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Presentazione del Comitato No Expo-No Israele e proiezione di “To shoot an elephant”

dalle ore 18: Presentazione del Comitato toscano NOEXPO-NOISRAELE.
Segue proiezione del film “To shoot an elephant” film documentario di Alberto Arce e Mohammed Rujailah girato a Gaza durante l’operazione “piombo fuso”, l’aggressione militare israeliana sulla striscia di Gaza (2008). Il diritti del film sono tutelati da Creative Commons ed il film è scaricabile gratuitamente da internet.
IL 1° MAGGIO A MILANO SI APRIRÀ L’EXPO 2015 CHE AVRÀ COME TEMA CONDUTTORE
’“NUTRIRE IL PIANETA-ENERGIA PER LA VITA”.
Expo 2015 sarà la fiera della menzogna, della devastazione dei territori, della connivenza con le
mafie e del ricorso al lavoro precario super-sfruttato; i grandi affamatori del pianeta saranno fra i
principali “ospiti”, grandi multinazionali e stati asserviti ai loro interessi che, attraverso guerre di
rapina delle risorse dei popoli e di sfruttamento, si presenteranno come “salvatori” dell’umanità.
La presenza in pompa magna di Israele nell’Expo conferma che dietro il tema “nutrire il pianeta” si
nascondono coloro che si muovono in senso esattamente opposto. Il padiglione dello stato sionista,
denominato “Campi di domani”, con una dimensione di 2.400 metri quadrati intende propagandare
le “eccellenze” dell’occupazione israeliana, come l’agricoltura e lo sfruttamento delle risorse idriche
arabo-palestinesi. Per questo il Fronte Palestina ha lanciato la campagna No Expo – No Israele.
In Toscana si è formato un Comitato “NO EXPO NO ISRAELE” composto da soggetti che da
anni si mobilitano accanto al popolo palestinese nella sua lotta di liberazione e che oggi
intendono smascherare attraverso mobilitazioni, iniziative, dibattiti, il vero volto della
kermesse, mostrando le ingerenze e i rapporti tra l’Italia e lo Stato sionista e il fatto che
Israele, camuffandosi da stato democratico, è invece uno stato imperialista in guerra
permanente contro il popolo arabopalestinese commettendo crimini contro l’umanità.
Maggiori informazioni sul sito 

contatti: noexponoisraeletoscana@libero.it

HIPHOP 4 FRIENDS in Polveriera

28 Febbraio, SABATO
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From 18:00 to 23:00

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 BREAKDANCE with Fundanza Family
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 WRITING SESSION with 400 Drops
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 LIVE SHOWCASE with
CRONOFILLERS
ESERCITO RIBELLE
KANI TOSCANI
TULLO SOLDJA
+ friends

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NO BUSINESS
NO BAD FEELINGS
NO SHITHEAD

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LaPolverieraSpazioComune

Antifascista
Antisessista
Antirazzista

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Via S.Reparata 12
FREE ENTRY

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Presentazione ZONE DI AUTONOMIA CULTURALE con Luis Magalhaes (POR)

Martedì 24 Febbraio ore 19

A meno di un anno dalla sua apertura, La Polveriera inaugura “Sant’Apollonia: zone di autonomia culturale”, un progetto di residenza d’artista che, mese dopo mese, ospiterà le incursioni creative di giovani talenti.
La Polveriera nasce dall’esigenza di creare uno spazio in cui poter condividere esperienze, idee, conoscenze dando vita a nuove relazioni e a nuovi punti di vista sulla realtà quotidiana, politica e sociale.
E’ da questa volontà di relazionarsi che inizia la collaborazione tra Luis Magalhaes, Stefano Giuri e Gianluca Trusso Forgia, i primi protagonisti del progetto.
Conosciutisi lo scorso anno a Lisbona, città in cui attualmente vive e lavora Luis, si sono subito scontrati con gli ostacoli imposti da quello che viene comunemente considerato il mezzo privilegiato della comunicazione: il linguaggio parlato, o meglio, la lingua.
Il limite della codificazione linguistica genera un conflitto narrativo che tenta di risolversi attraverso la creazione di un nuovo alfabeto che, sperimenta mezzi espressivi alternativi di tipo visivo, sonoro, gestuale… un linguaggio artistico potremmo dire!
Ma cosa si intende per linguaggio artistico se non la traduzione di quella spontaneità dal sapore primitivo che da sempre spinge l’uomo a relazionarsi con gli altri per creare legami culturali e sociali?

(evento Facebook)

Assemblea pubblica sul plesso di Sant’Apollonia – 31/1 h16

All’interno del complesso di Sant’Apollonia da alcuni mesi abbiamo avviato un’occupazione che, nata come rivendicazione universitaria di spazi per il diritto allo studio, è presto diventata rivendicazione di quartiere. 
Sì, perché come Sant’Orsola e l’ Ex-Manifattura Tabacchi, Sant’Apollonia è un enorme immobile pubblico, patrimonio storico, artistico e architettonico di inestimabile valore che all’interno di San Lorenzo ha avuto un ruolo sociale importante fino a quando la burocrazia non l’ha reso un ammasso di mura vuote e in parziale stato di decadimento, contenenti solo una mensa universitaria minuscola rispetto alle potenzialità ed alle necessità. Perciò stiamo occupando alcuni spazi, per proporre immediatamente alternative e possibili destinazioni d’uso, decise collettivamente. Perché Sant’Apollonia ricominci a essere un perno del quartiere, luogo di scambio per tutti e non un semplice contenitore. Per parlare di questo e delle proposte da avanzare alla Regione Toscana con la quale ci siamo confrontati nelle scorse settimane, vi invitiamo ad incontrarci, abitanti del quartiere, lavoratori/trici e studenti/esse
SABATO 31 GENNAIO ALLE 16.00 DENTRO GLI SPAZI RIAPERTI DI SANT’APOLLONIA.

Giornata di mobilitazione e critica sociale – 24 Gennaio 2015

Condividiamo l’appuntamento lanciato dalla rete di Genuino Clandestino insieme a Mondeggi Bene Comune per la giornata di Sabato 24 gennaio 2015 in Piazza Tasso (Firenze).
http://ribelli.net/
“Giornata di mobilitazione e critica sociale al modello imperante di sfruttamento del territorio e del lavoro strettamente interconnesso con lo sviluppo sbagliato e incontrollato della viabilità urbana, dei parcheggi sotterranei, della stazione per l’alta velocità, degli inceneritori… Grandi Opere che puntualmente si dimostrano utili solo per chi le ha concepite e realizzate. A Milano, lo sfruttamento del territorio assume anche una veste ideologica con il modello proposto/imposto dall’EXPO 2015 per promuovere in modo molto accattivante l’Agrobusiness delle Multinazionali e della GDO (grande distribuzione organizzata), modello dove cemento, debito, lavoro precario e cibo sempre e comunque a volontà sono i protagonisti. Lo slogan di Expo 2015 è infatti “…nutriamo il pianeta”, noi diciamo lasciamo che il pianeta si nutra da solo! Infatti ancora oggi l’agricoltura contadina di piccola scala, condotta soprattutto da donne, nutre il 70% del mondo utilizzando solo il 30% delle risorse naturali come acqua, suolo e energie fossili, mantenendo la biodiversità, la fertilità dei suoli e i saperi antichi, mentre l’agroindustria intossica la nostra terra, accaparrandosi il 70% delle risorse per arricchire pochi e sovralimentare un quinto della popolazione mondiale.”
“Expo 2015 è una Grande Opera, un eufemismo per dire che è una Grande Speculazione concertata tra potentati economici e ceto politico. In questo sistema, da una parte il pubblico garantisce i finanziamenti, un quadro normativo favorevole e addirittura rimborsa i mancati profitti privati causati dal protrarsi (voluto per far lievitare i costi) dei lavori; dall’altra il privato incamera gli utili ritornandone parte ai complici politici sotto forma di tangenti. È una speculazione commerciale che sfrutta la grande vetrina espositiva per promuovere immagine, marchi, vendite; è una speculazione edilizia e immobiliare che a fine Fiera vedrà moltiplicato il valore dei terreni pubblici requisiti, di quelli privati espropriati a prezzi stracciati, e anche di quelli di proprietà di alcuni soci del consorzio concessionario acquistati a prezzi sopravvalutati (un conflitto di interessi non poteva mancare!); è una speculazione industriale perché può procedere in deroga alle normative aumentando a dismisura i profitti dei concessionari privati e perché vi sono collegate opere (autostrade, vie d’acqua) la cui connessione con Expo è del tutto pretestuosa; è una speculazione finanziaria che confisca enormi ricchezze pubbliche dirottandole verso gli oligopoli privati; ed è naturalmente una speculazione sul lavoro perché viene legittimato l’ampio ricorso a quello precario e gratuito.
È il modello Grandi Opere, uno schema in funzione ovunque in Italia e attraverso il quale il capitale non si “limita” più a sfruttare la forza lavoro e a scaricare nell’ambiente le scorie dei suoi processi produttivi, ma utilizza direttamente il territorio come materia prima da manipolare per la propria valorizzazione. In questa prospettiva il territorio non costituisce più un insieme vitale di significati e di risorse economiche, culturali, sociali, ma solo l’input inerte in un processo di arricchimento privato. Per le comunità le conseguenze sono devastanti perché su di loro si scaricano tutti gli elevatissimi costi del sistema: quelli riguardanti l’ambiente, la salute, le relazioni sociali, le condizioni e le possibilità di vita, la cultura, il futuro.
L’intensità di tale depredazione di qualsiasi forma di ricchezza sociale ha ormai assunto l’aspetto di una bulimia compulsiva che lascerà tra breve priva di risorse la gran parte di una società le cui modalità di convivenza e di auto-riproduzione, del resto, non funzionano più da tempo. A meno che…”

Mondeggi Bene Comune

http://ribelli.net/

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Ore 11:00: Ritrovo in piazza Tasso
Incontro con la rete contadina di Genuino Clandestino e le realtà fiorentine per la difesa del territorio.
Laboratorio per bambini: seminiamo i ceci di Mondeggi!
Ore 13:00: Pranzo condiviso
Portate il vostro piatto, bicchiere, le posate e qualcosa da mangiare e bere insieme.
Ore 15:00: Intervento teatrale del Teatro contadino libertario
Musica

Qui l’evento Facebook

TEATRO DELL’OPPRESSO con il Gruppo Giovani GLBTI* Firenze

Martedì 20 gennaio dalle 18.00 incontriamo il Gruppo Giovani Glbti* Firenze insieme al quale parleremo di TEATRO DELL’OPPRESSO, un metodo teatrale che ha l’obiettivo di fornire strumenti di cambiamento personale, sociale e politico. Interverrà una terapista teatrale belga.
Con chi vorrà partecipare svolgeremo anche alcuni esercizi pratici.