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Il Festival è finito, Viva il Festival!

Ed eccoci a tirare il fiato e a fare le somme, per il quinto anno consecutivo, dopo il Festival della lettura sociale.
Tra le molte novità che abbiamo proposto certamente ce nè una che ha avuto un ruolo di primo piano ed è semplicemente il luogo nel quale si è svolta la tre giorni: il chiostro della Badessa. Bellissimo chiostro seicentesco, chiuso al pubblico più di tre anni fa, privatizzato e affittato, sottratto alla città e al quartiere per miopi politiche di deresponsabilizzazione direttamente collegabili all’Assessorato Regionale alla Cultura e più in generale all’amministrazione regionale. Non è certo questo il momento per portare all’attenzione l’incopetenza delle istituzioni nella gestione del patrimonio pubblico, chi volesse approfondire la questione può facilmente trovare maggiori informazione sul sito della Polveriera, ma sicuramente è il momento di ribadire ancora una volta che l’antidoto all’incuria e all’abbandono causata dai dinosauri incartapecoriti e burocratizzati è – e rimane sempre – l’AUTOGESTIONE, e la tre giorni appena passata ne è la dimostrazione.
Questo comunicato vorrebbe essere un ringraziamento, ma non è semplice, visto che non ci riconosciamo in persone singole bensì in un’entità fluida e collettiva e che la riuscita di tale evento è frutto dell’impegno e della creatività di tantissime persone: da chi ha scritto i libri presentati a chi ha allestito lo spazio, a chi ha dato una mano a smontare il palco o a tirare un cavo… Insomma, se volessimo ringraziare qualcuno o qualcosa dovremmo ancora rendere lode alle pratiche che faticosamente, tra mille ostacoli e imprevisti, cerchiamo di portare avanti.
Ok, siamo molto generici e per chi non si accontenta proviamo a scendere più nel particolare.
Ringraziamo innanzitutto le case editrici che da cinque anni sostengono l’iniziativa proponendo testi di altissima qualità e che vengono ogni anno cariche di entusiasmo a presentare e discutere temi senza richiedere e ricevere in cambio vil denaro.
Ringraziamo le riviste e i collettivi della città che hanno riempito il loggiato con distro e banchini pieni di fantastiche idee messe su carta.
Ringraziamo chi si è avvicinato e ha partecipato ai dibattiti contribuendo al processo culturale per eccellenza, dato dalla mescolanza spontanea di idee e pensieri.
Ringraziamo chi ha tenuto gli spettacoli serali che hanno dato un’aura poetica e a tratti mitologica a un’ambiente che già di per sé lascia con il fiato sospeso. 
Ringraziamo le persone del quartire che si sono avvicinate e che hanno avuto modo, alcune per la prima volta, di assaporare uno spazio della città vicino ma fino ad allora sconosciuto.
Ringraziamo la dirigenza dell’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio, ente che gestisce il complesso di Sant’apollonia, per aver fatto di tutto, ancora una volta, per mettere i bastoni tra le ruote a persone coscienziose che sposano la pratica della libera associazione.
Ringraziamo il tempo che non è stato poi così clemente e dunque deviamo i ringraziamenti a chi ha progettato il chiostro, facendoci costruire degli ampi loggiati sostenuti da ampie volte che hanno portato riparo a persone e libri.
Come vedete non è facile né forse possibile ringraziare qualcun* in un evento che riesce ogni anno a irrompere sulla scena culturale fiorentina solo grazie alla collaborazione tra menti e corpi libere e dunque vi dovrete accontentare di queste generiche parole. 
Una cosa, però, ci teniamo a dirla: per noi il Festival della letteratura sociale è una boccata d’aria fresca che ci riempie mente e spirito, ci riattiva i muscoli affaticati da una realtà oppressiva e priva di sbocchi, permettendoci di affrontare il futuro con una buona dose di speranza infusa proprio dalle parole e dai pensieri che escono dalla bocca e dagli occhi di chi ha attraversato il chiostro durante i tre giorni, ci fa venire voglia di metterci al lavoro per la prossima edizione che proviamo a immaginare ancora più ricca, appassionante e coinvolgente.
Il Festival di letteratura non ha fruitor* o organizzator*, ma solo partecipant* attiv*. Segui la preparazione del festival con le assemblee pubbliche, organizzati, partecipa, lotta.
A prestissimo
La comunità che organizza il Festival

La Polveriera al tempo del colera (segui il Wombat!)

La Polveriera è chiusa ma non si ferma. Siamo collegati su RadioWombat!

Radio Wombat si riorganizza e allestisce un palinsesto speciale per affrontare insieme questi giorni. Ogni giorno alle 19 in diretta dalle tane dei wombat di tutta Firenze!
(e in replica il giorno dopo alle 7.30 e alle 12.30). E nel resto del giorno i contributi che ci state mandando dalle vostre di tane: informazione, interviste, letture, musica.. Quel che non possiamo fare fisicamente insieme, lo faremo in radio!

Per interagire col wombat durante le dirette: DirettaWombat
Lasciaci un messaggio vocale dalla quarantena sulla Messaggeria del Wombat


– – – – – – – –  >>  [ PALINSESTO SPECIALE DELLA SETTIMANA ]  <<  – – – – – – –


 

Serata Benefit No name kitchen – Beyond the Line (6 marzo)

Venerdì 6 marzo 2020 invitiamo tutt* a LaPolveriera SpazioComune a parteciapre a questo appuntamento di raccolta fondi e materiali, che saranno portati in Serbia dai ragazz* del progetto Beyond The Line a supporto della ONG No Name Kitchen che si dedica al sostegno dei ragazz* in movimento lungo i confini dell’europa.

É quindi il giorno giusto per portare i materiali che potrebbero servire a queste persone in viaggio. Portate scatoloni!
(trovate una lista sotto delle cose necesserie, se ne avete e non le usate portatele! Se non ne avete e vi sentite di fare una donazione portatele!)

Apertura ore 18:30!

Oltre alla raccolta, é una giornata di incontro, d’informazione e per stare insieme. Ci sarà una breve introduzione al progetto, delle proiezioni e dei racconti di viaggio, poi fino a tarda sera avremo con noi Medicamentosa , Cigarilla Disonasty e Tonino3000 (Falafel Fazz Familia 4.0) + Dj set Malloppo

Accorete numerosi !!!!

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Beyond The Line é un Progetto spontaneo ed indipendete, che nasce dalla voglia di oltrepassare le linee dell’indifferenza, agendo in maniera diretta sotto molteplici forme in contesti dove sistematicamente il diritto fondamentale del libero movimento viene negato.
Nel Marzo 2020, un gruppo di 9 volontari BTL andrà a Šid, una cittadina al confine tra Serbia e Croazia, dove molti ragazzi stazionano in attesa di tentare di oltrepassare il confine Serbo – Croato. Il nostro contributo è reso possibile grazie alla presenza constante della Ong Spagnola No Name Kitchen che si occupa di garantire cibo e assistenza basica attualmente nei territori di confine di Serbia, Bosnia e Grecia. Oltre a provvedere per necessità’ immediate, NNK ha uno spettro d’azione più ampio, come spiegato nel loro sito: “Parallelamente alla copertura di bisogni primari, il progetto ha come scopo centrale quello di promuovere la solidarietà tra uguali, attraverso l’integrazione, il rispetto, l’inclusività, e il supporto reciproco. Al tempo stesso, il progetto intende porre le basi per l’empowerment dei migranti – nei limiti delle circostanze – attraverso la loro partecipazione nei compiti quotidiani, e nella loro influenza sulle decisioni prese” [libera traduzione dal sito NKK – www.nonamekitchen.org/en]

OBBIETTIVO BASE DEL PROGETTO
L’obbiettivo attuale è di supportare i migranti in transito verso l’Europa. In quanto individui ci sembra giusto contribuire per dare un aiuto a coloro che, ormai da anni, subiscono continui abusi alla loro dignità e vita, e deliberati attacchi ai loro diritti fondamentali.
I migranti subiscono costantemente la sottrazione dei propri effetti personali durante i Pushback. Spesso le loro tende, vestiti , sacchi a pelo vengono dati alle fiamme durante le operazioni illegali di polizia e squadre di locali ostili.
Con No Name Kitchen , andremo a distribuire questi beni secondo le necessitá, ma anche pasti caldi e docce organizzando i compiti quotidiani cercando il piu possibile di innescare una partecipazione condivisa fra migranti e volontari.

ATTIVITA SVOLTE A ŠID
A Šid 9 volontari supporteranno NNK nello svolgimento delle attività quotidiane, qualora le circostanze lo permetteranno.
Le attività’ includono:
– distribuzione di pasti caldi
– distribuzione di vestiti e beni di prima necessita
– organizzazione di docce 3 volte a settimana
– supporto morale e psicologico attraverso giochi e socialità
– registrazione di ferite e danni fisici, subiti per violenza o incidenti
**I pasti vengono cucinati insieme – quando possibile – dai volontari e i migranti.

Siamo apert@ a qualsiasi forma di supporto possa essere fornita al progetto Beyond The Line, che é in continua evoluzione e sperimentazione, sotto forma di concessione o di collaborazione in uno spazio dove svolgere attività informative, di raccolta fondi e di materiali. Ci auguriamo che l’avviarsi di questo progetto sia il seme per creare nuove collaborazioni e connessioni per contrastare i conflitti sociali e creare nuovi paesaggi umani.

Verso Lo Sciopero Dei E Dai Generi – 21/02

VERSO L’8/9 MARZO :

H 18.00 APERITIVO (SI TUTTO VEGAN)
Autofinanziamento giornate 8/9 marzo!

h 19.30 :
LA PRIMA VOLTA FU RIVOLTA, MA NON ERA MICA LA PRIMA
Monologo e rabbia Frocia :
QUESTA NON E UNA STORIA D’AMORE.
Il primo pride fu rivolta, lo dicono tuttx, se lo ricordano tuttx, anche 51 anni dopo. Ma fu una rivolta, nel vero senso della parola. Una rivolta, con cassonetti in fiamme, vetrine sfasciate, molotov contro la polizia, i locali gay dati alle fiamme insieme alle botique di lusso.
La prima volta fu rivolta, ma se non fosse stata la prima volta? E neanche l’ultima?
La narrazione della storia della liberazione LGBTQIA+ è troppo condita di amore, arcobaleni, quasi come se quel minimo di libertà fosse cascata dal cielo. Invece quella libertà è stata presa, con le unghie e i tacchi a spillo, con mattoni sulla polizia.
La damnatio memoriae della storia eteropatriarcale ci ha relegato al ruolo di silenziose vittime, lasciandoci qualche giorno di giugno dove potersi riprendere un minimo di spazio, un’ora d’aria che non duri neanche troppo, o non viene più permesso.
Eppure la fuxia primavera è iniziata ben prima del ‘69, ed è andata ben oltre quei giorni.

Non è un racconto di amore, né di matrimonio, ma di rabbia, di gioia sulle barricate, di rapine e di sassaiole.
Questa è un’altra idea di narrazione della rabbia queer, espressa in tutte le sue forme, senza esaltazione di idoli o romanticismo, di pari passo con la violenza e l’attacco quotidiano che subiamo dall’alba della storia.

Essere frocx e violare la legge è sempre stata una necessità. Persone da sempre illegalx non possono che abbracciare l’illegalità di massa per sopravvivere, ma anche per attaccare un regime dopo l’altro, nel corso del tempo.

Cos’è il queer? E’ una vetrina sfondata, è una diserzione durante la leva, un buco col trapano in un bagno pubblico.
Queer è una rapina in banca, è un esplosione negli archivi dei nazisti, una resistenza quotidiana.

Queer è rabbia, è resistenza.

Queer è rabbia gioiosa di chi ha gridato basta al ruolo di vittima impassibile, ma anche di chi non è riuscitx a farlo. Di chi ha deciso di attaccare, e non solo difendersi, un mondo che mai ci ha voluto e mai ci vorrà!

La rivolta Queer non è una storia d’amore, ma di sesso sfrenato su una camionetta incendiata!
Questa non è una storia d’amore, ma una storia di delinquenza!

A seguire dj set con ****MODER*** !

RICAVATO DELLA SERATA BENEFIT SPESE LEGALI DELL* COLPIT* DAI FOGLI DI VIA!

NO MOLESTI, NO AMICI DELLE GUARDIE, NO SESSISTI, NO OMOTRANSLESBOBITUTTOFOBICI!

Corso di danza contemporanea

Un corso che aiuterà a rendere il corpo uno strumento di comunicazione consapevole attraverso diversi approcci di alcuni filoni di danza contemporanea, partendo da una ricerca sui blocchi e sulle problematiche individuali per arrivare a costruire un linguaggio condiviso di espressione attraverso la coreografia.

Ogni venerdì alle ore 16, naturalmente gratuito.

 

Laboratorio di Teatro “POST WORK” – 10 dicembre

MARTEDì 10 DICEMBRE – Presentazione e primo incontro del LABORATORIO “POST WORK”

Il laboratorio “Post Work” ha l’obbiettivo di unire le persone attraverso il teatro.
Vediamo nella Polveriera uno spazio di ricerca da difendere e curare, dove denunciare, lottare e sorridere!
Il progetto si rivolge a chiunque senta ancora il bisogno di dire qualcosa, di dire la sua.

Per qualsiasi info scrivere a:
Laboratoriopostwork@insiberia.net

 

 

Presentazione UFOCICLISMO! (D Editore) di Cobol Pongide – 21 novembre

🚀 Ufociclismo, per riappropriarsi degli spazi attraverso l’uso della bicicletta 🚀
GIOVEDì 21 NOVEMBRE dalle ore 17

“L’acronimo UFO può essere fuorviante, ma non vi preoccupate: l’Ufociclismo non ha niente a che fare con alieni, guerre interstellari e astronavi. L’UFO a cui questo libro è interessato riguarda ciò che, volente o nolente, si sottrae al controllo, all’identificazione, alle classificazioni della società e del capitalismo; in altre parole, ciò che costituisce un’alterità rispetto a una catena esperienziale inanellata da déjà-vu.
Lo spazio che attraversiamo e in cui viviamo è malleabile, permutabile, reinterpretabile, nonostante cartelli stradali, zone rosse e navigatori satellitari ci raccontino un’altra storia. Il ciclista urbano, che col tempo ha disegnato i suoi percorsi preferenziali, sa di cosa stiamo parlando.
Ufociclismo nasce come forma di resistenza attiva al modello urbano della città fortezza e della città esplicita, offrendo strumenti per descrivere, condividere e valorizzare la pratica spontanea dell’esplorazione e della ridefinizione del territorio, per deaddomesticarsi dalle distopiche atmosfere quotidiane e per predisporsi a strani ed extra-atmosferici incontri.”

👉 GIOVEDì 21 NOVEMBRE dalle ore 17 presentiamo Ufociclismo (D Editore) insieme al curatore Cobol Pongide (scienziato, ufociclista e musicista), Gregorio Magini (La famiglia di pietra, Cometa) e con l’editore che tutte e tutti vorremmo essere, o almeno avere come migliore amico Emmanuele Jonathan Pilia ♥

👉 La serata prosegue con la cena di autofinanziamento a cura della Polveriera, verso le 19,30 a cui seguiranno
🚀la Garufa di tango nel loggiato fino alle 23,30
🚀 e lo spettacolo di Stand Up Comedy (in sala concerti) con – minimo minimo – un Antonio Probo di tutto rispetto. Ma aspettatevi delle sorprese, voi che potete. Anzi no, spoiler: Francesco Nigro apre Probo. Letteralmente. Dice.

👉 Durante la serata, in orario aperitivo, sarà allestito anche un banchino con le ristampe del fumetto per Orso, Macelli, per sostenere la campagna di crowdfunding: “Per continuare la lotta”
https://www.produzionidalbasso.com/project/lorenzo-orso-tekoser-per-continuare-la-lotta/

BAR AUTOGESTITO A PREZZI POPOLARI
INGRESSO LIBERO E GRATUITO ma
perché c’è un MA bello grosso: in nessun caso saranno tollerati comportamenti antisociali, violenti, autoritari, sessisti, omotransfobici, razzisti o fascisti.