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INCHIOSTRI RIBELLI 2019

Venerdì 20 Settembre
Csa nExt Emerson

H 22 “Lili Refrain + Othavio & il groove salvavita + La Svolta Sound System feat. Don Fiku”

Sabato 21 Settembre
Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos

Dalle H 15.00 Banchini di autoproduzioni
H16 Laboratorio artistico
H18 Presentazione con “I vermi di Rouge”
Cena e poi concerti con
Tekkaband
e dj set con El Pollo Loco (Bologna) e Kontagio Trash (Firenze)

Domenica 22 Settembre
Csa nExt Emerson

Dalle H 16.30 Matinée Hardcore con:

MooM – Israle PowerViolence
GEWOON FUCKING RAGGEN – Rotterdam PowerViolence
Double Me – Padova PowerViolence
SerpE – Firenze hc, primo concerto!
Vuoto Impero – Firenze posthc, primo concerto!

H 16.30 Presentazione “De Core” con Aladin
H16.30 Workshop di fumetti “Immagini giustapposte in una deliberata sequenza”

Venerdì 27 Settembre
La Polveriera Spazio Comune

H 15 inizio giornata live painting a cura di RibellArti
H17 presentazione del fumetto “Il gran ghetto”
18.30 “Breve storia della scena demo del c64”
H21 spettacolo di teatro a cura del Teatro Rossi Aperto
“Festa di Matrimonio della figlia del Presidente”

e a seguire Dj-set Trash con Pimpy Dj

Sabato 28 Settembre
Occupazione Corsica 81

Dalle H 15 tattoo circus

H16  Workshop a cura di RibellArti
H18 presentazione de “L’edificio occupAto” con l’autore Adriano Bk Bostik

H 21 Concerti con
—>Contrasto HC<
–>So Beast
–>Cayman the Animals
–>Latebra
–>Dragnet
–>Nido di Vespe

Domenica 29 Settembre
Occupazione Corsica 81

Dalle H 15 tattoo circus

H 16.30 presentazione del Museo Conviviale dell’Arte Ir-ritata con Nicola Valentino
https://www.museoconviviale.it/
H17.30 Assemblea antirepressiva
H19.00 Hipoppata

H21 Spettacolo teatrale con il Teatri della Viscosa “Scintilla”
Spettacolo a cura di Blanca teatro ” Itaglia”

Cara Repubblica,

È il 15 di agosto, ora di pranzo, e probabilmente Andrea Bulleri (Repubblica) sta godendosi il rituale pranzo.
Purtroppo pare che quest’anno abbia deciso di farne pagare il conto a chi – oltre che passare questo bel momento a rispondere alla sequenza di falsità superficiali da lui diffuse – da anni impiega ogni istante di tempo libero per prendersi cura di ciò su cui, per due spiccioli di De Benedetti, da due giorni getta discredito.

È scontato, come dimostrano le tempistiche da calcio mercato della crisi di governo, che l’ozio delle ferie estive riservi particolare successo a qualsiasi polemica che possa accendere le tavolate afose degli italiani.
E dunque in questi giorni ogni buona fonte commerciale di informazione tenta il successo sguinzagliando i suoi precari alla ricerca di scoop.
È così che il giornalismo può occuparsi di “denuncia”, come vanta Bulleri nei suoi articoli.
Si presume che, in una società progredita, chi lavora con le parole ne conosca a fondo il significato, dunque il prode informatore non deve aver scelto a caso un termine indicante il riferire ad autorità competenti fatti che possano essere perseguiti.
Ora, vivendo la contemporaneità, possiamo immaginare che l’autorità competente cui il giornalista si appella altro non sia che la tavolata del suo Ferragosto; altrimenti non si spiegherebbe come mai, per parlare di un processo che si perdura da cinque anni, abbia scelto l’unico momento in cui sia le istituzioni che gli abitanti del luogo sono assenti.

In effetti a noi studenti insegnavano come il giornalismo di qualità si occupasse di inchiesta, ovvero del tentativo di determinare in modo oggettivo lo stato dei fatti ed informarne i lettori.
Ma non è certo questo il termine che si possa apporre all’accozzaglia di parole uscita in due puntate fra ieri e oggi su “la Repubblica Firenze”, giustamente catalogata come cronaca.
Non dovremmo, forse, biasimare il povero cronista che, recatosi sul luogo ne ha raccontato il poco che potesse trovarvi in una giornata centrale di Agosto. È evidente d’altra parte che in quanto persona poco informata sui fatti sarebbe stato più corretto da parte sua occuparsi di raccontare solo ciò che aveva potuto incontrare nel breve sopralluogo di ieri e non esporsi a voler riportare all’intera città processi di lunga durata, con una quantità impressionante di imprecisioni ed errori spesso verificabili con una semplice ricerca via Google.

Non saremo noi, proprio oggi e con un post sui social, a mettere le pezze allo stato in cui versa il giornalismo italiano e nemmeno possiamo permetterci di semplificare la realtà in quattro parole come fanno gli articoli di Repubblica.
La realtà, per quanto lo si possa negare, è un fenomeno estremamente complesso e chi vi agisce concretamente sa come, per descrivere fenomeni sociali, sia necessario un imponente lavoro di analisi delle dinamiche e della loro interazione con il contesto.
Occuparci di rendere disponibile una documentazione accurata di ciò (in aggiunta a quella già disponibile a chiunque nella sezione “documenti” di questo sito) sarà un ulteriore impegno, come sempre volontario e gratuito, che ci assumeremo per poter rendere leggibile quanto accade anche a chi non abbia voglia o tempo di conoscere direttamente l’argomento attraverso la presenza e l’attività dentro e fuori le mura di Sant’Apollonia.

Basti far notare ai lettori una serie indefinita di imprecisioni a cui qui si può fare solo breve cenno.
Ad esempio: la Polveriera nasce nel 2014, come scritto sul blog e sugli altri media disponibili, dunque salvo stranezze matematiche esiste da cinque anni e non due come si legge nell’articolo.
La fonte utilizzata dal reporter dovrebbe ben ricordare tale tempistica, se non altro perché da quella data l’intero DSU ha abdicato ai compiti per cui viene finanziato, come quello di mantenere pulito lo spazio. È abbastanza riprovevole, dopo cinque anni in cui studenti e lavoratori, finiti i propri doveri quotidiani, si occupano di pulire un loggiato cosparso di sporcizia, che siano gli stessi “lavativi” pagati per farlo a denunciarne l’inefficienza. Allo stesso modo verrebbe da chiedersi come mai il loggiato sia stato lasciato nell’oscurità più totale, tanto da spingerci a installare una nostra illuminazione esterna, proprio mentre nel Paese infuria il securitarismo.

Non è nemmeno necessario riferirsi a un tecnico specializzato per immaginare che i contatori di tale illuminazione siano gestiti, anche in questo caso, dalle autorità di cui quei dipendenti fanno parte.
Ad un professionista non dovrebbe risultare difficile nemmeno approfondire le origini di questa strana incongruenza di date e verificare cosa sia effettivamente cambiato nel corso degli ultimi due anni. È presto detto che tale spartiacque coincide esattamente con la chiusura tramite cancello del chiostro di Sant’Apollonia, fortemente osteggiata dalla Polveriera stessa. In quell’occasione uno dei pochi spazi verdi accessibili ad abitanti e studenti venne chiuso ad uso esclusivo delle fondazioni regionali, e la motivazione presentata fu la presenza nello spazio di fenomeni legati allo spaccio e all’uso di droghe. I “proprietari” del plesso pensarono dunque che una buona soluzione fosse chiudere il chiostro riversando la marginalità nel loggiato superiore. È questo uno scaricabarile ormai noto a tutti, per cui invece di affrontare il fatto che la turistificazione galoppante stia circondando il quartiere e riversandone la marginalità nello spazio protetto di Santa Apollonia, si preferisce lavarsene le mani scaricando il problema su qualcun altro. In questo caso le fondazioni lo delegarono al DSU che gestisce il piano superiore, il quale a sua volta pensò bene di fare altrettanto nei confronti dello spazio autogestito.
L’unico inceppo in questa catena di ignavia è stato l’approccio responsabile della Polveriera, che invece di volersi accanire sui più deboli ha tentato con tutte le energie di costruire percorsi che potessero andare a incidere sulla situazione. È così che l’assemblea ha collaborato innumerevoli volte con la cooperativa CAT, che si occupa anche per il comune di riduzione del danno, è così che i bagni della mensa sono stati vigilati sino a notte per evitare il consumo di eroina e che sono stati da noi sistemati con pannellature (nb di legno a vista, non cartongesso) per evitare che i consumatori potessero accedere a locali abbandonati, dove eventualmente morire di overdose.
Ma soprattutto è così che giorno dopo giorno chi ha vissuto questi spazi si è occupato di conoscere una ad una le persone che li frequentavano, di risolverne i conflitti, di allontanare i ragazzi dagli spacciatori con corsi di musica o quant’altro fosse possibile. Perché ad abitare il loggiato non sono “sbandati” ma persone, molte delle quali dovrebbero coincidere con i giovani che sono “il nostro futuro” come ripete il mantra dei repubblichini. Bene, quel futuro è lasciato davanti al degrado assoluto che non riguarda i muri di Sant’Apollonia ma la società tutta, le sue istituzioni e il loro futuro, in grado solo di spingere i propri figli verso droga e marginalità, per poi lavarsi la coscienza con la repressione poliziesca.

Si potrebbe continuare così, parola per parola, a parafrasare l’intera opera ma non riteniamo che questo possa giovare a nessuno. Basti sapere che se Bulleri volesse comporre qualcosa di degnamente giornalistico avrebbe tutta la nostra disponibilità a fornire interviste e informazioni, come ogni controparte dovrebbe poter fare.
Come nota ironica vogliamo anche ricordare che, a onor del vero, lo stesso giornalista ha già intervistato membri della Polveriera, che in quel caso erano presentati in forma angelica per stare portando progetti di solidarietà sanitaria in Siria. Quei progetti che vengono costruiti in spazi come il nostro non possono però esserne scissi quando il Ferragosto impone un tono più scandalistico. Ma soprattutto questo fa capire come il giornalista non avesse alcun impedimento ad alzare la cornetta e parlare con i diretti interessati.

Ovviamente ciò che preoccupa non sono due pagine sul giornale locale che, per quanto il cronista possa ritenere rilevanti, non hanno avviato il processo partecipato di Sant’Apollonia già in elaborazione da anni con bandi e tavoli fra Regione e Polveriera.
Ciò che realmente desta preoccupazione è come il quarto potere si occupi anche in questo caso di fare alzare il vespaio dell’opinione pubblica salviniana per spingere a interventi repressivi proprio all’avvicinarsi della campagna elettorale.
Noi non è a questo che ci dedichiamo, non siamo né seminatori d’odio né raccoglitori di consensi, siamo qui per agire in prima persona sulla realtà che viviamo e costruirne assieme una migliore.
A chi invoca l’intervento armato, la repressione e la chiusura daremo risposta solo con la difesa di quanto abbiamo fatto sin qui e soprattutto delle modalità con cui ciò è stato reso possibile.
A chi pretende il Napalm sociale della repressione continueremo a rispondere con la nostra opera di giardinaggio quotidiano, con la certezza che alla fine loro saranno soli fra le ceneri mentre noi raccoglieremo frutti.La Polveriera Spazio Comune
Firenze, lì 15/08/2019
La Polveriera Spazio Comune

 

PS-Ringraziamo per la solidarietà i compagni di Potere al Popolo, che vivono e conoscono gli spazi del centro. Come dimostra l’impegno a rispondere alle accuse lanciateci contro (QUI), la Polveriera non è una realtà sconosciuta dietro un portone chiuso, ma parte integrante di una Firenze che resiste e che non potrà essere liquidata come cronaca estiva.

Teatro necessario – la Polveriera Spazio Comune, 8-9 giugno

Due giorni dedicati al teatro in Polveriera. Un appuntamento dove i partecipanti condivideranno i loro percorsi e i loro lavori, al di là di circuiti commerciali o patrocinati, ponendo il teatro come mezzo comune e necessario per svelarsi e rivelarsi, per specchiarsi e scoprirsi attori sociali.

17.30 – Incontro di apertura “Teatro, società e socialità: esperienze a confronto”, relazionano gli ospiti del festival.
19.00 – “Rituale dei Misteri – Voci da Dafne”, Daniela Tamborino, musica di Claudio Ingletti.
20.15 – “ Su questa terra”, Teatro contadino libertario.
21.15 – “Edipo Re”, Laboratorio Teatrale La Polveriera.

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18.00 – “Edipo Re”, Laboratorio Teatrale La Polveriera.
20.15 – “Il pane e le rose”, Altroteatro – Associazione culturale Firenze.
21.15 – “Commedia necessaria”, Underwear Theatre.

L’ingresso al festival è libero e gratuito. Durante l’evento sarà disponibile un’apericena e l’angolo bar.

LaPolveriera SpazioComune
via santa Reparata 12/r, Firenze

La Polveriera è uno spazio comune, autogestito e no profit.
La Polveriera è uno spazio antisessista, antirazzista e antifascista.

—-Violenza, mafia e profitto in sant’Apollonia: diciamo basta!—-

Violenza, mafia e profitto in Sant’Apollonia: diciamo basta!

Stato d’agitazione anti-spaccio.

Dopo l’ultima provocazione, in cui due persone sono state aggredite per aver cercato di allontanare degli spacciatori da Sant’Apollonia,
abbiamo deciso di reagire.

Questa “banda” passa le sue giornate nel loggiato del chiostro provocando, minacciando e molestando chiunque passi loro davanti,
non di rado mostrando coltelli.

L’ultima è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: non siamo più disposti a subire la loro violenza e non siamo più disposti ad essere associati a tutto questo, non siamo più disposti a lasciare la narrazione di quanto accade nel chiostro di Sant’Apollonia a persone che non lo vivono.

Per questo abbiamo deciso di iniziare un presidio popolare permanente per impedire l’accesso al posto a questi soggetti,
per difendere uno spazio che vogliamo sia di tutte e tutti.

Da giorni il loggiato è sicuro da dinamiche di prevaricazione e
sempre più accogliente.

Lunedì sono tornati a minacciare il presidio con coltelli, ma sono stati respinti dal gran numero di persone e costretti a scappare lanciandoci codardamente bottiglie contro.

Nel frattempo Polizia di Stato e Digos osservavano da lontano, cercando di cogliere l’occasione per assestare ennesime denunce ai compagni, favoreggiando così gli spacciatori.

Tutto questo è frutto delle politiche securitarie dell’amministrazi

one comunale e statale, che tende a militarizzare sempre più le piazze e spostare i problemi laddove si vedono meno.

Da oggi inauguriamo lo stato di agitazione anti-spaccio, perché solo presidiando fisicamente lo spazio riempiendolo di iniziative e persone, possiamo riappropriarcene rendendolo nuovamente accogliente e sicuro.

La Polveriera resiste…e rilancia!

Continuano tutte le attività che da anni la animano,
con più entusiasmo di prima.

Raggiungici, costruiamo insieme la libertà negli spazi!

CAMBIAMO IL VENTO IN SAN LORENZO!

RIAPPROPRIAMOCI DEL NOSTRO QUARTIERE!

 

4 maggio: Reclaim the Streets: violiamo l’ordinanza, riprendiamoci le strade

“L’esperienza nei territori ha evidenziato l’esigenza di intervenire con mezzi ulteriori ogni qual volta emerga la necessità di un’azione di sistematico ‘disturbo’ di talune condotte delittuose che destano nella popolazione un crescente allarme sociale, laddove l’obiettivo della sicurezza non sia già stato perseguito si può giustificare il ricorso ai poteri di ordinanza, funzionali a potenziare l’azione di contrasto al radicamento di fenomenologie di illegalità e di degrado”.

Così recita un pezzo dell’ultima circolare che il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha inviato ai prefetti, invitandoli de facto a sostituirsi ai sindaci nel governo delle città. Una simile iniziativa solleva un’infinità di questioni: alcune, quelle di carattere costituzionale e legale, sono problematiche, ma ci interessano poco. Sappiamo bene come la legalità si riconduca sempre alla questione del potere e di chi lo esercita; altre, quelle politiche, richiamano subito tutta la nostra attenzione. Cosa significa che una città possa essere governata da un poliziotto? Quanto è preoccupante che si proibisca l’accesso a intere zone della città dietro l’indicazione arbitraria delle forze di polizie (cosa altro sono le denunce non ancora arrivate in giudicato)?
Il veloce cambio di paradigma che il governo a trazione leghista sta provando ad attuare è sempre più evidente. L’aumento dei poteri polizieschi si accompagna alla penalizzazione dei reati comuni, alla costruzione di nuovi carceri amministrativi, alla messa al bando di intere classe sociali, alla possibilità di armarsi per la classe dei proprietari. Si punta a fare di ogni cittadino uno sbirro, di ogni povero un criminale. A Firenze, dove per la natura turistica della città il tessuto di estrazione del valore si interseca inevitabilmente con lo spazio urbano, ancora una volta queste cose le vediamo prima. Fermare questo violento attacco alle nostre forme di vita è necessario se non vogliamo trovarci a soffocare. E ancora una volta le strade per la decostruzione di un divieto passano prima di tutto dall’insubordinazione collettiva.

SABATO 4 MAGGIO

ORE 16.00, PIAZZA SAN LORENZO. INFRANGIAMO IL DIVIETO ATTRAVERSANDO LE STRADE CHE CI VOGLIONO VIETARE. CON LA GIOIA E CON LA RABBIA. CON LE GRIDA E CON LA MUSICA.

ORE 18.30, PIAZZA DEI CIOMPI. CONFRONTIAMOCI SULLE POSSIBILITA’ DI SMONTARE QUEST’ORDINANZA. CAPIAMOLA A LIVELLO TECNICO, ATTACCHIAMOLA A LIVELLO POLITICO.

Il ritorno di Spartaco – crisi rivoluzionaria del bienni 1919-20

Il 4 maggio alla Polveriera Spazio Comune, in via Santa Reparata 12/r Firenze, ci sarà una giornata di approfondimento storico sulla crisi rivoluzionaria del biennio ’19-’20 in Italia, di cui ricorre il centenario. Dalle 14 alle 20 si potranno ascoltare 6 relazioni su argomenti specifici di quel biennio, coordinate dagli interventi di Martina Guerrini. Parleranno Roberto Bianchi autore di vari saggi sulla storia del movimento operaio e in particolare sui burrascosi avvenimenti del 1919, Andrea Ventura Direttore dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’età contemporanea in Provincia di Lucca, Marco Rossi studioso dell’arditismo, Giorgio Sacchetti docente universitario di Storia Contemporanea, Massimo Varengo delle Edizioni Zero in Condotta e Claudio Strambi  autore di uno studio sulla figura di Camillo Berneri nel biennio ’19-’20. Sarà dato un congruo spazio al dibattito, ai chiarimenti, alle opinioni o curiosità del pubblico.
Seguirà alle ore 20 Cena Sociale e poi dalle ore 21,30 musica dal vivo fino a chiusura.
Il programma preciso nella locandina.

Black Powder Keg – Autofinanziamento Palestra 13/4

Sabato 13 Aprile dalle 19 alle 24 inauguriamo la nuova sala polivalente palestra Oblò con una serata interamente dedicata a performances e live set. Rivendichiamo lo spazio ricreando un’atmosfera carica di sonorità oscure e coreografie ieratiche.

Aperitivo dalle 19

19.00 DPK 800 dj set
21.00 Vanessa Davini Perfomance IL GOLGOTA + EROB
22.00 Golden Heir Sun performance + sounds
23.00 Vespertina live

19.00
DPK 800 è un instancabile consumatore di musica elettronica: poliedrico, eterogeneo, si sfama attraverso i suoi set tra grime, hd music, southern hip-hop e hardcore; rappresentando questa generazione. In seguito alla sua ricerca ossessiva di nuova musica, in ogni angolo di Internet, è chiamato SpotiPhase.
https://www.mixcloud.com/DPK800/

21.00
VANESSA DAVINI
IL GOLGOTA
Perfomance

La perfomer Vanessa Davini insieme ai suoi modelli offrirà spettacolo di live bondage coinvolgendo il pubblico nell’installazione
IL GOLGOTA è un’installazione relazionale, un fil rouge di corpi che si uniscono nel dolore tra martiri e carnefici iconici nell’iconografia biblica. La tragedia che purifica i nostri corpi e li testimonia.
Il Golgota rappresenta il luogo di esecuzione della pena capitale della crocifissione. Durante la performance i soggetti si auto-proietteranno nello spettatore creando un contesto condiviso che genera una coscienza comune, nessuna divisione dello spazio interpersonale, solo corpi e una sola materia anti-strutturale.
Un’installazione di corde e equilibri.
La nostra deposizione , il nostro calvario e la nostra resurrezione.
Il pubblico verrà coinvolto nella perfomance nel rispetto degli artisti e dello spettatore.
www.facebook.com/vanessadaviniarts/

INTERVALLO SHOWCASE CORSO TESSUTI PALESTRA OBLO’

22.00
GOLDEN HEIR SUN + GIULIA CHI

In esclusiva per la Polveriera, il chitarrista della band post metal veronese WOWS, sotto il nome di Golden Heir Sun, si esibirà insieme alla danzatrice fiorentina Giulia Chi.
I due creeranno un’atmosfera intensa, meditativa e malinconica in uno spettacolo che intreccerà le due arti della musica e della danza.
La musica è totalmente inedita resa con l’utilizzo di chitarra elettricae voce loopati dal vivo, la danza è stata costruita appositamente per i brani proposti ed alternerà momenti coreografici e momenti di improvvisazione.

23.00
VESPERTINA live
Vespertina è lo pseudonimo di Lucrezia Peppicelli, cantautrice perugina sognante e fosca, già attiva nel gruppo grunge/shoegaze Vivienne the Witch, che dal 2013 gioca con la sua lingua natale, crean- do brani per curare le ferite del cuore.
Un amico cordiale ha descritto le sue composizioni come “melodie funeree”, canti dalle venature pop che raccontano un romanticismo luttuoso.
Tra le svariate date da lei compiute, ha dato supporto a King Dude, Kaki King, Jessica Moss, Nordra, Lili Refrain, Bologna Violenta, oltre ad aver partecipato a molti festival underground italiani.
Nel dicembre 2014 esce il suo primo singolo, Émeraude, compreso nella compilation di band umbre Humus, curata dall’associazione musicale perugina.
Il 22 settembre 2017 esce per le etichette Dio Drone, Dischi Bervisti e Toten Schwan Records il primo ep “Glossolalia”, registrato presso lo studio LRS Factory di Roma sotto la supervisione di Lorenzo Stecconi (Lento) e anticipato dal singolo “Nuova York”, diretto dal maestro Francesco Ciavaglioli tra chiese in rovina e Wunderkammer spettrali.

IN POLVERIERA NON SI SPACCIA E NON SI FA PROFITTO

La Polveriera Spaziocomune Via Santa Reparata 12r, Firenze.

Assemblea contro gli sgomberi (giovedì 16)

Un mese fa ci siamo riuniti per fare fronte alla minaccia di sgombero calata sugli spazi autogestiti della Polveriera Spazio Comune.
È stata un’occasione importante e sicuramente emozionante trovarsi così tanti, singoli e collettivi, uniti e pronti ad agire per una resistenza comune.
Oggi ancora più di allora si delinea un quadro tetro per l’intera città. Da ora tutti gli spazi liberati di Firenze si trovano sotto sgombero; sono minacciati i centri sociali, nostre possibilità di aggregazione e realizzazione di vite alternative nella plasticosa città usa e getta di Nardella e della turistificazione. Sono minacciati gli spazi di agricoltura contadina come le palestre popolari. Sono centinaia le persone che abitano in occupazione e rischiano di trovarsi in strada a causa delle politiche oppressive che ci vedono tutti come nemici.

Tutti e tutte noi sappiamo sotto quanti fronti le nostre vite sono aggredite dalle pratiche predatorie del neoliberismo e ora più che mai da un’ideologia di stato che vuole cancellare ogni forma di diversità. Sappiamo che ogni forma di oppressione è una ferita per tutti, che su ogni fronte di attacco c’è chi lotta e resiste. Sappiamo anche che in questo siamo parte della stessa lotta, della stessa resistenza alla barbarie di intolleranza e fascismo che vuole vederci rinchiusi in vite grigie per uno stupido gioco di ignoranza e potere.
Davanti alle minacce che colpiscono gli spazi autogestiti, i migranti, le donne, i lavoratori, le nostre stesse piazze e la nostra quotidianità non vediamo altra via che ritrovare nell’atomizzazione delle lotte quel fronte unitario che ci vede ogni giorno difendere valori e pratiche comuni.
Non si tratta di sovrapposizioni o macchinose organizzazioni ma di ricucire quella rete smagliata da anni di arretramenti e defezioni ma anche arricchita in esperienze e nuovi soggetti conflittuali.

Ritrovarsi, dunque, per dare forza ad ogni lotta, costruire un percorso comune che partendo dalla necessità di azione possa costruire una prassi condivisa, che garantisca autonomia nell’agire e unità d’intenti.
Come farlo è ciò che ci porta nuovamente a riunirci questo giovedì 17.
Si è parlato di valorizzare ciò che già esiste, portarlo per la città, farci sentire e farci vedere. Si è parlato di trovare un linguaggio che possa mostrare questa unità, di come comunicarla, di come realizzarla in momenti focali. Ora questo percorso deve realmente assumere il ruolo che si è proposto di seguire, essere realmente luogo di incontro e di autorganizzazione, il nemico è alle porte e nessuno può rimanere solo.

Per questo invitiamo nuovamente questo giovedì 17 alle ore 19 tutti e tutte a ritrovarci presso la Polveriera per costruire insieme la resistenza di Firenze all’assalto repressivo e securitario che investe le nostre vite.

Contro ogni delega, contro ogni autorità
In difesa della Polveriera
In difesa di ogni autogestione