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Il chiostro non si cancella – Lunedì 3 Ottobre – Assemblea per il chiostro di Sant’Apollonia aperto – ore 17

Il chiostro dell’ex-convento di Sant’Apollonia, anche detto “della Badessa”, è uno dei chiostri più grandi a Firenze: un pezzo di storia e d’arte, patrimonio della città e dei suoi cittadini.
La gestione da parte degli organi competenti – la Regione Toscana in mano al PD e l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio che si occupa del servizio mensa e dell’aula studio al piano terra – è stata fino ad oggi superficiale se non addirittura assente, nonostante le reiterate promesse di restauro e valorizzazione. Almeno fino a quando un gruppo di studenti e cittadini non ha iniziato a interessarsi alle condizioni in cui questo chiostro versava, chiedendo in primo luogo un intervento di riqualifica. Quando finalmente la regione ha acquisito la proprietà dal demanio – in forza di un progetto che prevedeva un investimento di 5milioni – non si sono fatte attendere voci di ulteriori chiusure e lottizzazioni, insieme alla trasformazione delle aule al primo piano in uffici contro il palese interesse dei suoi frequentanti.
Il primo auspicato intervento è arrivato solo quest’estate: il chiostro è stato trasformato per tre mesi in un cantiere per i lavori di installazione dell’impianto di irrigazione e di posa di un nuovo manto erboso. Sorvoliamo sulla perplessità che possono destare le cifre di questi lavori: 57.000 euro per 5/6 giorni di lavori con 4 operai, su un totale di 3 mesi di cantiere (terra rivoltata, reti metalliche, accesso vietato da luglio a settembre).
Abbiamo pure accettato di buon grado la temporanea chiusura del chiostro al pubblico: l’erbetta per ben crescere va ben curata!, siamo d’accordo. Ma quando il temporaneo minaccia di diventare realtà permanente occorre iniziare a studiare e ad organizzarsi.
Ora è trascorso il periodo di “assestamento” del prato, e per la terza volta la rete metallica da noi rimossa è stata prontamente sostituita: risulta così evidente l’intenzione del DSU di erigere un cancello stabile per interdire l’accesso al chiostro e separare un altro luogo della città ai suoi abitanti: da pubblico a privato, cioè – letteralmente – privato al pubblico.
Appare ben chiara quale sia la linea di condotta dell’amministrazione regionale (che ben rispecchia quella comunale, pedissequa ancella della nazionale): gli spazi non devono essere pubblici, i cittadini non sono in grado di gestirli; gli spazi devono essere chiusi, amministrati per scopi privati, utili a far cassa.
Un cancello è una conferma che i confini, prima che materiali, sono nella mente e nelle azioni di chi amministra la cosa pubblica (una marmaglia di burocrati che fanno del liberismo selvaggio l’apologia del degrado cittadino), come se gestisse un’azienda privata.

Noi vogliamo che il chiostro di Sant’Apollonia resti aperto, comune ed accessibile a tutti. Vogliamo che sia gestito in modo trasparente e rispettoso. Vogliamo che la gestione di un bene comune sia occasione di crescita di percorsi partecipativi e non di chiusure e arretramenti sociali e culturali.
Per questo invitiamo cittadini, studenti e lavoratori LUNEDI 3 OTTOBRE alle 17 negli spazi comuni della Polveriera, per decidere insieme quale dovrà essere la migliore via per far sì che questa volontà possa realizzarsi.

L’Assemblea della Polveriera

MAI PIU CANCELLI IN SANT’APOLLONIA!

Domenica 18 settembre abbiamo dato avvio alle nostre attività alla luce della ri-apertura del cortile, rimasto chiuso sin da giugno per i lavori di rifacimento del prato. Ma qui non vogliamo concentrarci sulla perplessità che può destare l’eccessiva durata del cantiere (tre mesi); su questo abbiamo speso alcune parole in un altro comunicato (QUI).
Maggiori perplessità, per non dire profonda amarezza, sono nate quando abbiamo appreso che l’obbiettivo dell’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio(DSU) è di chiudere il chiostro appena riqualificato con un cancello, di cui la rete metallica che avete visto ultimamente non è che un beffardo spettro.
Rivendichiamo l’apertura del chiostro: abbiamo scacciato lo spettro, per adesso.
Quel che qui ci interessa chiarire è che l’apertura del cancello si è resa necessaria per garantire l’inviolabilità della pubblica fruizione di uno spazio – questo del chiostro di dell’ex convento di Sant’Apollonia – che rappresenta una felice eccezione in un centro storico sempre meno verde e sempre meno vivibile.
Pretendiamo che il chiostro rimanga sempre accessibile: il degrado usato come spauracchio contro l’apertura al pubblico deriva dalla gestione burocratica e fallimentare di Regione Toscana e DSU e prolifica a causa dell’incuria, dell’assenza di manutenzione e della mai avviata ristrutturazione del plesso.
Pretendiamo inoltre l’immediata riapertura dell’aula studio al piano terra, chiusa dopo neanche un anno dalla sua inaugurazione per l’incuria della gestione, che si nasconde dietro motivazioni come quella dello spaccio, il quale è semplice conseguenza dell’abbandono dello stabile in questione.
Chi conosce il nostro quartiere sa di cosa parliamo: di un quartiere diviso, carente di ogni servizio e
avvelenato da spaccio e consumo di eroina. Storicamente dalla chiusura di spazi aperti (vocati, per natura formale, a raccogliere persone) non è mai nato nulla di buono. L’azione di chiudere il chiostro di Sant’Apollonia è in linea con la generale tendenza ad indirizzare le persone, come fossero automi, a frequentare sempre gli stessi spazi, le stesse piazze, a percorrere le stesse strade congestionate di luoghi pianificati a tavolino per il “tempo libero”.
La sicurezza non si assicura mettendo un cancello o chiudendo gli spazi vivi, l’effetto anzi sarà contrario.
Se c’è un’unità di vicinato, se le persone “controllano” naturalmente i luoghi che vivono si innescano meccanismi cooperazione, ma se le persone non ci sono tutto ciò non è minimamente possibile.
In un quartiere in cui convivono la vecchia residenza “autoctona” e la “nuova popolazione” – ovvero le centinaia di studenti fuori sede che vi abitano, i tanti giovani che si dividono l’affitto per trovare lavoro (spesso precario) in centro, ed i tanti nuovi cittadini extracomunitari, noi (inteso come noi che viviamo genuinamente gli spazi) – l’alternativa è rappresentata da una gestione diversa, cooperativa e partecipata.
Chiediamo infine l’istituzione di una figura nel cortile che ne garantisca l’apertura, la cura e la pulizia. Che questo avvenga assumendo nuovo personale o aumentando il monte ore o rivendendo i turni questo sarà da decidere di concerto con i lavoratori del DSU e della ditta che gestisce in appalto la mensa universitaria.
MAI PIU CANCELLI IN SANT’APOLLONIA!

C’era un grande prato verde…

Senza alcun avvertimento agli studenti/esse ed ai lavoratori/trici della mensa universitaria del complesso di S. Apollonia, o ai cittadini del quartiere che da decenni vivono lo spazio, l’15 Giugno
sono iniziati dei lavori di ristrutturazione del manto erboso del chiostro.
Il primo intervento di Giugno.
  
Dopo pochi giorni di lavoro sul terreno, il complesso di proprietà regionale è rimasto inagibile per 3 mesi. Solo i primi di Settembre infatti i lavori sono ripresi per stendere il suddetto manto erboso.
In questo contesto sono almeno tre i punti critici che alimentano domande e perplessità:
Non c’è stata nessuna trasparenza sui tempi e le modalità di svolgimento dei lavori. Trattandosi di un luogo pubblico dovrebbe esserne visionabile il progetto, ma fin dall’inizio pareva che né Regione né DSU lo conoscessero, vista la laconicità delle loro risposte alle nostre domande.
– Ci è stato esplicitamente detto -seppur informalmente- che c’è la volontà di installare un secondo cancello per chiuder l’accesso al cortile, rendendolo mero “giardinetto” da “vedere ma non toccare”, se non per i buffet e le conferenze private che si svolgono nell’Auditorium al piano terra, in linea con la strategia della “città vetrina”.
I costi, stimati sui 50mila €, comprendono quindi questo cancello? O sono stati spesi solo per il rifacimento del prato?
Se la possibilità dell’installazione di un cancello non la consideriamo accettabile a prescindere, ci chiediamo anche perché i lavori, che dovrebbero fondamentalmente consistere nella disposizione di un nuovo manto erboso e nell’installazione di un sistema di irrigazione, sono andati avanti a ritmi ridicoli (o meglio, è tutto bloccato) per oltre tre mesi. Sarà mica stata questa la motivazione di un costo così esoso per questa -pur importante ma non così costosa- opera?
Intanto noi ne rivendichiamo l’apertura, in occasione della giornata di laboratorio di costruzioni con materiali di recupero datata Domenica 18 Settembre.
Abbiamo fabbricato tre sedute con bancali recuperati da alcuni dei tanti stabilimenti della logistica nell’area industriale fiorentina. Inoltre abbiamo posizionato cartelli che indicano l’importanza della tutela del chiostro e del verde urbano.

18 Settembre: Sant’Apollonia REopening + LaPolveriera REwired

SANT’APOLLONIA RE-OPENING

dalle 14 laboratorio di costruzioni con materiali di riuso e riciclo
alle 20 cena “fuori mercato” [per cenare bisogna segnarsi!]

Il laboratorio in programma è orizzontale ed autogestito.
Questo significa che le idee che verranno realizzate Domenica pomeriggio provengono tutte da una discussione e  progettazione collettiva, svolta orizzontalmente da chi partecipa quotidianamente alle attività della Polveriera o comunque da persone interessate al Chiostro. Secondo la pratica inclusiva che contraddistingue le nostre attività invitiamo tutt* a partecipare alla riappropriazione pubblica del Chiostro, che non significa per noi recinzione o privatizzazione del suo uso, ma al contrario dare a tutti la possibilità di renderlo più fruibile.
Cosa sarà in cantiere potrete scoprirlo partecipando all’assemblea del Lunedì. Se siete interessat* ed avete idee da proporre contattateci o passate a trovarci!

La cena fuori mercato sarà un momento di sperimentazione del progetto di Cucine Popolari che, insieme alla Fattoria senza padroni di Mondeggi, l’associazione Fòri Mercato, al Fondo Comunista, l’Ateneo Libertario, l’Occupazione di Via del Leone ed il Melograno, va nascendo in queste settimane.
Dai campi liberati dallo sfruttamento della terra e delle persone, fino alle tavole dei nostri spazi liberati dal mercato, vogliamo sperimentare un’altra economia possibile, fatta di scambi e non di profitto. Convinti che, senza denaro, mangiamo meglio!


POLVERIERA RE-WIRED
Machine Funk, l’unica jam session/laboratorio di musica elettronica a Firenze torna in Polveriera con MACHINE FUNK REWIRED. Una giornata dedicata alla musica elettronica e alla riappropriazione degli spazi comuni.



dalle ore 16 alle ore 23.30
Machine Funk, jam session di musica elettronica
Piky live video
Open freestyle mic

dalle ore 19 alle ore 22
Machine Funk all-stars dj set

dalle ore 22 alle ore 23
THX1138 live electronics and video
Machine Funk è un punto d’incontro per musicisti elettronici.
Spesso autoconfinati in studio o in camera da letto, i musicisti elettronici di Firenze non si incontrano, mentre emerge il bisogno di evolversi anche artisticamente all’interno di reti sociali. Machine Funk è un’occasione per suonare insieme, conoscersi, scambiare idee, collaborare senza limiti di genere o suono.
Piena attitudine “do it yourself”, e volontà di andare oltre agli automatismi performativi cristallizzati nei cliché dell’entertainment elettronico, accolgono chi si avvicina a Machine Funk.
Porta la tua macchina, drum machine, sequencer, computer o tablet, cavi audio e midi, qualche presa multipla (non guastano mai), noi ti forniremo mixer, impianto, clock, presa bene e calore umano.

POCHE REGOLE

1) AUTORGANIZZAZIONE
Porta la tua macchina, drum machine, synth, computer, tablet, ricordati di portare tutti i cavi necessari a connetterla, il mixer da studio che utilizziamo accetta ingressi jack grande mono, porta adattatori se usi cavi RCA. Quando arrivi, domanda, ascolta, cerca di capire il mood della jam.

2) CONTEGNO
Riduci la tua polifonia, se hai una drum machine e non sei il solo usa due voci al massimo, cerca di capire cosa serve alla jam, manca una linea di basso? fai quella. È inutile avere otto casse e quattro pad che suonano insieme. Il BPM della jam si alzerà progressivamente, ci sarà tempo per più generi.

3) COLLABORAZIONE
Non importi, fai provare la tua macchina agli altri e potrai provare le macchine altrui. Informa e sarai informato. Aiuta e sarai aiutato. La jam è una creatura debole e si regge sulle spalle dei musicisti, pasci la jam, non mungerla. Prova a fare un genere che non frequenti.


Per chi vuole partecipare noi saremo a montare in Polveriera dalle 15.30 circa, arrivate presto e dateci una mano. La jam si svolgerà su 6-7 ore e il BPM salirà progressivamente dai 70 ai 140 bpm circa. Vi aspettiamo.

Facebook group: machine funk

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA PER SANT’APOLLONIA

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA PER SANT’APOLLONIA
Invitiamo a partecipare all’assemblea di mercoledì 29 alle ore 16 tutte/i le/gli interessate/i al complesso di Sant’Apollonia.
Il complesso è di proprietà regionale ed ospita, su via S. Reparata, la mensa universitaria, un chiostro e, da due anni, La Polveriera.
Dal 10 Giugno il Chiostro, patrimonio del quartiere e della comunità studentesca che da decenni lo vive, è inaccessibile per dei lavori di riqualifica.
Di certo non possiamo che essere contenti della seppur tardiva iniziativa della Regione.
Ciò che ci preoccupa è COME e PERCHE’ questi lavori si stanno svolgendo:
  • nessuna trasparenza sui tempi e le modalità di svolgimento. Trattandosi di un luogo pubblico dovrebbe esserne visionabile il progetto, ma pare che né Regione né DSU conoscano il progetto.
  • La volontà, esplicitamente espressaci, di installare un secondo cancello che chiuderebbe l’accesso al cortile rendendolo mero “giardinetto” per i buffet e le conferenze private che si svolgono nell’Auditorium.
Al fine di INFORMARE la comunità abbiamo indetto un’assemblea invitando
  • i responsabili della Regione Toscana e dell’azienda regionale per il Dirito allo Studio
  • le rappresentanze sindacali dei lavoratori della mensa universitaria (in appalto a CIR food)
  • le rappresentanze studentesche
  • le rappresentanze di Quartiere 1
Sul sito lapolveriera.blogspot.it maggiori informazioni sulla situazione del complesso di Sant’Apollonia e sui suddetti lavori.
Rinnoviamo il nostro invito a partecipare a tutti, lavoratori, studenti ed abitanti del quartiere.
Mercoledì 29 alle ore 16, Chiostro di Sant’Apollonia, via Santa Reparata 12

da Repubblica – Firenze cronaca 31/10/2015

“Qui c’è il cenacolo di Andrea del Castagno, qui c’è la chiesa restaurata e opportunamente trasformata in un comodissimo auditorium: ma sempre qui, se varchi la soglia del Chiostro della Badessa, precipiti all’istante in quel che sembra il centro di Palermo di qualche anno fa o quello di Cosenza Vecchia oggi. Si tratta di uno dei chiostri più grandi di Firenze: chiuso sui tre lati da un colonnato in ordine ionico, di pieno quattrocento e di rara eleganza. Un paradiso trasformato in inferno. Lasciamo perdere l’oscena quinta di cemento su via santa Reparata, degradatasi a velocità superiore a quella dell’architettura rinascimentale cui si appoggia. Quello che potrebbe essere un mirabile giardino o un orto urbano è un acquitrinio pieno di detriti ed escrementi. Alle testate del portico quattrocentesco si accumulano rifiuti ingombranti, vicini ai motori degli impianti di condizionamento, deturpantissimi. E poi le scritte: non solo quelle in greco del Sessantotto (ma anche quelle, magari dopo averle fotografate, vanno tolte: siamo seri!), ma una miriade di altre, fino ad alcune recentissime, proprio sotto quel che rimane degli affreschi tardo-barocchi. Di chi è la colpa? Non del Diritto allo Studio: che si è già dissanguato per rimettere a posto un complesso che utilizza solo in parte. Il fatto è che il Chiostro è caduto nel buco nero burocratico del passaggio tra il demanio e la regione e nell’attesa che qualcuno sbrogli la matassa della maledetta proprietà, il degrado si fa sempre più grave, vicino all’irreversibilità. E come spesso accade, il silenzio della soprintendente Marino è assordante: davvero la soprintendenza non ha nulla da dire, e nessuno da richiamare, di fronte all’agonia di questo straordinario monumento?
Qualcuno opinerà che è colpa degli studenti, che hanno occupato un’aula o due del primo piano, e che hanno chiesto e ottenuto (ed è stato un errore concederlo in queste condizioni) che il chiostro rimanga aperto fino a mezzanotte. Credo che sia giusto, anzi sacrosanto, che gli spazi monumentali del centro di Firenze ospitino la vita quotidiana dei fiorentini, a cominciare proprio dagli studenti. Anzi: queste presenze sono l’ultimo dettaglio che ci distingue da un parco a tema popolato di figuranti. Ma il prezzo non può essere l’abbandono totale: lasciare andare in malora quel chiostro “perché è degli studenti” significa associare il bene comune al degrado, la democrazia allo sporco, l’uguaglianza alla mancanza di bellezza. E per di più avviare una spirale di degrado che vanifica qualunque sforzo di crescita civica e culturale che quegli studenti possano fare nelle loro aule: perché, parafrasando Nanni Moretti, chi vive in un posto brutto, diventa brutto. E qui, però, è la giunta di Dario Nardella che deve farsi un esame di coscienza: un’amministrazione che vende ai privati palazzi e giardini pubblici che cosa offre ai ragazzi, che hanno bisogno di spazio pubblico come del pane? Alberghi di lusso e ristoranti stellati? È questo il vero dramma di Firenze: di fronte al quale impallidiscono le pedanti e marginali indicazione dell’Unesco. A pochi metri da Sant’Apollonia, il grande scheletro di Sant’Orsola ci ricorda che la rovina materiale è solo la conseguenza della mancanza di un progetto politico, di una idea di città.”

(Tomaso Montanari, su Repubblica – Firenze cronaca del 31/10/2015)

Sant’Apollonia: lo stato di cose a 10 mesi di occupazione



In molti, attraversando gli spazi della Polveriera, ci chiedevano di come procedesse la trattativa con la Regione ed il DSU, le due istituzioni responsabili della (mala)gestione di Sant’Apollonia. Nel precedente comunicato(link)raccontavamo del nostro stupore (e dei nostri sospetti) sull’ignoranza, nel senso stretto del termine, della Giunta regionale riguardo ai progetti su questo luogo. Ad oggi, consapevoli delle necessità di tenere alta l’attenzione, possiamo tirare un primo sospiro di sollievo: il DSU ha recepito il nostro progetto e lo ha inoltrato all’Assessorato all’Istruzione che, in accordo con l’Assessorato alla Cultura, presenterà alla prossima Giunta regionale, Lunedì 16 Marzo, il

progetto di riqualifica che terrà conto del nostro materiale (link).


Cosa significa tutto ciò? Significa che se prima l’intero complesso era di proprietà dello Stato, attraverso la legge per il federalismo demaniale (ovvero il passaggio di alcune proprietà dallo Stato alle Regioni) la Regione Toscana si approprierà di una parte del complesso di Sant’Apollonia sulla base di questi progetti. Purtroppo, come riportato nel precedente comunicato, esisteva già una pratica in atto, che non comprende l’intero complesso, infatti l’ala tangente via 27 Aprile è gestita (o sarebbe meglio dire, NON è gestita) dal Min. della Difesa. Questa parte, che un tempo ospitava la foresteria dell’ex circolo per sottoufficiali, con questa pratica resterà di proprietà demaniale.
(Lo schemino facilita la comprensione della situazione irragionevolmente intricata e le future possibili evoluzioni)
Ad oggi quindi, grazie alla nostra azione, le procedure di riqualifica dell’intero complesso sono state accelerate. Siamo riusciti ad ottenere la presa di impegno affinché il vecchio progetto venga modificato a passaggio di proprietà avvenuto, così da non rallentarne i tempi e allo stesso tempo poter lavorare per alle modifiche sostanziali – che vanno verso la ri-pubblicizzazione dell’intero complesso – contenute nel documento da noi elaborato.

Tutto questo ci basta? No di certo! Il 9 Marzo abbiamo incontrato i due assessori, Bobbio e Nocentini, ed abbiamo chiarito che ancora molto dev’essere fatto:
  1. una volta approvato il passaggio dovranno essere reperiti i fondi (almeno 1 Milione e 300mila € per gli interventi più urgenti) che l’Assessorato all’Istruzione deve investire per i lavori.
  2. dev’essere avviata una procedura per l’acquisizione della parte oggi non compresa nel progetto.

Un corpo mantiene il proprio stato di quiete, finché una forza non agisce su di esso.”

Tutto questo ci mostra come organizzandosi e agendo si possono modificare le scelte delle istituzioni, strappando anche risultati importanti, sempre se – e solo se – l’azione è collettiva, cioè discussa e partecipata da una collettività che decide di investire le proprie capacità ed energie alla trasformazione dello stato di cose attuale.
Per questo intendiamo proseguire nella stessa direzione: presidiare ogni passaggio burocratico, informare e rendere partecipi studenti ed abitanti del quartiere, ovvero i veri proprietari di Sant’Apollonia.


Invitiamo quindi tutte e tutti Lunedì 16 Marzo alle ore 15 alla Polveriera per recarsi sotto la giunta regionale a mostrare tutto il nostro interesse e la nostra determinazione

PER IL DIRITTO ALLO STUDIO, PER IL DIRITTO ALLA CITTA!


PRESIDIO per SANT’APOLLONIA BENE COMUNE sotto la sede dell’ARDSU! DOMANI 4 Marzo ORE 14 VIALE GRAMSCI 36

Domani 4 Marzo (in viale Gramsci, 36, dalle ore 14.30) si riunirà il Consiglio di Amministrazione dell’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario, durante il quale si discuterà soprattutto del futuro di Sant’Apollonia.
Il progetto che verrà discusso non tiene assolutamente conto delle necessità degli studenti e degli abitanti del quartiere che già da tempo hanno ribadito con forza che Sant’Apollonia deve restare un bene pubblico, dopo e durante (visti i lunghi tempi previsti) i lavori di recupero e valorizzazione.
Così si è creata un’Assemblea per Sant’Apollonia Bene Comune, con l’intento di presentare una proposta alternativa che vada incontro ai bisogni reali e non ai bisogni d’ufficio.
Domani presenteremo questa proposta di progetto direttamente al CdA, anche senza invito.
Per questo motivo la Polveriera chiama studenti, cittadini e comitati a presidiare l’ingresso della sede dell’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario durante il Consiglio di Amministrazione (inizio ore 14,30) che pretende di decidere sulle nostre teste: contro le politiche inefficienti che hanno portato all’abbandono dell’intero complesso, contro la miopia istituzionale verso le concrete necessità dei cittadini:
CONTRO DEGRADO E SPECULAZIONE, 
PER IL DIRITTO ALLO STUDIO,
PER IL DIRITTO ALLA CITTA’

Proposta di progetto di recupero e valorizzazione del complesso dell’ex-convento di Sant’Apollonia

Queste pagine saranno presentate e protocollate mercoledì 4 marzo in occasione del consiglio di amministrazione dell’Azienda regionale per il diritto allo studio. L’appuntamento è mercoledì 4 alle ore 14 davanti alla sede Ardsu di viale Gramsci 36 per far sentire la nostra voce con forza e decisione.