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CONTRO MAFIA E SFRUTTAMENTO – 24/04 AL FIANCO DEI LAVORATORI TEXPRINT!

“SE 8 ORE VI SEMBRAN POCHE” 
(canzone di fine ‘800, per la giornata lavorativa di otto ore)
Prato, 2021
E’ dal 18 gennaio che prosegue lo sciopero alla Texprint, una delle fabbriche modello del settore tessile nel pratese. Grazie al coraggio di questi lavoratori, i riflettori si sono accesi sulle condizioni bestiali di sfruttamento in queste fabbriche. Sono costretti a lavorare 12 ore al giorno per sette giorni la settimana, senza alcun riposo, privi dei diritti elementari, sotto il continuo rischio di incidenti che causano vere e proprie mutilazioni. Il personale è gestito da un sistema caporalesco, che garantisce la moderna schiavitù nelle fabbriche della “fast fashion”, indotto fondamentale delle grandi marche della moda italiana.
Non è una storia ottocentesca, non è una realtà lontana, in un paese lontano, non è una situazione marginale, residuale della nostra economia. Queste sono le condizioni di vita di migliaia e migliaia di lavoratori e lavoratrici nel nostro paese. Questa realtà è parte integrante ed essenziale del sistema Italia e anche del sistema economico toscano: le industrie tessili, la logistica, il settore agro-alimentare, il food-delivery.
E le ultime inchieste giudiziarie sulla presenza in Toscana delle mafie (‘Ndrangheta, Camorra e Mafia cinese) stanno svelando quanto sia profondo l’intreccio tra criminalità organizzata, industria e istituzioni. La Toscana progressista si rivela un mito falso e logoro.
Il 24 aprile i lavoratori della Texprint hanno indetto una manifestazione pubblica a Prato per dare forza e slancio alla loro lotta. Chiedono il rispetto del contratto nazionale, otto ore di lavoro per cinque giorni la settimana. Chiedono ferie e malattie. Chiedono la fine del sistema di sfruttamento pratese. Una loro vittoria sarebbe un passo avanti per tutti e tutte, un esempio contagioso per altri lavoratori e altre lavoratrici nelle stesse condizioni e questo lo sa bene anche chi si arricchisce ogni giorno sulla loro pelle, avvelenando le nostre terre. Inoltre lo sa bene anche chi nelle istituzioni ha permesso in questi decenni che a Prato e nella piana la moderna “schiavitù” diventasse sistema. In questi mesi di sciopero la polizia è stata utilizzata, con cariche ripetute e violente contro i lavoratori (hanno rotto perfino una gamba ad un operaio), per garantire al padrone della Texprint, tra l’altro sotto inchiesta per mafia, la possibilità di continuare a fare i propri profitti.
La Polveriera scenderà in piazza a Prato sabato 24 aprile. Andare alla manifestazione in un comune diverso dal proprio è consentito, scegliere di farlo significa schierarsi in una battaglia basilare in un periodo di crisi sociale, economica e politica di portata storica.
Su uno striscione ai cancelli della fabbrica, questi lavoratori hanno scritto: “Mai più schiavi! Vogliamo una vita più bella!”
riecheggiando fatalmente così le parole di uno sciopero nell‘industria tessile americana più di un secolo fa: “Vogliamo il pane, ma anche le rose!”
Non voltare le spalle ai lavoratori della Texprint
Non delegare ad una sinistra inesistente
Otto ore per cinque giorni
Tutti e tutte a Prato, sabato 24 Aprile, ore 15.00
Insieme a Studenti di Sinistra ci troveremo alla stazione di Rifredi alle 14.10 per prendere il treno delle 14.16 ed andare tutt* insieme in piazza!
 
LINK EVENTO SI COBAS:

PRESIDIO CONTRO LA SORVEGLIANZA SPECIALE 14/04/21, ore 9.30, Tribunale di Firenze

Condividiamo e rilanciamo il comunicato delle compagne e compagni dell’Occupazione di Viale Corsica 81.
Come ulteriore giro di vite per i fatti del 30 ottobre in cui migliaia di persone si rivoltarono a Firenze contro il governo, il comune e la polizia, eccoci recapitata l’ennesima lettera verde dal tribunale: non si tratta di una denuncia, ma dell’invito per una nostra compagna a presentarsi in tribunale il giorno 14 Aprile 2021 per presenziare all’udienza in cui verrà decisa o meno l’applicazione della sorveglianza speciale contro di lei. Che significato dare a questa nuova mossa del questore?
Innanzitutto dobbiamo rilevare come la repressione sia tanto mutabile nei mezzi quanto poco lo è nei fini. Neanche un mese è passato dalla definitiva caduta del reato di associazione a delinquere spillato ormai più di dieci anni fa all’interno dell’operazione “400 colpi”, ed ecco ora, dopo i dubbi successi raggiunti con la pioggia di fogli di via staccati negli ultimi anni dalla questura, l’arrivo del Daspo anche per chi allo stadio non ha mai messo piede e, amarum in fundo, questa richiesta di sorveglianza speciale. Perché associare tra loro strategie e misure tanto diverse in questo scritto? Perché è fondamentale che queste si riconoscano per ciò che sono: operazioni di repressione politica. Per uno stato che dice di averla fatta finita con il fascismo è essenziale che, almeno in teoria, ad esser puniti siano i reati e non le idee. Ma come togliere allora i compagni dalle strade di fronte a una magistratura che per quanto sia classista non può non applicare il codice penale? Come togliere di mezzo persone e percorsi di auto organizzazione se gli stessi giudici nella maggioranza dei casi sono in imbarazzo di fronte alle richieste di carcerazione in relazione ai reati contestati? Come assicurarsi quella tanto agognata pace sociale se anche le misure cautelari preventive svaniscono in pochi mesi proprio in virtù della moderata gravità dei reati in relazione alle leggi attuali? Ecco quindi spiegato il ricorso a questi mezzi di repressione politica, di cui da sempre lo stato italiano si serve, ma che di volta in volta possono tornare più o meno utili. Tanti piccoli reati non ti aprono così spesso le porte di Sollicciano, ma se ci inventiamo una associazione a delinquere la musica cambia. Teoria troppo fantasiosa anche per la magistratura? Allora la scavalchiamo con misure di polizia: fogli di via e Daspo, che non necessitano dell’approvazione del giudice, ma vengono emessi direttamente dal prefetto. C’è chi ancora si ostina a non voler piegare la testa? Ecco qua la sorveglianza speciale.
UNA SORVEGLIANZA (E UNA PUNIZIONE) DAVVERO SPECIALE.
Un capolavoro del legislatore democratico. Ben oltre: “l’innocente fino a prova contraria”, ben oltre le misure cautelari preventive in attesa che il processo si sgonfi, si arriva al “colpevole dei reati che potresti commettere”. Sì, perché contrariamente a quanto potremmo essere portati a pensare, avere la sorveglianza speciale non significa ricevere un’attenzione particolare da parte delle forze dell’ordine, che quella la subiamo già da sempre, significa veder materialmente distrutta la propria libertà. Del tutto arbitrariamente potremmo quindi avere per un tempo che va da uno a cinque anni l’obbligo di rientro notturno, il divieto di lasciare la provincia di residenza, di incontrare pregiudicati o persone sottoposte a misure cautelari, di partecipare a riunioni o assemblee di qualsiasi tipo e, per tutta la durata della sorveglianza speciale, possono essere sospesi passaporto e addirittura patente. Per anni dunque devi star lontano dai tuoi compagni, dai tuoi affetti, rinunciare a viaggiare o anche solo a lasciare la tua provincia, rinunciare a far politica, rinunciare ad uscire la sera… La pena per chi infrange queste regole può essere anche il carcere immediato. Tutto ciò, lo ripetiamo, non in connessione ad un particolare reato per cui viene prevista questa punizione, ma in relazione a chi sei, a cosa fai nella vita e quali reati potresti commettere in futuro. Proposta da Digos e questore, l’applicazione di questa misura passerà alle mani di un giudice che valuterà quindi se la persona che ha davanti merita l’appellativo di “minaccia della difesa sociale”. Il tutto in un perverso gioco di rimandi incrociati in cui la polizia dice che son anni che ci colpisce e quindi è giusto colpirci ancora di più, sennò avrebbero già smesso anche loro, che son tanto bravi, e difendersi è estremamente complicato… dal momento che non c’è nessun episodio criminoso di cui si viene accusati e quindi in sostanza… non c’è niente da cui difendersi! È così dunque che una compagna neanche pregiudicata rischia di veder cambiare la propria vita e chiunque abbia sofferto in questo anno delle limitazioni che ci sono state imposte per il Covid19 ed ora invoca l’estate nella speranza di poter tirare un sospiro di sollievo può capire quanto sia grave veder limitata radicalmente la propria libertà per un periodo tanto lungo.
PERICOLOSI PER CHI?
Pur in assenza di qualsivoglia condanna, sappiamo bene cosa finirà sul tavolo del giudice: il coraggio e la voglia di cambiare questo mondo. L’occupazione di uno spazio per giovani rapidamente divenuto un museo di arte urbana in Via Toselli prima, e a “La Crepa” poi, il sedersi davanti alle ruspe insieme agli abitanti di tutto Viale Corsica per evitare il taglio degli ippocastani, l’aver partecipato a un presidio non autorizzato di Fridays for future, l’aver contestato Nardella il giorno della Liberazione, l’aver partecipato al presidio contro lo sgombero delle famiglie in Via Carissimi, l’aver occupato una Casa delle donne in piena pandemia per offrire rifugio e assistenza a chi più sta subendo questa forzata reclusione e infine l’aver partecipato alla notte del 30 ottobre.. Questi i reati che le vengono contestati e che potrebbero meritargli questa pesante medaglia di pericolosità sociale. Ma pericolosi per chi? Esiste un solo sfruttato sulla faccia della terra che potrebbe sentirsi minacciato da tale (presunto) curriculum? A tutti noi la facile sentenza. Complici e solidali con la nostra compagna invitiamo tutti a far propria questa campagna contro la sorveglianza speciale, al suo fianco e al fianco di tutti coloro che in Italia hanno subito questa infame misura e coloro, come Eddi di Torino a cui è stata notificata di ritorno dal Rojava, che hanno deciso di di non sottostarvi e di rifiutarla pubblicamente. Perché organizzare una difesa collettiva vuol dire organizzare la difesa stessa del movimento.
Invitiamo tutti a tutte il 14 Aprile 2021 dalle ore 9:30 al presidio che si terra’ di fronte al tribunale di Firenze in viale Guidoni contro questa infame misura di repressione politica

LA MAPPA DELLA SOLIDARIETà DI FIRENZE E DINTORNI

In una mappa online e interattiva, tutte le iniziative del territorio di solidarietà dal basso di Firenze e dintorni. Contattate i centralini dei vostri quartieri per aiutare o essere aiutati!

➡️Qui il link:
https://umap.openstreetmap.fr/…/map/sostegno-alimentare_442…

SOSTEGNO ALIMENTARE GRATUITO E SPESA SOLIDALE

????San Lorenzo, Sant’Ambrogio, Ognissanti
LaPolveriera SpazioComuneAnelli Mancanti, Fuori Binario
11.00-18.00
Cecilia 3319216166
Francesca 3290463214

????Rifredi, Quartiere 5
Potere al Popolo – FirenzeArci Circolo Le Panche – il Campino, Fuori Binario
11.00-13.00 e 15.00-19.00
Erika 3338013675
Sara 3703643362

????San Frediano
Occupazione ViadelLeoneLaboratorio DiladdArno, Fuori Binario
11.00-18.00
Cosimo 3883620966
Flora 3201460231

????Firenze Sud -Cure- Campo di Marte – Sorgane – Coverciano
CPA Firenze SudFòriMercato – rete sociale –
-Martina 338.0506701
-Davide 340 3255502
-David 331.3525487
-Marco 320.4266771

????Minime, Q2
Angelaeciro Fondocomunistafirenze I’Rovo
Marinella 3391349875

????Le Piagge
Comunità delle PiaggeCentro Sociale Il Pozzo
16.00-19.00
055373737

????Prato, Quartiere Soccorso
SI Cobas Prato e Firenze
PUNTO DI RACCOLTA MARTEDÌ dalle 11.00 alle 16:00
via Ferrara n.30/c alla sede del #SiCobas
3408168471.

????Campi Bisenzio
A.N.P.I. “Lanciotto Ballerini” – Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos – ARCI Città Visibili – Gruppo Casa Campi Bisenzio
da lunedì a venerdì, ore 16:00-19:00
Elia: 3713311785
Sandro: 3351246551

????Distribuzione pasti caldi per Donne, Sex Workers, Trans
Non Una Di Meno Firenze Cat Cooperativa Sociale Arci Firenze Circolo ARCI fra i Lavoratori di Porta al Prato zenzero_biocatering Corrente Alternata – Sguardi precari sul genere e il lavoro
Distribuzione pasti caldi
Marghe 3314113727
Ale 3201658088
Alba 3280233504
Giada 3351787282,

SPESA SOLIDALE- COMMISSIONI

????Novoli
Brigata di Solidarietà Popolare Novoli
353 405 9707

????Rifredi
Rude Boyz Rifredi , Arci Circolo Le Panche – il Campino, Misericordia di Rifredi
lunedì/mercoledì/venerdì, ore 11:00-13:00
Sara: 338 8864567
Lorenzo: 333 4742339
Alessandra: 340 8727111

????Rifredi
Occupazione Viale Corsica 81
Marta: 3386954380
Serena: 3311015038

????Bagno a Ripoli – Grassina”
Mondeggi Bene Comune – Casa del Popolo di Grassina
Antonio: 3452129924
Iacopo: 3402878683
Alessio: 3477542690

➡️Qualcosa non va nella mappa? Ci siamo dimenticati qualche iniziativa? Scriveteci!
Fb: LaPolveriera SpazioComune
lapolverieraspaziocomune@inventati.org
La mappa è uno strumento di tutt* per tutt*.

COVID CLANDESTINO- Raccolta alimentare per migranti

Pape Diaw: 3391678289

Per le consegne fare riferimento:
Zona le Piagge Brozzi peretola quaracchi Centro Sociale il Pozzo piazza Hrovatin
info Messenger Valentina Riemma
Rifredi
info Messenger Occupazione viale Corsica
Novoli
Info Messanger Batik Guinea – Bissau
Isolotto
info Messenger Diaw Pap
Santa Croce
info Messenger associazione Mariano Ferreira o Toumani Mane
Campo di Marte
info Messenger Ndiaga Wade
Gavinana info Messenger Niccolo Lombardini
Signa info Messenger Milena Prestia
Bagno a Ripoli
Info Messanger Potere al Popolo
Info Messanger Mondeggi

 

—-Violenza, mafia e profitto in sant’Apollonia: diciamo basta!—-

Violenza, mafia e profitto in Sant’Apollonia: diciamo basta!

Stato d’agitazione anti-spaccio.

Dopo l’ultima provocazione, in cui due persone sono state aggredite per aver cercato di allontanare degli spacciatori da Sant’Apollonia,
abbiamo deciso di reagire.

Questa “banda” passa le sue giornate nel loggiato del chiostro provocando, minacciando e molestando chiunque passi loro davanti,
non di rado mostrando coltelli.

L’ultima è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: non siamo più disposti a subire la loro violenza e non siamo più disposti ad essere associati a tutto questo, non siamo più disposti a lasciare la narrazione di quanto accade nel chiostro di Sant’Apollonia a persone che non lo vivono.

Per questo abbiamo deciso di iniziare un presidio popolare permanente per impedire l’accesso al posto a questi soggetti,
per difendere uno spazio che vogliamo sia di tutte e tutti.

Da giorni il loggiato è sicuro da dinamiche di prevaricazione e
sempre più accogliente.

Lunedì sono tornati a minacciare il presidio con coltelli, ma sono stati respinti dal gran numero di persone e costretti a scappare lanciandoci codardamente bottiglie contro.

Nel frattempo Polizia di Stato e Digos osservavano da lontano, cercando di cogliere l’occasione per assestare ennesime denunce ai compagni, favoreggiando così gli spacciatori.

Tutto questo è frutto delle politiche securitarie dell’amministrazi

one comunale e statale, che tende a militarizzare sempre più le piazze e spostare i problemi laddove si vedono meno.

Da oggi inauguriamo lo stato di agitazione anti-spaccio, perché solo presidiando fisicamente lo spazio riempiendolo di iniziative e persone, possiamo riappropriarcene rendendolo nuovamente accogliente e sicuro.

La Polveriera resiste…e rilancia!

Continuano tutte le attività che da anni la animano,
con più entusiasmo di prima.

Raggiungici, costruiamo insieme la libertà negli spazi!

CAMBIAMO IL VENTO IN SAN LORENZO!

RIAPPROPRIAMOCI DEL NOSTRO QUARTIERE!

 

4 maggio: Reclaim the Streets: violiamo l’ordinanza, riprendiamoci le strade

“L’esperienza nei territori ha evidenziato l’esigenza di intervenire con mezzi ulteriori ogni qual volta emerga la necessità di un’azione di sistematico ‘disturbo’ di talune condotte delittuose che destano nella popolazione un crescente allarme sociale, laddove l’obiettivo della sicurezza non sia già stato perseguito si può giustificare il ricorso ai poteri di ordinanza, funzionali a potenziare l’azione di contrasto al radicamento di fenomenologie di illegalità e di degrado”.

Così recita un pezzo dell’ultima circolare che il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha inviato ai prefetti, invitandoli de facto a sostituirsi ai sindaci nel governo delle città. Una simile iniziativa solleva un’infinità di questioni: alcune, quelle di carattere costituzionale e legale, sono problematiche, ma ci interessano poco. Sappiamo bene come la legalità si riconduca sempre alla questione del potere e di chi lo esercita; altre, quelle politiche, richiamano subito tutta la nostra attenzione. Cosa significa che una città possa essere governata da un poliziotto? Quanto è preoccupante che si proibisca l’accesso a intere zone della città dietro l’indicazione arbitraria delle forze di polizie (cosa altro sono le denunce non ancora arrivate in giudicato)?
Il veloce cambio di paradigma che il governo a trazione leghista sta provando ad attuare è sempre più evidente. L’aumento dei poteri polizieschi si accompagna alla penalizzazione dei reati comuni, alla costruzione di nuovi carceri amministrativi, alla messa al bando di intere classe sociali, alla possibilità di armarsi per la classe dei proprietari. Si punta a fare di ogni cittadino uno sbirro, di ogni povero un criminale. A Firenze, dove per la natura turistica della città il tessuto di estrazione del valore si interseca inevitabilmente con lo spazio urbano, ancora una volta queste cose le vediamo prima. Fermare questo violento attacco alle nostre forme di vita è necessario se non vogliamo trovarci a soffocare. E ancora una volta le strade per la decostruzione di un divieto passano prima di tutto dall’insubordinazione collettiva.

SABATO 4 MAGGIO

ORE 16.00, PIAZZA SAN LORENZO. INFRANGIAMO IL DIVIETO ATTRAVERSANDO LE STRADE CHE CI VOGLIONO VIETARE. CON LA GIOIA E CON LA RABBIA. CON LE GRIDA E CON LA MUSICA.

ORE 18.30, PIAZZA DEI CIOMPI. CONFRONTIAMOCI SULLE POSSIBILITA’ DI SMONTARE QUEST’ORDINANZA. CAPIAMOLA A LIVELLO TECNICO, ATTACCHIAMOLA A LIVELLO POLITICO.

Ci sono tanti modi per dire NO!

Per capire che tipo di NO vogliamo affermare il 4 Dicembre riteniamo di dover fare una premessa prospettica, così da capire perché questa contro-riforma sia così pericolosa.
Senza dare uno sguardo alla lunga parabola discendente della partecipazione popolare alla politica in questo paese, non si può ben inquadrare l’evoluzione della democrazia parlamentare italiana in un’oligarchia, che intende le elezioni come mero passaggio di investitura di un Governo.
Il malaffare diffuso nello Stato – dal livello locale al nazionale – amministrato da una classe sociale composta da politici, amministratori, affaristi ed imprenditori ha alimentato un sentimento “anti-casta” che ha sempre più allontanato i cittadini dalla cosa pubblica.
Ovviamente questa tendenza fa gioco alla nuova governance europea, che al posto della politica preferisce il dato statistico e la soluzione tecnica, che nascondono in verità l’imposizione dall’alto di scelte guidate da interessi di classe ben evidenti.
E così l’austerità ed i sacrifici sono passati anno dopo anno, pareggio di bilancio dopo spending review, come soluzioni incontestabili, nel vero senso della parola: chiunque abbia provato a contestare, sia questo licenziato, esodato, studente, cassintegrato, terremotato… è stato represso con la forza poliziesca.
Perchè questa premessa? Perchè questa riforma si iscrive nella tendenza europea di esproprio della democrazia e di demolizione di ogni corpo intermedio di partecipazione.
Per questo riteniamo importante fermare questo disegno contro la democrazia, per arginare una volontà autoritaria che aleggia in tutta Europa, non nuova ma nettamente accelerata con l’aggravarsi della crisi.
Sul Referendum in sé cosa possiamo dire se non che la sua importanza come istituto di democrazia diretta ce la insegnano le lotte politiche che hanno cambiato la faccia di questo paese nei decenni passati? Dai referendum come quello sul divorzio (’74) o sull’interruzione di gravidanza (’81), passando per quelli contro le modifiche costituzionali del governo Berlusconi nel 2006 o per il diritto all’acqua pubblica nel 2011.
Passaggi come questo mettono nero su bianco quelli che sono i rapporti di potere di uno Stato. E, ad oggi, questi sono decisamente sfavorevoli alla maggioranza della classe lavoratrice!
Allora il paese proveniva da cicli di lotte partecipati e determinati, che hanno, col Referendum, fissato delle conquiste sul piano legislativo.
Quello di oggi tratta di un passaggio paragonabile all’approvazione del Jobs Act, che non ha certo innovato il mercato del lavoro, ma ne ha fissato anzi le regole affermatisi con anni di delocalizzazioni, accordi sindacali al ribasso, deregolamentazione, assenza di controlli ed appalti selvaggi. Ciò che ha portato il Jobs Act altro non è che l’impossibilità per i lavoratori vittima di abusi di appellarsi al potere giudiziario.
Ma l’importanza politica di questo referendum è Renzi stesso ad avercelo dimostrato: il calo della fiducia popolare nella classe dirigente ha rivolto l’aut aut di Renzi (“o passa la riforma o mi ritiro”) contro sé stesso, costringendolo alla retromarcia, così oggi si rimangia la promessa.
Ma noi… cavalchiamo l’onda! Sia per un successo del NO alle urne ma soprattutto affinché questo rifiuto sia qualcosa di più, affinché sia un NO costituente!
Come dicevamo sopra questa riforma disegna un impianto istituzionale funzionale alla nuova governance della crisi, una crisi configuratasi oramai come stasi, in quanto dopo anni di neutralizzazione della politica e di assoggettamento della società tramite il giogo del debito, una nuova fase va aprendosi.
Il potere in questa nuova fase si sta armando di tutti i mezzi necessari per portare avanti le politiche di lacrime e sangue, noi dobbiamo organizzarci come soggettività sociale ampia, che comprenda tutti coloro i quali di queste politiche sono stati vittime, una soggettività che dicendo NO affermi i propri valori dal basso.
E allora se ne abbiamo abbastanza di Renzi e del PD, con questo Referendum vogliamo imporre che almeno una delle promesse del Presidente del Consiglio venga mantenuta: CON LA VITTORIA DEL NO, DOVRA’ DIMETTERSI!
Ci sono tanti modi di dire NO: il nostro non sarà un NO per la conservazione -come avviene per molti “agitatori” di forza italia o anche peggio, presenti troppo spesso in tv, ma in realtà interessati solo a sostituire Renzi- è anzi certamente vero che la vera conservazione è rappresentata da questa riforma voluta da una classe dirigente che tenta di tenersi stretta il potere con le unghie e con i denti, con mezzi legali ed illegali.
IL NOSTRO NO RICHIAMA IL PROGRESSO AFFERMATO OGNI QUALVOLTA CI SI OPPONE AD UN’OPPRESSIONE: la Resistenza, le rivoluzioni, le insurrezioni contro dittature e dispotismi sono stati NO costituenti al pari dell’OXI greco per un’Europa dei popoli ed il NO alla dittatura di Pinochet in Cile.
Ma per rendere un NO costituente di una nuova fase di lotta e nuove conquiste dobbiamo impegnarci tutte e tutti, facendo informazione porta a porta, nelle piazze, quotidianamente.
Costruiamo una nuova fase politica, VOTIAMO NO E MANDIAMOLO A CASA!
Prossimo appuntamento a Sabato 5 Dicembre
h 13.00 PRANZO in Polveriera con materiale informativo
h 16.00 Ritrovo per CONTESTARE RENZI ALLA LEOPOLDA!
QUI Link a dossier “In 8 punti le ragioni del NO” di PerUnAltraCittà – Firenze
QUI Link ad approfondimento “A chi serve la governabilità” di Il Tafferuglio – Lucca
QUI Link a materiali scaricabili (volantini, manifesti…) “Il popolo dice NO” di Ex-Opg Je so pazzo – Napoli