovrebbe risultare difficile nemmeno approfondire le origini di questa strana incongruenza di date e verificare cosa sia effettivamente cambiato nel corso degli ultimi due anni. È presto detto che tale spartiacque coincide esattamente con la chiusura tramite cancello del chiostro di Sant’Apollonia, fortemente osteggiata dalla Polveriera stessa. In quell’occasione uno dei pochi spazi verdi accessibili ad abitanti e studenti venne chiuso ad uso esclusivo delle fondazioni regionali, e la motivazione presentata fu la presenza nello spazio di fenomeni legati allo spaccio e all’uso di droghe. I “proprietari” del plesso pensarono dunque che una buona soluzione fosse chiudere il chiostro riversando la marginalità nel loggiato superiore. È questo uno scaricabarile ormai noto a tutti, per cui invece di affrontare il fatto che la turistificazione galoppante stia circondando il quartiere e riversandone la marginalità nello spazio protetto di Santa Apollonia, si preferisce lavarsene le mani scaricando il problema su qualcun altro. In questo caso le fondazioni lo delegarono al DSU che gestisce il piano superiore, il quale a sua volta pensò bene di fare altrettanto nei confronti dello spazio autogestito.
L’unico inceppo in questa catena di ignavia è stato l’approccio responsabile della Polveriera, che invece di volersi accanire sui più deboli ha tentato con tutte le energie di costruire percorsi che potessero andare a incidere sulla situazione. È così che l’assemblea ha collaborato innumerevoli volte con la cooperativa CAT, che si occupa anche per il comune di riduzione del danno, è così che i bagni della mensa sono stati vigilati sino a notte per evitare il consumo di eroina e che sono stati da noi sistemati con pannellature (nb di legno a vista, non cartongesso) per evitare che i consumatori potessero accedere a locali abbandonati, dove eventualmente morire di overdose.
Ma soprattutto è così che giorno dopo giorno chi ha vissuto questi spazi si è occupato di conoscere una ad una le persone che li frequentavano, di risolverne i conflitti, di allontanare i ragazzi dagli spacciatori con corsi di musica o quant’altro fosse possibile. Perché ad abitare il loggiato non sono “sbandati” ma persone, molte delle quali dovrebbero coincidere con i giovani che sono “il nostro futuro” come ripete il mantra dei repubblichini. Bene, quel futuro è lasciato davanti al degrado assoluto che non riguarda i muri di Sant’Apollonia ma la società tutta, le sue istituzioni e il loro futuro, in grado solo di spingere i propri figli verso droga e marginalità, per poi lavarsi la coscienza con la repressione poliziesca.

Si potrebbe continuare così, parola per parola, a parafrasare l’intera opera ma non riteniamo che questo possa giovare a nessuno. Basti sapere che se Bulleri volesse comporre qualcosa di degnamente giornalistico avrebbe tutta la nostra disponibilità a fornire interviste e informazioni, come ogni controparte dovrebbe poter fare.
Come nota ironica vogliamo anche ricordare che, a onor del vero, lo stesso giornalista ha già intervistato membri della Polveriera, che in quel caso erano presentati in forma angelica per stare portando progetti di solidarietà sanitaria in Siria. Quei progetti che vengono costruiti in spazi come il nostro non possono però esserne scissi quando il Ferragosto impone un tono più scandalistico. Ma soprattutto questo fa capire come il giornalista non avesse alcun impedimento ad alzare la cornetta e parlare con i diretti interessati.

Ovviamente ciò che preoccupa non sono due pagine sul giornale locale che, per quanto il cronista possa ritenere rilevanti, non hanno avviato il processo partecipato di Sant’Apollonia già in elaborazione da anni con bandi e tavoli fra Regione e Polveriera.
Ciò che realmente desta preoccupazione è come il quarto potere si occupi anche in questo caso di fare alzare il vespaio dell’opinione pubblica salviniana per spingere a interventi repressivi proprio all’avvicinarsi della campagna elettorale.
Noi non è a questo che ci dedichiamo, non siamo né seminatori d’odio né raccoglitori di consensi, siamo qui per agire in prima persona sulla realtà che viviamo e costruirne assieme una migliore.
A chi invoca l’intervento armato, la repressione e la chiusura daremo risposta solo con la difesa di quanto abbiamo fatto sin qui e soprattutto delle modalità con cui ciò è stato reso possibile.
A chi pretende il Napalm sociale della repressione continueremo a rispondere con la nostra opera di giardinaggio quotidiano, con la certezza che alla fine loro saranno soli fra le ceneri mentre noi raccoglieremo frutti.La Polveriera Spazio Comune
Firenze, lì 15/08/2019
La Polveriera Spazio Comune

 

PS-Ringraziamo per la solidarietà i compagni di Potere al Popolo, che vivono e conoscono gli spazi del centro. Come dimostra l’impegno a rispondere alle accuse lanciateci contro (QUI), la Polveriera non è una realtà sconosciuta dietro un portone chiuso, ma parte integrante di una Firenze che resiste e che non potrà essere liquidata come cronaca estiva.

LA POLVE (R)ESISTE– SABATO 16 MARZO

Il sole splende, anche questo inverno mutante sembra essere passato. Sebbene un gelo culturale ci circondi e si aggrappi furiosamente alle sue fragili e decomposte idee gli alberi da frutto che piantammo nel prato di Santa Apollonia sono già in fiore per il loro quinto anno di autogestione.

Quale momento migliore della brezza primaverile per riprendersi la città?

La Polveriera non si lascia sfuggire l’occasione e accoglie la nuova stagione con una giornata di apertura, dal chiostro al quartiere, per riprenderci le nostre vite e costruirne un mondo migliore. Una giornata di sole e autogestione sembra un buon punto di partenza per un’impresa simile e una buona terapia per gli eccessi di bile a cui certi predicatori ci sottopongono.

Inizieremo con il riportare dove è nato il mercatino “Di Mano In Mano” che dall’alba delle 10:30 di mattina cospargerà i portici di usato, baratto e riuso.

Seguirà un pranzo en plein air, per godersi il famoso pratino e permettere anche ai più festaioli e festaiole di recuperare le energie spese nottetempo.

Belli rinforzati saremo pronti a uscire dalla tana per attraversare il quartiere di San Lorenzo con una passeggiata che porti nei vicoli e nelle piazze le nostre (r)esistenze. Fra muraglie di cemento abbandonate, strade da sempre popolari e turisti in bermuda ci aggireremo a raccontare un’altra città possibile e reale. Le materie prime le abbiamo da sempre: la nostra presenza, le parole, la musica, il teatro, la solidarietà, le lotte e un’infinità di produzioni collettive.

Il messaggio è chiaro: qui eravamo, qui siamo e qui resteremo. Non basta un inverno di sgomberi e soprusi a spaventarci, il mondo è nostro! È ora di parlare a tutti e tutte di un’idea diversa, un’alternativa possibile e umana che costruiamo di giorno in giorno attraverso l’autorganizzazione.

Tornando alla nostra piazza verde ci aspetterà una grande serata con Disco Rebel Foundation che porterà, direttamente da Genova, le sonorità dub di Militant Youth Hi-Fi, con tanto di vinili e un grande sound system per ballare fino a notte inoltrata.

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La miccia della Polveriera è sempre accesa!

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Programma

_10:30

per tutta la giornata DI MANO IN MANO mercatino dell’usato, del baratto e del riuso.

_13:00

pranzo

_15:00

passeggiata polverosa attraverso il quartiere di San Lorenzo

_18:30

si accende il sound system di Militant Youth Hi-Fi, con Disco Rebel Foundation per una serata fra reggae e dub a pieni decibel.

 

 

Come sempre a ingresso gratuito e prezzi popolari

Come sempre in difesa delle autogestioni

APPELLO: la Polveriera è sotto sgombero! DIFENDIAMO LE AUTOGESTIONI!

La Polveriera Spazio Comune

LA POLVERIERA è SOTTO SGOMBERO!
DIFENDIAMO L’AUTOGESTIONE!

Venerdì scorso il CDA dell’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio ha approvato – senza alcun preavviso e con il solo voto contrario delle rappresentanze studentesche – lo sgombero degli spazi comuni della Polveriera come condizione per l’avvio dei lavori di riqualificazione di sant’Apollonia.
Anni fa (diversa era la giunta regionale, uguale il partito) questo
progetto di riqualificazione fu presentato con la promessa di restituire un luogo semi-abbandonato e fatiscente agli studenti e abitanti del centro storico. Un progetto che oggi prevede uno stanziamento di 2.3 milioni di euro, ma che nel frattempo è cambiato: invece che agli studenti, gli spazi recuperati serviranno per ospitare uffici di fondazioni ed enti regionali. Così come il giardino del chiostro interno è stato chiuso per essere cornice e sfondo esclusivo degli eventi organizzati nell’auditorium che la regione affitta, anche gli spazi del loggiato – sin dagli anni ’70 percorsi dagli studenti e dalle studentesse che frequentano la mensa universitaria – dovranno essere chiusi.

La Polveriera è nata nel 2014, durante le proteste messe in atto dai collettivi universitari contro le sempre maggiori limitazioni di orario delle università e delle aule studio e contro l’aziendalizzazione disumanizzante dei corsi di studio, organizzando assemblee e occupazioni nelle facoltà. In questo contesto, alcuni collettivi iniziarono ad auto-organizzarsi per
riappropriarsi di ciò che era loro diritto, occupando le stanze del
primo piano, inutilizzate da decenni, e imponendo così alle istituzioni di prendere atto di ciò che ignoravano di proposito: gli studenti hanno dei diritti e delle esigenze e non sono più disposti a credere a vaghe promesse di un futuro felice.

Per questo la Polveriera nasce come “Spazio Comune”: avevamo bisogno di un luogo aperto a tutti dove fermarci e riflettere, dove incontrarci e condividere, per auto-formarci, organizzarci e lottare contro una società attenta solo al profitto. In questi anni la Polveriera è stato un luogo di aggregazione e condivisione di saperi e un laboratorio di pratiche antifasciste, antisessiste e antirazziste. Ha ospitato e organizzato centinaia di iniziative gratuite: corsi, laboratori, presentazioni, proiezioni, spettacoli, concerti e assemblee, ennesima dimostrazione che l’ostacolo a un impegno concreto verso le persone non è la mancanza di soldi bensì la mancanza di volontà.

La Polveriera è ancora qua, dopo quasi cinque anni di occupazione, nel cuore di un centro storico piagato dalla speculazione economica sia privata che pubblica, a dimostrare che oggi più che mai sono necessari spazi liberati e liberi; che l’auto-organizzazione – ovvero la partecipazione diretta alle decisioni che riguardano la vita di ciascuno – è l’unica pratica legittima che non smetteremo di portare avanti, qui e ovunque.

Contro ogni delega, contro ogni autorità o decisione imposta dall’alto, la Polveriera resta aperta, le attività proseguono, l’assemblea di autogestione continua a riunirsi ogni lunedì dalle 19 alle 22,30.

Insieme a tutti coloro i quali hanno intrapreso con noi questo cammino, lo hanno attraversato, sospinto, sostenuto, accompagnato finora e da qui in avanti.

Insieme a tutte le realtà che ci hanno sostenuto e che sosteniamo condividendone pratiche e valori.

In difesa della Polveriera, in difesa di ogni autogestione.

ADESIONI [in aggiornamento – per aderire scrivici a          lapolveriera.spaziocomune@inventati.org ]:

A Rivista anarchica – Rivista (Milano)
Alterpiana – Progetto politico collettivo (Firenze)
Associazione Culturale Fumofonico – Associazione (Firenze)

Associazione “Firenze, le Piazze degli anni 70” – Associazione (Firenze)
Associazioni Inquilini e Abitanti – Unione Sindacati di Base

Ateneo Libertario Fiorentino (Firenze)
A Testa Alta – Associazione (Palermo)
AvANa BBS – AVvisi Ai NAviganti (Roma)
Agripunk – comunità antispecista
Assemblea per la Piana contro le nocività (Firenze)
Assemblea Cavallerizza 14:45 (Torino)
Alessandra Caputi

Agnese Turchi, Studente Ph.D – Dip. di Scienze della Terra, Unifi (Firenze)
Alberto Prunetti – Scrittore (Piombino)

Alberto Ziparo, Professore associato – Scuola di Architettura, Unifi (Firenze)
Antonio Fiorentino, Architetto, già Professore alle scuole medie superiori – Liceo Artistico Statale “P. Petrocchi” (Pistoia)
Andrea Micalone – Scrittore (Pescara)
Andrea Angiolino – Autore e giornalista (Roma)

Antonello Nave – Regista e attore, Altroteatro (Firenze)
Ariel Arango – Regista (Bogotà, Colombia)
BORDA!Fest – Festival (Lucca)
CAL – Cordinamento Anarchico Libertario (Firenze)

Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos (Campi Bisenzio)
Centro Popolare Autogestito Firenze Sud (Firenze)
Centro Sociale Autogestito nExt-Emerson (Firenze)
Comitato NO TAV (Firenze)
Collettivo SUM – Liceo Classico Michelangiolo (Firenze)
Collettivo SKA – Liceo Classico Galileo (Firenze)
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud (Pisa)
Collettivo Bethune – Ambulatorio Popolare (Firenze)
CAS Firenze – Collettivo Antagonista Studentesco (Firenze)

Collettivo ArkKostruendo – Scuola di Architettura, Unifi (Firenze)
Collettivo CodiceRosso – Scuola di Scienze della Salute Umana, Unifi (Firenze)
Collettivo Cosmos – Liceo Scientifico Castelnuovo (Firenze)
Collettivo di Agraria – Scuola di Agraria, Unifi (Firenze)
Collettivo di Scienze e Collettivo Sestograd – Scuola di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Unifi (Firenze)
Collettivo Filodatorcere – Scuola di Ingegneria, Unifi (Firenze)
Collettivo Krisis – Scuola di Studi Umanistici e della Formazione, Unifi (Firenze)
Collettivo Laboratorio15 – Scuola di Psicologia, Unifi (Firenze)
Collettivo Politico – Scienze Politiche, Unifi (Firenze)
Collettivo Rosso Malpolo – Polo delle Scienze Sociali di Novoli, Unifi (Firenze)
Collettivo Kirillov (Prato)
Collettivo Nuovi Rumori (Firenze)
Collettivo Putilov (Firenze)
Comitato San Salvi chi può (Firenze)
Comitato Villa Giaquinto (Caserta)
Comunità di Resistenza Contadina Jerome Laronze – Genuino Clandestino nodo fiorentino (Firenze)
CSOA Forte Prenestino (Roma)
CUSA – umanesimoAnarchico (Firenze)
City Final – Gruppo musicale (Firenze)
Claudia De Concini, Assistente – European University Institute (Firenze)
Claudia Pinelli – Attivista (Milano)
DJ Craim – (Firenze)

Deiezione HC – Gruppo musicale (Pisa)
Disco Rebel Foundation – Collettivo musicale (Firenze)
Dissidanza – crew

Daniela Poli, Professoressa ordinaria – Scuola di Architettura, Unifi (Firenze)
Daniele Vannetiello, Professore a contratto – Dip. di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali, Unibo (Bologna)
Davide  Cauciello, Architetto (Bruxelles)
Donella Verdi – Consigliera comunale, Firenze riparte a sinistra (Firenze)
Edizioni Alegre – Casa editrice (Roma)
Entrelazando – Productora fotográfica y audiovisual itinerante (Latinoamerica)

Exit-Enter – Artista (Firenze)
Enzo Scandurra, già Professore ordinario – Dip. di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale,
Enrico Sibilla – Scrittore e traduttore (Milano)
Forum Civism Beni Comuni (Firenze)
Federazione dei Verdi (Firenze)
Federazione Fiorentina del Partito Comunista (Firenze)
Fronte della Gioventù Comunista (Firenze)
Fuori Binario – Giornale (Firenze)
Fuorimercato – Autogestione in movimento (Milano)

Francesco Biagi, Professore – Istituto italiano per gli studi filosofici (Napoli)
Federico Di Traglia, Ricercatore a tempo determinato – Dip. di Scienze della Terra, Unifi
Filippo Frittelli – Regista e attore, Underwear Theatre (Firenze)
Federico Tassini – Regista, attore e attivista (Firenze)
Francesca Gabbriellini – Attivista, Progetto Rebeldia (Pisa)
Gruppo Capoeira Angola Meninos de Angola (Firenze)

Giancarlo Paba, già Professore ordinario – Scuola di Architettura, Unifi (Firenze)
Gloriana Gregorini, Professoressa alle scuole medie superiori – Istituto di Istruzione Superiore “A. Panzini” (Senigallia)
Gabriele Romei – Artista (Firenze)
Gigi Malabarba – Attivista e sindacalista, Fabbrica recuperata RiMaflow (Trezzano sul Naviglio)
Harmakis Edizioni – Editore (Montevarchi)
IAM – Iniziativa Antagonista Metropolitana
La Sapienza (Roma)
Luigi Chiarella–yamunin,  Scrittore (Vienna) 
IVANOSKA – Gruppo musicale (Firenze)
IF_DO – Hacklab fiorentino (Firenze)
Iacopo Zetti, Professore associato – Scuola di Architettura, Unifi (Firenze)
Ilaria Agostini, Ricercatrice – Dip. di Beni Culturali, Unibo (Bologna)
Jordan Kaspar Baldassini – Editore (Firenze)
Laboratorio perUnaltracittà – Laboratorio politico (Firenze)
Laboratorio Sociale Millepiani (Caserta)
Libera Biblioteca De Carlo (Urbino)
Lamiere – Gruppo musicale (Firenze)
L’Eco del Nulla – Rivista (Firenze)

Leandro Picarella – Regista (Firenze)
Lorenzo Perini – Architetto, studente e attivista (Firenze)
Machine Funk – Laboratorio musicale (Firenze)
Maggio Reggae – Collettivo musicale (Firenze)
Maremma Antifa (Grosseto)
Minima&Moralia (Blog)
Mondeggi Bene Comune – Fattoria senza padroni (Firenze)
Maddalena Rossi, Professoressa a contratto – Scuola di Architettura, Unifi (Firenze)
Marco Tangocci – Autore ed editore (Firenze)
Maria Sardella – Scrittrice e docente (Brescia)
Martina Guerrini – Scrittrice e attivista (Firenze)
Marco Perduca – già senatore

Melody Waysieh Behbahani – Teatrante (Firenze)
Maurizio Dolfi – Attivista, CEP – Comunità Isolotto (Firenze)
Miriam Amato – Consigliera comunale, PaP (Firenze)
Nodo Solidale (México)
NUDM – NonUnaDiMeno – Piattaforma (Firenze)
Nazione Indiana (Blog)
OTK Sound – crew
Niccolo Gallio, Persona di firenze
Occupazione via del Leone (Firenze)

Occupazione viale Corsica 81 (Firenze)
Ornella De Zordo, già Professoressa ordinaria – Dip. di Lingue, Letterature e Studi interculturali, Unifi (Firenze)
Partito della Rifondazione Comunista (Firenze)
Potere al Popolo (Firenze)

Presidio No inceneritori No aeroporto (Firenze piana)
Progetto Rebeldia – Progetto politico collettivo (Pisa)
Paola Boggi
Pietro Gaglianò – Critico d’arte e curatore (Firenze)
Paolo Turchi, Graphic Designer, Professore alle scuole medie superiori – Liceo Artistico Statale “E. Mannucci” (Ancona)
Pietro De Vivo – Editore (Roma)
Radio Wombat (Firenze)
Radio Onda Rossa (Roma)
Radio Rogna (Sarzana)
Radio Blackout (Torino)
RCF – Rete dei Collettivi Fiorentini
Rete SET Italia – Sud Europa di fronte alla Turistificazione – Piattaforma (Firenze)
Ribellarti – Laboratorio artistico (Firenze)
RUF – Riders Union Firenze (Firenze)
Pachamama Teatro (Buenos Aires – Firenze)
Post-Hit – Progetto artistico (Firenze)
Progeas Family – Laboratorio artistico (Firenze)
Quarto Podere – gruppo musicale (Toscana)

Rosanna Volpi – Attivista e scrittrice, Non Una di Meno (Livorno)
Roberto Budini-Gattai, già Professore ordinario – Scuola di Architettura, Unifi (Firenze)
Studenti di Sinistra – Ateneo Fiorentino
SIC – Scrittura Industriale Collettiva (Firenze)
Sindacato Autogestito USI sanità – Careggi (Firenze)
Spazio Autogestitio Ri-Make (Milano)
Spazio InKiostro – Spazio sociale (Firenze)

sQUEERt Parade (Firenze)
Studentato Autogestito PDM 27 (Firenze)
SCIRA – Studenti Casertani In RivoltA (Caserta)
Spliffin Movement – Collettivo musicale (Firenze)
Street Levels Gallery – Galleria d’arte (Firenze)
Storie in Movimento – Redazione (Bologna)
Spliffin Movement – crew (Firenze)

Stefano Patrizio – Musicista
Sara Marzullo – Autore (Siena)
Simone Bachechi – Autore (Firenze)
Teatro Officina Refugio (Livorno)
Three Faces – Associazione culturale (Firenze)
TheFLR – The Florentine Literary Review – Rivista (Firenze)

Tamburo – Musicista (Firenze)
Tiziano Cardosi – Attivista, Comitato NoTav (Firenze)
Tommaso Grassi – Consigliere comunale, Firenze riparte a sinistra (Firenze)
Uomini nudi che corrono – Collettivo di artisti (Macerata)
UR Suoni – Etichetta discografica indipendente (Fireze)

Zambra – Gruppo musicale (Pisa)
Verde Rivista – Rivista (Roma)
Valentina D’Ippolito – Studentessa (Firenze)
Vanni Santoni – Scrittore (Firenze)
Zapruder. Storie in Movimento – Rivista (Bologna)

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Su Minima&Moralia un appello spontaneo alla mobilitazione solidale anche da parte del mondo della cultura [firme in aggiornamento]:
http://www.minimaetmoralia.it/wp/difesa-della-polveriera/